Matteo Sedda – è uscito l’album “Rooms”

Musica di grande spessore artistico quella di Matteo Sedda. Lui è un artista/demiurgo capace di creare una metropoli di marmo luccicante e surreale, un marmo di cangianti colori, un marmo sonoro malleabile e sofisticato oltremodo che elegante ed estroso. Musica da proporre live sia in un teatro che all’aperto in un festival di musica elettronica, musica per serate al crepuscolo o all’alba quando il sole porta riflessi memorabili. Ricerca sonora certosina da parte dell’artista. Stesse parole possiamo usare per lodare un songwriting di grande livello: stratificato, preciso, equilibrato. Riguardo il livello tecnico sia il mix che il master che il sound design sono eccellenti.

Se non avete trovato ancora il vostro “posto nel mondo” forse “Rooms” fa per voi. Il “posto nel mondo” non esiste, è una mera illusione. L’astrazione mentale esiste e fa sognare, invece. Fa fremere gli animi e fa pulsare i cuori. E con “Rooms” tanti cuori “pulseranno”….

Recensione traccia per traccia

Con l’opener “Outside field” si parte con dei rumori noise. Poi parte un muro sonoro imperioso drone. Un sound cinematografico evocativo alla “Blade Runner 2049” caratterizza la song. Il tutto si dipana in circa 7 minuti di puro viaggio inquietante, sinistro. Stupenda l’armonia trovata tra frequenze basse e synth lancinanti.

Con “Bioma” si vira verso sonorità più luminose e rilassanti e arriva anche lo strumento predominante dell’album ossia la tromba. Quest’ultima disegna evoluzioni/fraseggi pungenti e allo stesso tempo mentali. Sono altri 7 minuti di pura immaginazione in forma di onde sonore. Un beat appena accennato accompagna il tutto.

“Rituals” offre questo beat lievemente tumultuoso in esordio. Ritorna quel muro sonoro di basso impellente ed invalicabile. I pattern si succedono in modo magnifico regalando all’ascoltatore un tunnel immaginifico, allettante ma anche inquietante, come non accorgersi di ciò. La musica di Matteo Sedda è super adatta per un film sci fi di livello internazionale. Altre stupende armonie con questo pezzo. Un’evoluzione notevole in questa canzone. “Threads of matter” continua con i suoni del pezzo precedente: la narrazione è incessante e coinvolgente. “Threads of matter” risulta come un completamento di “Rituals”. Dopo il minuto ci sono anche synth arp avvolgenti. “Threads of matter” è senza dubbio un pezzo mistico ma anche surreale ed altamente sci fi per affermare il mood generale dell’opera. La tromba è sempre protagonista indiscussa. È un disco che punta tanto sullo storytelling.

“Event horizon”, che è anche il nome di un famoso film di fantascienza, mette in campo altre pennellate sonore mirabolanti, viaggianti. Il suono è arioso, dilatato, elettrizzante. “evocare immagini interiori e accompagnare l’ascoltatore attraverso paesaggi percettivi mutevoli” si dice nella news che annuncia l’album: come non essere d’accordo con queste parole. La tromba è usata come fosse uno strumento electro per musica ambient. Infatti, questo album è essenzialmente ambient ma è anche sperimentale con i suoi tratti noise o chill out o drone o altro ancora. Dopo metà canzone viene introdotto un altro beat accennato. “Rooms” è un disco dove la ritmica ha un importanza non fondamentale: questa scelta stilistica è opportuna per creare un affresco sonoro senza punti fermi. Si punta a stordire l’ascoltatore: quest’ultimo si perde in un wormhole sonoro magnetico. Anche con “Event horizon” l’evoluzione della canzone è di tutto rispetto. Anche qui synth arp che catalizzano il focus del fruitore. Uno dei migliori pezzi dell’album.

“Ephemeral” sembra il Bach di SuperQuark riscritto e reinventato e portato nell’elettronica contemporanea. Pezzo romantico questo “Ephemeral”, toccante ed intriso di emozioni liquide. La tromba arriva come una dea danzante sulle acque, una sorta di nascita di Venere in musica ambient. “From behind” termina il tutto con il solito mood ambient questa volta più luminoso. È come una pioggia di suoni e la tromba rappresenta una presenza diafana che si inoltra in questo pulviscolo acquoso ed effimero.