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>>Mainstream – Armi di Distrazione di Massa

I grandi mezzi d’informazione altro non sono che dei complici di stati e governi, il cui successo nello svolgere questa funzione non ha pari nella storia di raggiri, truffe e fregature, come si può giudicare dall’efficacia con cui continuano a venderci inganni talvolta talmente ovvi da indurre sempre più persone ad avvicinarsi alle così dette “versioni non ufficiali” [26].

La plateale distorsione della verità e la sistematica manipolazione delle fonti di informazione sono parte integrante della pianificazione bellica; uccidere un uomo è una cosa di poco conto, uccidere le sue opinioni produce effetti di gran lunga più duraturi.
Uno dei grandi progressi di questo secolo è stato, senza ombra di dubbio, il graduale passaggio dalla guerra convenzionale alla guerra con i media, cioè a quella che, in gergo tecnico, viene definita disinformazione.
Siamo costantemente sotto il fuoco dei media, bombardati di messaggi ed in balia di forze che tentano di imporci i nostri stessi valori, il progresso, la pace, la democrazia.
Eppure ci stiamo abituando a questo. Lo scenario che si sta disegnando, nostro malgrado, è uno scenario artificiale, una “iperrealtà” mediatica e mediata che va sostituendosi in modo irreversibile al mondo reale.
La televisione, i telefoni, le radio e le reti di computer sono dei potenti strumenti politici, poiché la loro funzione non è quella di produrre o di distribuire beni materiali ma di influenzare le idee e le percezioni umane.
Dopo l’era della “guerra convenzionale”, siamo entrati, così, in modo indolore, nell’era della disinformazione e, altrettanto inavvertitamente, stiamo per entrare in quella della disinformazione/intrattenimento, cioè del disinfotainment [1].

E’ difficile tirare le somme di questo breve giro d’orizzonte, si incapperebbe, di sicuro, nell’errore di fare della disinformazione; le possibilità offerte dai nuovi canali di comunicazione, combinate con le tecniche di destrutturazione dell’informazione e con nuovi sistemi di pianificazione strategica, potranno creare ancora, in futuro, infinite vie per la disinformazione.
La cosa più “interessante”, però, è che, fra poco, non ce ne sarà più bisogno perché il Panopticon, con il tempo, è arrivato a rendersi invisibile fino a farci credere che non esista; parafrasando Charles Baudelaire si può affermare che “la mossa più intelligente, più bella, più astuta della disinformazione è quella di far credere che non esiste.”.
E questo è il culmine del sistema della disinformazione, ovvero l’illusione di vivere in un regime di pace nonostante la guerra. Invece, l’attitudine alla persuasione, alla colonizzazione culturale e religiosa del prossimo, ad oggi, è ancora in costante crescita e, come se non bastasse, dispone di nuovi e sempre più potenti media [2].

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