>>Intervista a The Groots per System failure

1)Benvenuti su System failure! Presentatevi ai nostri lettori. Chi siete, cosa suonate, da dove venite etc.?

Ciao a tutti i lettori di System Failure, noi siamo i Groots e veniamo dalla provincia di Ancona. Siamo cinque amici accomunati da una grande passione per la musica, che nel 2014 ci ha portati a decidere di unire i nostri talenti e formare un gruppo difficile da etichettare sotto un unico genere musicale, a causa dei nostri background musicali piuttosto differenti. Siamo Giorgia (voce), Diego (chitarra solista), Matteo (chitarra ritmica), Omar (basso) e Alessio (batteria).

2)Potete parlarci del vostro background musicale?

Come abbiamo già affermato, la nostra musica è difficile da etichettare proprio a causa delle diverse influenze musicali di ognuno di noi: c’è chi viene dall’indie rock, chi dal punk, chi dal jazz… Ognuno di noi predilige un certo genere musicale, ma in linea di massima possiamo riscontrare un denominatore comune in gruppi come Arctic Monkeys, Paramore, Bruno Mars, Amy Winehouse e Ray Charles.

3)Come è nata in voi la passione per la musica?

La passione per la musica è nata in ognuno di noi molto prima della nascita del nostro gruppo, anzi, possiamo dire che il gruppo è stato proprio un pretesto per tentare di porre fine alla frustrazione di dover suonare nelle proprie camerette. I due chitarristi Diego e Matteo in realtà già avevano avuto quest’esperienza suonando insieme con un’altra formazione (i Pile-Up), mentre Alessio è stato il batterista dei Joe Bone. Per quanto riguarda il resto del gruppo: Omar è stato preso sotto l’ala protettiva di Diego, che gli ha insegnato a suonare il basso e dopo qualche lezione era già pronto a spiccare il volo verso l’orizzonte dei musicisti autodidatti; mentre Giorgia, cantante da doccia che aspettava di venire allo scoperto, è stata contattata dai suddetti che, in veste di talent scouts, l’hanno contattata per inserirla nel gruppo.

4)Ci spiegate come è nato il nome The Groots?

Il nostro nome è stata una delle cose più difficili da scegliere: prima di venire allo scoperto con il nome definitivo ci siamo chiamati per un breve periodo “Skinny Dogs”, ma non essendo convinti della scelta, abbiamo continuato la ricerca, finché una sera, ci siamo recati al cinema insieme a vedere “Guardiani Della Galassia” e siamo rimasti colpiti dal personaggio “Groot” a causa della sua unica ed ormai iconica battuta all’intero del film, ovvero: “Io sono Groot”. Così, ogni qualvolta che qualcuno di noi se ne usciva con una frase priva di senso logico, ce ne uscivamo in coro con “Io sono Groot” inizialmente per prenderci in giro, ma poi abbiamo iniziato a prenderlo in considerazione come nome, essendo anche affascinati dal concetto di rinascere da un proprio frammento se distrutti, proprio come Groot, il personaggio Marvel.

5)A novembre 2016 è uscito il vostro album d’esordio, Personal Clichés, recensito sulle nostre pagine html. Ci raccontate la genesi di questo album? Avete provato difficoltà a registrarlo?

La registrazione dell’album in realtà è stata molto più rapida di quanto ci aspettassimo, questo grazie alla professionalità del nostro producer Maurizio Sellani del Maui Garage Project Studio, che si è dedicato anima e corpo (e valvole) alla produzione del nostro album, lavorando per ore ed ore ogni giorno al sound di ogni singola canzone. Abbiamo visitato lo studio per la prima volta ad Aprile e a Novembre ne siamo usciti con un album di 10 tracce, registrate, mixate e masterizzate completamente da Maurizio. Anche il processo di scrittura è stato inizialmente piuttosto rapido per quando riguarda i primi pezzi, altri invece sono stati modificati ed ultimati in studio durante la fase di registrazione.

