Migliori band aprile 2019

Questo mese la qualità delle band recensite su system failure ha di nuovo raggiunto livelli sbalorditivi e di respiro internazionale…ecco a voi….le migliori band di questo mese…

10)Artiness Fog

Produzione sonora niente male, appeal presente ma in ordine sparso, songwriting discreto e tanta inventiva caratterizzano “Dogmatic Void”. Per noi da 78/100. La sezione strumentale è abbastanza solida e supporta a meraviglia il cantato carismatico di Alessandro Salvia. Il baroque pop non arriva spesso su System failure e lo accogliamo a braccia aperte perché soprattutto contaminato da altre sonorità e sulla nostra webzine contaminazione e sperimentazione ricevono sempre il giusto premio.

https://www.systemfailurewebzine.com/artiness-fog-dogmatic-void/

9)Motivi Per Litigare

Riprendendo le parole iniziali: “Un sacco di influenze diverse. E tanti, tanti, Motivi Per Litigare”. Si vede che dopo aver litigato molto i nostri hanno trovato la quadratura del cerchio!? Diciamo questo(scherzando) perché in Motivi Per Litigare sembra funzionare tutto a meraviglia e il loro sound “anomalo”, andando avanti con diversi ascolti del disco, finisce per piacere tanto e la percezione dell’anomalia si trasforma in assuefazione…

https://www.systemfailurewebzine.com/motivi-per-litigare-motivi-per-litigare/

8)Zero

Di metalcore ne ascoltiamo tanto ai nostri giorni e spesso le band si somigliano tanto fra loro. Gli Zero hanno cercato di trovare la loro strada con tanta sperimentazione condotta con sapienza e maestria. “Waves of Griefs, Seas of Regrets” è il loro manifesto fulgido e scioccante, manifesto che ci lascia impietriti e gridiamo che ne vogliamo ancora del loro sound tanto magnetico, maturo, avvolgente. Non bisogna puntare all’appeal a volte ma a rompere il ghiaccio con un punteruolo fatto in casa e non comprato da nessuno…

https://www.systemfailurewebzine.com/zero-waves-of-griefs-seas-of-regrets/

7)Rufus

Produzione non eccellente ma “sporca” e molto adatta al genere. Tanta maestria nel songwriting, nella composizione. Non manca l’appeal nel disco, un disco oltremodo stimolante che sa come stuzzicare alcuni ascoltatori con una parte della loro testa rimasta a Seattle o comunque in una certa America dove il rock viene vissuto come un qualcosa di straordinariamente intenso, un qualcosa che senti “a pelle”, che riconosci al primo sguardo. “Vita natural durante” è la colonna sonora dei nostri momenti scapigliati, è la donna dirty che hai sempre voluto conquistare perché ti regalava emozioni forti o l’amico con il quale facevi cose folli in serate dissolute. Ultima considerazione da fare: diversi sono i generi musicali presenti in questo disco: blues, grunge, country, noise, alternative rock. E sono fusi insieme senza fare confusione, con tanto talento. Insomma avete capito che qui abbiamo tanta maturità da parte di un artista che rende fascinosa la parola “rock”….

https://www.systemfailurewebzine.com/ru-fus-vita-natural-durante/

6)Matteo Liberati

Matteo Liberati dimostra in tutti i pezzi del disco in questione di saper creare dei climax sonori incredibili, entusiasmanti. La sua abilità nel songwriting è ineccepibile. Inoltre, Matteo Liberati si è occupato di tutto in “Luci gialle di città”: scrittura, arrangiamenti e suonato gli strumenti. Considerato che produzione e mixing sono molto buoni possiamo ben dire che è stato fatto un lavorone. Un plauso per questo artista indipendente, veramente indipendente e non a parole come tanti altri…Tanti artisti li notiamo e basta. Matteo Liberati invece ci sconvolge e vogliamo ascoltarlo tante volte per riuscire a percepire tutta l’energia che riesce a trasmettere con la sua musica semplice, d’impatto, senza tanti fronzoli. Un’ultima considerazione: anche i testi sono davvero niente male. Per noi il voto è 85/100.

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5)Flowerstones

Versatilità e tanta cura nel songwriting, un sound “tosto” che mette insieme cose diverse anche se affini: queste le migliori qualità di Flowerstones, band fedele a quella tradizione alternative metal/grunge americana che si è presentata come un qualcosa di veramente figo ed irripetibile nella storia del rock e della musica in generale. Quindi, accogliamo con tanto giubilo l’arrivo di questo Ep omonimo e diciamo alla band che non ci basta perché è fatto davvero bene e aspettiamo un loro album altrettanto cool per il futuro. Il voto è 85/100 per noi perché un sound a tratti così granitico e massiccio, un songwriting così ben impostato non possono che essere premiati. Non male anche la produzione sonora come pure l’appeal che il disco suscita.

https://www.systemfailurewebzine.com/flowerstones-flowerstones/

4)Loiola

Loiola è una band estremamente interessante: riesce a dare un vestito alternative a sonorità da canzone leggera italiana grazie a striature rock tanto ben congegnate. Loiola da senso alla parola alternative essendo catchy e in linea con la tradizione canora italiana. Poi la loro capacità di scrittura li rende tanto irresistibili…

https://www.systemfailurewebzine.com/loiola-non-eroi-ma-opere-di-bene/

3)Kajar

Come sonorità e flow abbiamo pensato a CRLN, Coma_Cose, Anastasio e Cosmo. Produzione sonora eccellente, ricercatezza sonora, songwriting discreto, flow coinvolgente e bei testi sono tra le componenti migliori di “Cornice”. Il mix di sonorità ambient, urban music, soul e hip hop è davvero ben congegnato. Per noi “Cornice” è da 85/100 e conferma il tanto di buono che un certo hip hop electro sperimentale italiano sta portando…

https://www.systemfailurewebzine.com/kajar-cornice/

2)Atwood

Elettronica molto curata e grande produzione fanno di “At Odds” un “must have” per tanti amanti di un certo alternative rock. Quindi, sonorità di respiro internazionale quelle che ascoltiamo con Atwood, una band che porta tanta “freschezza” nel panorama emergente italiano con il suo alternative rock tanto ben congegnato ed eseguito.

https://www.systemfailurewebzine.com/atwood-at-odds/

1)Mally Harpaz

“Zoom in Zoom out” è un coacervo di sonorità espresse con grande poesia ed effetto, un coacervo di sonorità che, con grande tensione intrinseca, scatena in noi emozioni irrefrenabili. A tratti, ascoltando questo album, si ha l’impressione che la musica voglia “interrogarci” e scavare dentro di noi. Paesaggi sonori incredibili, come quelli della seconda parte di “Not without pain”, ci avvolgono e noi veniamo come risucchiati nel buco nero che porta all’assoluto…

https://www.systemfailurewebzine.com/mally-harpaz-zoom-in-zoom-out/

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