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>>Intervista riguardo DSRMX

Design è una band alternative rock/new wave di Castelfilardo. La band è formata da Daniele Strappato(voce), Nicola Cerasa(chitarra e synth), Sara Tringali(basso) e Roberto Cardinali(batteria e drum machine). DSRMX è il nuovo disco di Design, disco che contiene le versioni remix dell’ultimo lavoro in studio della band ossia “Daytime Sleepwalkers“. Abbiamo intervistato la band riguardo tale disco…

1)Come è nato il progetto DSRMX?

E’ nato dalla nostra curiosità da “ascoltatori” di vedere come avrebbero suonato i brani del nostro ultimo lavoro in studio “Daytime sleepwalkers” nelle mani di altri artisti. Così abbiamo contattato personalmente alcuni tra i più talentuosi e da noi stimati musicisti della scena elettronica italiana chiedendo loro se andava di partecipare a questo disco.

2)Avete coinvolto davvero tanti artisti. Abbiamo letto che gli avete lasciato “carta bianca”…

Proprio così. Abbiamo girato loro il disco e chiesto di scegliere il pezzo su cui volevano lavorare. E’ per questo infatti che ci sono due versioni di “Voodoo Doll”, una oscura e contaminata dalla techno realizzata da Nrec, e l’altra, ipnotica e strumentale, perfetta per la chiusura di DSRMX, dagli Youarehere, L’unica cosa che abbiamo in qualche modo “imposto” agli artisti coinvolti, è stato di non snaturare il proprio stile, anche a costo di rendere irriconoscibile il materiale di partenza.

3)E’ stato un problema il fatto che i vari artisti coinvolti hanno stili diversi fra loro?

Quando hanno iniziato ad arrivarci i primi remix, l’unico nostro timore era proprio il come far convivere il dub dei “The natural dub cluster” con le aperture orchestrali di Alessandro Apolloni o la techno tribale di K.Lust. Ma quando ha preso forma la tracklist, i diversi stili sono diventati un punto di forza, rendendo il disco molto godibile all’ascolto. Inoltre, noi stessi non siamo mai stati amanti delle etichette, preferendo quelle band che non hanno paura di sporcarsi le mani coi “generi” nel lavorare a un disco.

4)Quanto questo lavoro è legato al lavoro d’origine “Daytime Sleepwalkers”?

Senza “Daytime sleepwalkers” non sarebbe mai esistito, il che li lega indissolubilmente. Di sicuro speriamo che possa far conoscere il nostro ultimo lavoro a un pubblico diverso dal nostro. Ciò che non è ancora chiaro neanche a noi stessi è se entrambi i lavori siano le facce di una stessa medaglia, una sorta di facciata A e B di un immaginario disco a la “The Fragile” dei Nine Inch Nails, o “Low” di David Bowie, album che per noi sono un vero e proprio punto di riferimento, o se “DSRMX” è un disco transitorio tra il nostro ultimo lavoro e quello che verrà.

5)C’è una canzone che vi è piaciuta più di altre?

Anche fosse non ve lo diremmo per non far torto agli altri. Ci piace prima di tutto vedere DSRMX come un blocco, un puzzle dove tutti i pezzi si sono incastrati man mano che ci venivamo mandate le versioni remix. Il bello di questo lavoro è stata proprio la sorpresa nel momento in cui ci siamo trovati ad ascoltare le tracce che ci sono state mandate. Anacleto Vitolo di K.Lust ad esempio, prima di inviarci il pezzo c’ha mandato una mail con scritto “è un problema se il remix duri qualcosa come 13 minuti?”. Noi abbiamo risposto che ovviamente non c’era, ma visto che la nostra Florence ne durava 4, quella domanda ha alimentato un’aspettativa non indifferente, e quando finalmente l’abbiamo ascoltata siamo rimasti folgorati. M4YB3 invece è nata ancora prima di pensare a DSRMX. Avevamo contattato Alessandro Apolloni per arrangiare degli archi per il finale di “Maybe”, e lui se ne esce, oltre col finale richiesto, con una versione tutta sua, solo archi (un vero quartetto registrato a Londra), voce e drum machine. Potremmo continuare così scartabellando tutta la tracklist, da “Voodoo Doll” nella versione di Nrec, che abbiamo ascoltata la prima volta a sorpresa alla presentazione del libro “India..e mi fissi con gli occhi di una capra” di Giorgio Serafino, fino a “Love=fiction” di Hlfmn trovata tra le tracce consigliate da DLSO…ogni brano ha una storia tutta sua, fatta di chat, aneddoti e collaborazione tra chi condivide la stessa passione.

