Intervista a I love Degrado

1) Ciao ragazzi e benvenuti su System failure! Come è iniziata la vostra avventura con I love Degrado? Parlateci del vostro percorso artistico fino a qui. Raccontateci tutto…

Ciao! Il progetto I Love Degrado nasce nell’estate 2013, quando io (Andrea) e Riccardo abbiamo deciso di far scontrare i nostri diversi percorsi musicali e le nostre influenze per vedere cosa saltava fuori. Dopo un primo periodo di sperimentazione e ricerca personale siamo riusciti a individuare un ambito musicale in cui poterci esprimere al meglio e il più liberamente possibile. Il risultato è un miscuglio di rock, musica d’ambiente, elettronica, il tutto condito da un approccio un po’ nichilista e un po’ surreale, che ci aiuta a non prenderci troppo sul serio.

2)“ L’inesorabile declino della civilta occidentale –
L’esotismo a buon marcato dei bazar” è il vostro nuovo album. Come è nato?

La gestazione del disco è stata piuttosto lunga: da quando abbiamo buttato giù le idee dei primi brani a quando l’abbiamo registrato e mixato è passato circa un anno, durante il quale abbiamo costruito, distrutto e rifatto da capo più o meno tutti i brani che lo compongono, finché non siamo stati pienamente soddisfatti. Il punto di partenza è stato la volontà di realizzare un disco al tempo stesso minimale ed avvolgente, in cui si potessero percepire le nostre influenze e le nostre passioni, in bilico fra un sound ruvido e diretto e un approccio alla musica più rilassato ed ironico.

4)Quali sono le vostre principali influenze musicali? Nominate 3 album che hanno segnato la vostra vita…

Andrea: Credo di poter affermare che la mia vita non sarebbe stata la stessa se non avessi mai ascoltato Revolver (Beatles), Tabula Rasa Elettrificata (CSI) e Radioactivity (Kraftwerk).
Riccardo: Beatles, Cure, Depeche Mode, U2 e il jazz di Coltrane.

5)Dove si sono svolte le registrazioni di “ L’inesorabile declino della civilta occidentale –
L’esotismo a buon marcato dei bazar”? Avete provato difficoltà a registrarlo? Qualche aneddoto da raccontare?

Il disco è stato registrato al Bunker studio di Rubiera da Andrea Rovacchi e Gabriele Riccioni (che non ringrazieremo mai abbastanza per l’ottimo lavoro e per la bellissimo atmosfera che riescono a farti respirare quando lavori insieme a loro). Abbiamo avuto la fortuna di arrivare in studio con le idee molto chiare su ciò che volevamo, questo ci ha permesso di lavorare con serenità e con una certa velocità, quindi non ci sono stati particolari intoppi in fase di registrazione e missaggio. Non è proprio un aneddoto, ma ci fa piacere ricordare che durante i giorni di studio è stato realizzato un backstage (produzione di Indici Opponibili, regia di Andrea Montuschi) in cui mostriamo la realizzazione del disco e presentiamo il progetto I Love Degrado. Questo backstage vedrà la luce nella prossima primavera.

6)Quale canzone preferite di questo album?

Andrea: Un pezzo a cui sono particolarmente legato è Fine Trauma, uno dei primi che abbiamo scritto e, secondo me, uno di quelli emotivamente più densi.

Riccardo: Mi piace molto Saturno viola, perché Saturno è il mio pianeta e il viola mi piace assai.

7)Siete attivi sul fronte live? Come affrontate questa dimensione? Come è il vostro concerto perfetto?

Ci piace tantissimo fare concerti e speriamo di riuscire a suonare sempre di più in giro per l’Italia e, magari, per l’Europa. Quello che cerchiamo di proporre dal vivo è uno spettacolo che porti chi ci ascolta a viaggiare insieme a noi, immergendosi completamente nella musica. Anche per questo non siamo molto loquaci durante i concerti, ma preferiamo che siano i brani stessi che eseguiamo a presentarsi da soli.

8)Su quale palco vi piacerebbe suonare? Che ambizione avete come band? Dove vi vedete fra 5 anni?

A volte pensiamo che sarebbe un’esperienza fantastica portare il nostro spettacolo nei teatri, proprio per favorire la dimensione di immersione nella musica che ricerchiamo e in cui vogliamo portare chi ci viene a sentire.

9)Abbiamo finito, a voi le ultime parole!

Grazie System Failure per esserci stati ad ascoltare, grazie a chiunque ci leggerà e soprattutto a tutti quelli che vorranno venire a sentirci!

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