>>Karl Marx was a broker – MONOSCOPE

MONOSCOPE è il nuovo album di Karl Marx was a broker, power trio da Pistoia, che con questo album aggiunge un quarto capitolo alla sua storia discografica. MONOSCOPE ci fa ricordare il Monoscopio, immagine iconica abbinata al segnale acustico di test che decretava la fine delle trasmissioni della TV anni ’80. E’ a questa immagine che i Karl Marx was a broker vogliono ricondurre il loro nuovo album in studio, un album che completa la maturazione artistica di questo progetto.

System failure ha ascoltato questo disco e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo. MONOSCOPE è per gli amanti di band come King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, Goblin, Black Sabbath e Primus. Monoscope è la prima traccia e title-track di questo album e ci offre bordate sonore metalliche alquanto forsennate. Qui l’influenza progressive metal è molto evidente. Riff pesanti e marcati contraddistinguono questo pezzo che travolgerà di sicuro anche l’ascoltatore più distratto.

Poi arriva Es con le sue sferzate laceranti. Il sound di Karl Marx was a broker è potente e gagliardo. Le loro evoluzioni sonore sembrano dei tornado musicali pronti a investirci e a scaraventarci a terra. L’impeto che offre questa band è davvero incontenibile ed Es è chiara dimostrazione delle nostre parole.

In Gray arrivano anche spirali sonore elettriche e ripetitive che fanno viaggiare la nostra mente in paradisi artificiali, spirali sonore alquanto ipnotiche e magnetiche che si accompagnano con tappeti sonori che donano corpo alla canzone. Verso la metà della canzone entrano anche delle scariche metalliche. Superego è voluttuosa e martellante e ci colpisce al petto con saette impazzite. Ci sono delle pause sonore in questa canzone, pause sonore che cercano di creare come dei momenti di riflessione nel fermento sonoro a cui ci sottopone questa band.

Flat è sicuramente ammaliante e tanto ruvida. La musica di Karl Marx was a broker sembra oltremodo adatta come colonna sonora per un film di fantascienza. Verso la metà della canzone assistiamo ad un’altra pausa sonora e poi si riparte di slancio in una cavalcata dalle mille emozioni.

Negentropy contiene sonorità squisitamente sci-fi nel suo tripudio sonoro altamente travolgente. La musica di questa band è raffinata, è intellettuale, è oltremodo ricercata. Anche qui vi sono tappeti sonori di grande effetto.

Con Ego ci avviamo verso la fine di questo album soprattutto strumentale che non deluderà di certo tanti ascoltatori di un certo progressive metal. Anche qui le evoluzioni sonore sono parecchio coinvolgenti. Sono una sorta di marchio di fabbrica di questa band. Nord chiude il tutto con altri suoni sci-fi che ci portano in un mondo alieno.

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