Jehnean Washington – I fly with you

“Awaken+dream sequence” comincia con queste “invocazioni” di Jehnean Washington. Poi arrivano questi suoni marcati ed inesorabili oltre che ripetitivi. Poi tutto cambia ed abbiamo a che fare con una canzone dance con kick dritto ed arpeggiatore/basso. Alcuni synth/arpeggiatori sono davvero azzeccati e ben si sposano al beat e alla ritmica. Buone le armonie trovate. Buono pure il songwriting…

“Tunkasila”, la migliore del disco a mio giudizio, presenta questi suoni rombanti ed altro arpeggiatore tanto “giocoso” se posso azzardare. Sembra che tutti vogliamo ripetere “Tunkasila” insieme a Jehnean Washington. La sezione ritmica molto ben curata, songwriting in generale tanto ben curato. Infatti il disco è stato prodotto dal marito di Jehnean Washington ossia Antgul, un artista che abbiamo sempre apprezzato sulle nostre pagine html. Bello il contrasto tra questi “vuoti sonori” e le parti più “pompate”.

“Immacolata” ci porta altre invocazioni della solita Jehnean che ci fa davvero trasalire per l’intensità ed espressività che riesce a trasmettere con la sua voce che a tratti si sdoppia. Poi arriva la parte EDM(a tratti synth wave) che è magnifica con sempre una buona dinamica e songwriting. “Sky alight” sembra essere una digressione della canzone precedente. Qui si continua con questa EDM tanto danzereccia ma allo stesso tempo pure mentale, onirica. Infatti ci sono dei passaggi incredibilmente atmosferici, ambient con un piano incantevole.

“Speak to who will listen” presenta questo basso tanto figo che ben contrasta la voce di Jehnean. Davvero bella l’armonia che si crea con tutta l’atmosfera sonora di fondo. Segue “We are every reason” con altre invocazioni. Qui sonorità marcate come in “Tunkasila”: sembra essere la sua canzone complementare. Infine arriva la title-track “I fly with you”(di cui c’è anche la versione radio edit) con questo spoken iniziale. Dopo arrivano altri arpeggiatori ed un kick da paura.

Questo disco sembra essere la risposta alla domanda: come si può fare un album di elettronica davvero alternative? E lo è con Jehnean che lo rende un qualcosa di etnico e tribale con il suo cantato ma sempre elettronica è, mentale, onirica e a tratti tanto dance.

Di grande livello mix, master e produzione di Antgul che dimostra di migliorare sempre più e di offrire un livello tecnico sbalorditivo. Antgul sembra essere davvero ossessionato dalla perfezione sonora, un vero tarlo nella sua testa che non possiamo che apprezzare…

In un mondo al collasso dal punto di vista geopolitico, economico, climatico e sanitario, ebbene in questo mondo ci vuole una scossa dall’arte, una scossa che ci faccia destare da questo “incubo distopico” nel quale siamo finiti. L’album di Jehnean ed Antgul serve proprio a questo: a svegliare sia la nostra razionalità che le nostre pulsioni irrefrenabili che la nostra fantasia oramai disintegrata dalle tante verità/slogan del mondo multimediale contemporaneo, un mondo nel quale c’è l’afasia del pensiero grazie a quella “videosfera” che oramai ci tiene in pugno. Svegliatevi dal vostro mondo ovattato e unitevi alla danza tribale evocata da Jehnean Washington e Antgul!