>>Intervista per Hermanos

1)Benvenuti su System failure. Potete raccontarci la vostra storia fino a qui?

Ris.H. Inanzitutto grazie alla redazione di System failure per averci ospitato sulle vostre pagine, ora possiamo rispondere alle domande. Ci siamo ritrovati in studio lo scorso inverno (2015), dopo che l’improvvisa morte del nostro batterista due anni prima ci aveva tolto la voglia di suonare e di comporre. Suonavamo ormai da dieci anni in formazione trio con il nome di Mendoza. Il background musicale era fondalmente quello rock, ma non ci siamo mai troppo preoccupati di prendere da quello che piaceva ad ognuno di noi anche se non era strettamente legato a quel genere. Così, allo stesso modo, in studio, non avevamo una direzione precisa, abbiamo acceso il computer, preparato alcuni groove di batteria e lasciata fluire la musica.

2)Ho letto che: “il sound di “Hermanos” è un mix tra le sonorità new wave/rock degli anni ’80, l’elettronica e la passione per le colonne sonore dei B-movie Western anni ’70”. Cosa potete dirci a riguardo?

Ris. H. Siamo cresciuti rimanendo affascinati dai suoni e dalle atmosfere create dai dischi degli U2 fino ad Unforgettable fire, e poi ovviamente dalla musica new wave, dark ed elettronica di quegli anni, nei novanta abbiamo scoperto la capacità di alcuni gruppi di mescolare generi diversi tra loro (ad esempio faith no more) e, come già detto, abbiamo cercato di fare sempre quello che ci passava per la testa. La passione per i film spaghetti western è maggiormente legato all’infanzia. La nostra è una fascinazione per l’immaginario che registi come Sergio Leone hanno creato del west, successivamente le composizioni legate a quelle produzioni ci hanno sempre attratto per la capacità di legare in maniera naturale e suggestiva musica colta a musica popolare, atmosfere drammatiche a quelle piu’ leggere.

3)Come nascono le vostre canzoni? E i vostri testi?

Ris. H. Le musiche sono sostanzialmente frutto di improvvisazione, soprattutto in questo ultimo album. A volte uno di noi due porta un idea e l’altro lo segue molto spesso, senza neppure bisogno di parlare. I testi li scrive Giorgio seguendo il mood della musica.

4)Come è nato “Blinding Love”?

Risp. H. In questo caso specifico, come accennato, le prime composizioni del disco sono frutto di pura improvvisazione. Chili groove e Dust, per quanto possa sembrare strano non sono state quasi ritoccate dalla prima stesura. Per noi è stata un emozione ritrovarci, suonare e scoprire che riuscivamo ancora a dire qualcosa. In questo senso le prime due composizioni sono molto “intime”. Da qui abbiamo proceduto legando assieme o ricostruendo vecchie idee tenute nel cassetto senza per forza darci una direzione precisa . La Canzone “Blinding love” invece parte da un pezzo strumentale di Roberto che poi abbiamo arrangiato completamente in studio grazie anche all’apporto alla batteria acustica di Luca Martello, è in sostanza il pezzo piu’ “lavorato”.

5)Ci parlate delle sonorità di questo album?

Risp.H. Le sonorità, apparentemente disparate, sono l’idea che tiene legati tutti i pezzi. Le nostre influenze sono evidenti e volevamo che lo fossero. Mi ha fatto piacere che nelle recensioni qualcuno abbia accennato a “ million dollar hotel” la colonna sonora di quel film riprende in un certo senso le stesse atmosfere che a noi sono sempre piaciute, senza però a rinunciare ad una certa dose di leggerezza ed ironia, che altrimenti non giustificherebbe composizioni come “ la danza de los mosquitos” o “ Salsa Guaca”. Il tema conduttore e lo “spleen” che in sottofondo lega composizioni e testi, e un immagine di desertica solitudine dove però ritrovare se stessi e la capacità di stare con gli altri. Per il resto non ci siamo preoccupati di dove saremmo andati a parare…

6)Quale è la canzone di cui siete fieri?

Risp. H. “Dust” per come è nata spontaneamente, “Blinding love” perché ci soddisfa maggiormente da un punto di vista degli arrangiamenti.

7)Come è stato registrare “Blinding Love”?

Risp.H. Il disco è stato composto e registrato completamente in studio da Giorgio e Roberto Brussato, solo successivamente sono state aggiunte le batterie acustiche in tre pezzi. Ci trovavamo una volta alla settimana registrando quello che veniva, poi ad un certo punto ci siamo dovuti fermare e sistemare tutto altrimenti ci saremmo persi! Come detto, i primi due pezzi sono rimasti così come sono venuti gli altri, una volta decisa l’idea che avrebbe legato il disco, sono stati arrangiati un po’ di conseguenza.

8)Con chi sognate di andare in tour?

Risp. H. Calexico, Sigur ros. Cake.

9)Come è il vostro concerto perfetto?

Risp.H. Vista la musica che produciamo e le atmosfere che cerchiamo di creare, il concerto ideale è quello dove i pezzi si susseguono senza soluzione di continuità, dove il pubblico ascolta cercando di entrare nel nostro mondo, le luci e le immagini si legano con la musica per creare un atmosfera coinvolgente. Purtroppo non siamo un gruppo da ascolto distratto e dal vivo, dove possibile, cercheremo di lavorare in questo modo, cercando di riprodurre una sorta di “viaggio Musicale” .

10)Vi hanno mai proposto di scrivere una colonna sonora per un film?

Risp.H. Per la verità anni fa ci hanno chiesto dei nostri componimenti per un cortometraggio, ma in quel caso erano pezzi che avevamo composto senza sapere in quali scene sarebbero poi stati utilizzati. Per come componiamo e scriviamo, partendo da alcune immagini (in questo caso il deserto, il confine, la notte e il sole accecante, la polvere e l’acqua) devo dire che sarebbe una cosa stimolante.

11)Cosa c’è nel futuro di Hermanos?

Riso.H Per ora vogliamo concentrarci a promuvere “BLINDING LOVE” anche con dei Live oltre la promozione standard a giorni sarà disponibile il video di “DUST” regia di Giorgio Ricci, inoltre stiamo scrivendo del materiale nuovo per il disco successivo.

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