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>>Intervista ad After Apocalypse

Benvenuti! E’ un piacere intervistarvi per System failure

1)Quali sono le vostre principali influenze musicali?

Nel gruppo abbiamo gusti veramente eterogenei, c’è chi ascolta prevalentemente symphonic, chi è orientato su death e black metal, chi sul progressive o sull’heavy. Apprezziamo anche generi diversi dal metal ovviamente: la musica classica prima fra tutte, o il rock classico, moderno e post rock. Pensiamo che in una situazione così sia abbastanza difficile individuare vere e proprie influenze (anche perché forse non ci siamo mai fermati a rifletterci troppo ed abbiamo sempre e semplicemente SUONATO come dei matti), ma fra le nostre muse ispiratrici ci sono sicuramente i primi Nightwish, gli Epica e gli inossidabili Iron Maiden.

2)Come è nata in voi la passione per la musica?

Varghar ha iniziato a studiare clarinetto da bambino; dalla classica, che mai abbandonerà, la passione ha inglobato anche il metal più duro. Zendra ha conosciuto i grandi gruppi degli anni 70/80 grazie alle musicassette del padre, ascoltate sulla radio di una vecchia Renault 5 GT Turbo, ma ha imbracciato la chitarra solamente al liceo, deciso a replicare l’assolo finale di Come Stai di Vasco Rossi (e un po’ se ne vergogna). Megres e Al da che hanno memoria ha passione per la musica, non sanno bene da dove sia arrivata. Il ritmo, l’energia che ne deriva li ha sempre spronati a suonare. Seba, come Varghar ha iniziato a suonare vari strumenti fin da piccolo, ma è con la chitarra che sboccia il grande amore. Lo stesso vale per Elena, appassionatasi alla musica in tenera età, ma avvicinatasi al metal ed al canto lirico grazie ai Nightwish, in particolare all’album “Century Child”.

3)Prima di fondare After Apocalypse avete suonato in altre band?

Al ha militato in parecchi gruppi dell’underground bergamasco: Raging Device, Handful of Thorazine e Temple of Pain, tra gli altri. Zendra e Megres hanno suonato in qualche band di amici e/o parenti e sono tutto sommato alla loro prima esperienza musicale “seria”. Elena ha cantato in vari gruppi, fra cui uno symphonic metal, ed anche Seba ha avuto altre esperienze, durate qualche anno.

4) Come è nato il vostro gruppo?

Il gruppo è nato nel Luglio 2014 a seguito di una “delusione musicale”. I membri fondatori sono Elena, Seba e Varghar a cui poi si sono aggiunti Al e Zendra. La formazione è stata completata da Megres, arrivato nel Dicembre dello stesso anno. Ci piacerebbe dire che ci siamo conosciuti in circostanze epiche e piene di pericoli, ma la realtà è che il nostro incontro è stato semplice e fortuito, come spesso accade: tramite annunci e grazie ad amici comuni. E svariate birre.

5)Parliamo del vostro album di debutto… 

After Apocalypse è un album molto “grim & dark”, aspetto che traspare da quasi tutti i pezzi. Ogni canzone prende ispirazione da situazioni e sentimenti veramente vissuti; abbiamo cercato, per certi versi, di creare una trasposizione in musica di queste situazioni. Il ruolo di direttori dei lavori è stato svolto da Elena e Seba: quasi tutti i testi e le basi sono state scritte da loro, con qualche suggerimento da parte degli altri membri. Ognuno ha poi scritto le parti per il proprio strumento, in base al senso di ogni canzone e ai sentimenti che doveva suscitare. Per alcuni è stata la prima esperienza pseudo-professionale in sala di registrazione, e la cosa ci è piaciuta molto, anche se abbiamo un pò pagato tutta l’inesperienza del caso. Lavorare insieme è stato divertente, ognuno ha messo del suo per la buona riuscita del lavoro e tutti hanno avuto la possibilità di inserire idee proprie. E’ stata un po’ una tirata, ci siamo fatti prendere la mano e ci siamo buttati con moltissimo entusiasmo. Col senno di poi, ci rendiamo conto che ci sono alcuni aspetti dell’album che avrebbero richiesto più tempo, lavoro ed una cura maggiore ma tutto sommato, considerando che è la nostra prima esperienza di questo tipo e volendo fare un bilancio di tutte le recensioni che sono state fatte, il CD è uscito discretamente bene. Contiamo di lavorare con più calma sul prossimo lavoro, tenendo conto di tutti i consigli che ci sono stati dati per creare un album migliore del primo. Alla fine, senza sbagliare non si impara nulla.

6)Di quale canzone siete proprio fieri?

Domanda difficile. Ogni membro ha una canzone che sente in qualche modo “sua”: Dark Side per Elena, World of Marzipan per Seba, Insight per Megres…ma Sentence vince su tutte. È quella che ci diverte di più; è la più spinta, una delle più elaborate e quella con cui di solito chiudiamo i concerti;

7)C’è un filo rosso in questo album?

Le tematiche trattate sono svariate, quindi non esiste un vero e proprio concept dietro al lavoro. Si possono ricondurre diverse canzoni a temi della psiche, a tematiche che sfiorano il disagio e la malattia mentale, ma forse la cosa che accomuna tutti i pezzi è ciò che ha portato alla scrittura dei pezzi stessi: la necessità di buttare fuori in qualche modo i pensieri che si accalcano in testa.

8)Ci parlate delle sonorità di questo album?

L’album ha una base prevalentemente symphonic a volte epica con ottoni belli spinti, a volte un po più “soft”. Abbiamo però cercato di spaziare fra varie sonorità, inserendo parti che rimandano ad altri stili di metal senza sforare troppo.

9)Nella recensione ho scritto: “After Apocalypse trasmette un’energia di una bellezza meravigliosamente malinconica e profonda”. Provate a commentare…

Effettivamente c’è una sensazione di malinconia che attraversa tutto l’album, senza esserne la protagonista ma facendosi sentire, e quindi lasciandosi percepire come un qualcosa di bello e non opprimente.

10)Avete progetti per il futuro?

Ci stiamo concentrando sulla scrittura dei pezzi per un nuovo album. La cosa non è ancora ben definita, lo stiamo costruendo un pezzettino alla volta. E poi ovviamente: suonare e divertirci suonando.

11)Perché ascoltare After Apocalypse?

Perchè è un lavoro a nostro avviso semplice, genuino ma non banale. Siamo consci che il panorama metal del genere offre molto al pubblico, ma speriamo che “After Apocalypse” si distingua anche solo un minimo e non sfiguri accanto ad altri lavori simili.

Vi ringrazio per l’attenzione e grazie soprattutto per la vostra musica…