>>Mark Harris e JOHN 3:16 – Victory Over The Sun

Victory Over The Sun è un album che nasce dalla collaborazione tra Mark Harris e JOHN 3:16. Harris è un artista, musicista e programmatore con un grande interesse nei sistemi e nei processi generativi in musica. JOHN 3:16 è l’ex frontman di Heat From A Dead Star.

Entrambi hanno portato le loro particolari esperienze musicali in Victory Over The Sun. In questo disco appuriamo la presenza di dark ambient, shoegaze e musica elettronica. Victory Over The Sun
ci porta in un mondo sonoro onirico e virtuale che incanta e inebria l’ascoltatore. In Victory Over The Sun ascoltiamo anche influenze post-metal e drone.

La title-track Victory Over The Sun ci porta in una dimensione rarefatta: ascoltiamo muri sonori rombanti, ascoltiamo suggestioni ammalianti. Con questa canzone ci sembra di aver intrapreso un viaggio nello spazio profondo, in luoghi dove tutto sembra possibile. Epifanie sonore, illuminazioni improvvise, visioni arcane ed ancestrali: questo ed altro ascoltiamo in Victory Over The Sun. Questo disco è per gli amanti di band come Tribes Of Neurot, Brian Eno, Stars of the Lid, Swans, Glacial Ambience.

Con Dead Stars il viaggio al limite con il surreale cominciato premendo il tasto play continua mostrandoci “iperboli sonore” magnifiche, impressioni sonore intense ed emozionanti che ci scaldano il petto. Con The Angry Moon, come con le canzoni precedenti, ci sembra di sperimentare un senso di vuoto, una caduta continua ed interminabile in un abisso dai colori allucinanti. Questo disco sembra la colonna sonora di un film di fantascienza che parla di viaggi ai confini dell’universo.

A tratti la musica offerta da Victory Over The Sun è delirante ed insostenibile: i muri sonori raggiungono dei climax di incredibile intensità. In Requiem for the lost c’è amore, c’è poesia, c’è fulgore, cose che possiamo trovare anche nelle canzoni precedenti. Nel vortice finale di Vortex la caduta nel buco nero si completa e finiamo in un altro universo. Ormai il viaggio è stato portato al termine e siamo consapevoli di aver raggiunto i lati più reconditi del nostro inconscio, i recessi più oscuri della nostra anima.

 

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