6)Quale è la canzone preferita di questo vostro album?

Probabilmente ognuno di noi ha la sua canzone preferita all’interno dell’album, ma in generale possiamo dire che siamo tutti piuttosto soddisfatti di Reunions, il nostro primo singolo estratto. Per quanto riguarda il live invece, la nostra preferita da suonare è Not Another Hallelujah. Siamo inoltre molto legati anche a The Quay, in quanto parla delle nostra amicizia ed è stata una delle prime canzoni composte e subito apprezzata da chi ci segue, diciamo che è stata un po’ il nostro biglietto da visita, la canzone con cui ci siamo fatti conoscere, per cui sarà sempre importante per noi.

7)Perchè il titolo Personal Clichés?

Contrariamente alla scelta del nome, quella del titolo dell’album è stata piuttosto semplice: è sempre stato davanti ai nostri occhi e più che di una scelta si è trattato di una conferma. Abbiamo sempre definito le nostre canzoni come dei clichés personali: i nostri testi parlano di luoghi comuni ed esperienze nelle quali i nostri coetanei possono rivedersi, ma che ognuno affronta in maniera diversa dall’altro. Per questo motivo abbiamo scelto l’ossimoro “Personal Clichés”: è il nostro modo di metterci a nudo di fronte ai nostri ascoltatori, raccontando come NOI ci siamo approcciati a diverse situazioni della vita.

8) “I The Groots…sono ispirati da band come Arctic Monkeys e Paramore, oltre che da artisti come Amy Winehouse, Bruno Mars e Ray Charles”. Come riuscite a fondere queste ed altre influenze musicali tutte insieme?

Il trucco per riuscire a fondere le diverse influenze musicali è mantenere una certa distanza da esse. Non lasciamo mai che la musica che ascoltiamo influenzi troppo il nostro modo di comporre, cerchiamo sempre di rivisitare e cercare suoni più vicini a noi. Non neghiamo però che il nostro background sia sicuramente riscontrabile in alcuni dei nostri pezzi, non abbiamo certamente la pretesa di definirci “innovativi” o di aver coniato un genere musicale, le etichette non ci interessano, cerchiamo semplicemente di crearci uno stile il più personale possibile.

9)Quale è il punto di forza della vostra band?

La cosa di cui andiamo forse più fieri è appunto proprio il nostro stile: facciamo musica spontanea, senza etichettarla ed è per questo che i pezzi all’interno del nostro album sono uno diverso dall’altro. Non partiamo mai con l’idea di dover scrivere un pezzo di un certo genere musicale: se ci presentiamo in sala prove con una riff di chitarra rock che in seguito si fonde con una batteria swing, per noi è una vittoria. Crediamo che il modo in cui riusciamo far coesistere la diversità sia il nostro punto di forza.

10)E, invece, quale è la massima aspirazione per la vostra band?

Riuscire a realizzare un disco era il nostro traguardo principale e grazie a chi ha creduto in noi sostenendo la musica inedita (oltre a Maurizio ci teniamo a ringraziare il nostro grafico Federico Cesaroni) ce l’abbiamo fatta. Per cui ora non abbiamo grandi ambizioni se non quella di far girare la nostra musica il più possibile, poi ovviamente, un po’come tutti, anche noi sogniamo in grande: non ci dispiacerebbe certo calcare i grandi palchi, ma per ora teniamo i piedi saldi in quelli più piccoli, cercando di comunicare con chi ci segue e trasmettere emozioni.

11)Vi ringrazio per la collaborazione. Se volete aggiungere qualcosa siete liberi di farlo….

Grazie a voi! È bello vedere che in un settore che purtroppo lotta quotidianamente per far fronte alla crisi, ci sia ancora qualcuno che si batte affinché la musica inedita venga ascoltata. Noi amiamo collaborare ed unire le forze con chi ha gli stessi nostri obiettivi, per cui è stato un piacere collaborare con voi! Un saluto a tutti i vostri lettori, a presto! I Groots.

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