6)C’è un filo rosso in questo disco?

Lo stesso che c’era in “Daytime sleepwalkers”, la perdita del controllo sulle proprie azioni, sentimenti e sui propri pensieri, sempre più meccanici e inconsapevoli all’interno di questa società. La cosa che ci ha sorpreso è che mentre nel lavoro d’origine, per raccontare tutto questo le lyrics avevano una enorme importanza, in DSRMX, dove in alcuni brani delle parti di voce sono rimasti solo i ritornelli, (in alcuni neanche quelli), gli artisti coinvolti sono riusciti a trasmettere lo stesso messaggio e stato d’animo che volevamo comunicare amplificando musicalmente la matrice dark ed oscura del materiale di partenza.

7)Abbiamo trovato questo lavoro alquanto ipnotico e magnetico e dai suoni spesso sci-fi e industrial…Che ne pensate?

Assolutamente d’accordo. Non ci interessava di certo far realizzare delle versioni remix per il dancefloor e le radio, e siamo molto soddisfatti che ciò che ne è venuto fuori sia una sorta di incubo ansiogeno digitale. Il lato industrial è sicuramente frutto del materiale di partenza. Come Design abbiamo esordito con l’ep “4 little hanged toys”, lavoro di matrice puramente rock dove l’elettronica era totalmente assente, ed è stata introdotta solo nel lavoro successivo “Technicolor Noise”. Nell’introdurre questo elemento, poi diventato centrale in “Daytime Sleepwalkers”, è stato naturale imbattersi nell’industrial, vista anche l’assoluta stima che nutriamo verso band quali Nine inch Nails o il primo Marilyn Manson. Oltretutto, alla luce della nostra piccola discografia, ci piace considerare questo “DSRMX” non un semplice disco di remix, ma la naturale evoluzione del nostro percorso musicale, visto che ci piace evolvere e contaminare sempre di più il nostro sound.

8)Quanto è importante per un musicista trovare il suono giusto?

Per noi è fondamentale. I nostri brani nascono in sala prove, in versioni embrionali, grezze e molto rock, lavorando alla strofa e il ritornello. Ma la parte più stimolante è quando poi rivediamo gli arrangiamenti e iniziamo a giocare coi synth e le drum machine. Spesso però è molto importante per un musicista, essere supportato da una persona esterna, per la ricerca del suono giusto. Noi siamo stati molto fortunati in questo, avendo trovato in Enrico Tiberi, produttore di tutti i nostri lavori in studio e leader di Nrec e della rock band “The Shell Collector”, la persona giusta. In qualche modo potremmo dire che è il quinto Design.

9)Ci sono altri progetti come questo in programma?

Quando abbiamo iniziato a contattare gli artisti che avrebbero partecipato a DSRMX, molti non hanno potuto contribuire a causa dei loro impegni, tra cui dischi in uscita o tour, anche se si sono dimostrati sinceramente interessati a prenderne parte. Si potrebbe aspettare circa un anno per mettere in cantiere un “DSRMX vol 2”, ma siamo già estremamente soddisfatti di questo e proprio di recente ci siamo rimessi a scrivere nuovo materiale per un prossimo disco. Quindi in programma al momento niente ma sicuramente tenteremo un’operazione analoga in vista del prossimo album.

10)E, per finire, secondo voi perché bisogna ascoltare DSRMX?

Solitamente è impossibile essere oggettivi quando si parla del proprio lavoro, ma questa volta è diverso dato che il risultato è frutto del lavoro di Nrec, Youarehere, The Natural Dub Cluster, Michele Caserta, HLFMN, Alessandro Apolloni, K.Lust e KMfromMYills, quindi lo possiamo dire a voce alta. Dovete ascoltarlo perché spacca, perché non sfigura a confronto di lavori di musica elettronica di band straniere ben più blasonate, e soprattutto perché dimostra che l’underground italiano è vivo e strabiliante. Non si dovrebbe ascoltare solo DSRMX, ma anche gli album di questi artisti, che ci hanno veramente sorpreso al punto di volerli avere a tutti i costi in questo disco. E poi bisognerebbe ascoltare anche “Daytime sleepwalkers”, che è un disco al quale teniamo moltissimo, anche solo per la curiosità (dote che dovrebbe avere qualsiasi appassionato di musica che si rispetti) di ascoltare la veste originale in cui sono stati concepiti i brani che compongono “DSRMX”.

Vi ringrazio tanto per l’attenzione e confermo le vostre parole: DSRMX spacca!

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