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Intervista a Whatafuck

Benvenuto su system failure. Ci parli del tuo percorso artistico fino a qui?

Dopo un adolescenza passata alle tastiere suonando cover dei Depeche mode, ho scoperto il metal dopo aver visto il video “Sad but true” dei Metallica ed ho cominciato a suonare il basso (grazie a Jason Newsted) nel 93 con gli Altered states con i quali ho fatto gavetta 4 anni componendo e suonando nei locali cittadini, poi nel 98 con i Bespin e dal 99 al 2011 ho avuto buoni successi con i 1neday grazie anche al videoclip di Capricorn che andò in onda su Mtv e videomusic e ci portò a fare uno stupendo tour di spalla ai Pestilence. Nel 2019 entrai nei Darkpools con i quali suono tuttora in veste di bassista..e poi il Progetto Whatafuck del quale parleremo ora.

Dal comunicato giunto in redazione leggiamo: il progetto è caratterizzato da un’immagine inquietante coprendosi il volto con maschere teatrali nere che ritraggono tratti assenti e freddi, inespressivi. Puoi commentare queste parole?

Le maschere cercano di creare un atmosfera più teatrale e mi da la possibilità di cambiare con più facilità i componenti della band che mi segue dal vivo, mantenendo cosi’ l’attenzione del pubblico sulla musica e non sui musicisti. Niente primedonne.

C’è un alone di mistero sulla tua band. Perché?

Il mistero che si cela dietro Whatafuck è presto svelato: pochi sanno che nel disco ho suonato e cantato tutto io e gli altri componenti della band sono turnisti che hanno il mio rispetto ma lasciano la composizione e l’organizzazione a me molto volentieri, divertendosi e guadagnando. Devolvo a loro le entrate degli show.

Come nascono le tue canzoni? Parla del processo creativo alla base….

Le canzoni nascono da mie improvvisazioni con i vari strumenti, in seguito metto sopra le linee vocali e abbozzo i testi..le parole prendono una strada tutta loro con il tempo. Una sorta di Outing automatico.

Quali artisti sono i tuoi miti? A chi ti ispiri particolarmente?

I miei miti nel genere sono le grandi band metal/nu metal degli anni 90: Machine Head, Slipknot, Korn, Deftones, Mudvayne, Sepultura. Ma per assurdo la band che melodicamente mi ha di più influenzato sono stati i Depeche Mode e mi dicono che in alcuni ritornelli si sente.

Perchè il metal? Come ti sei avvicinato a questo genere musicale?

Mi sono avvicinato al metal in un momento di profonda crisi personale e la musica dura mi dava la grinta per reagire..poi ho scoperto quanto fosse divertente da suonare.

Un album che ha lasciato un segno indelebile nella tua memoria…

Ce ne sono di album che mi hanno segnato..cmq nel periodo pre metal direi “Black Celebration” dei Depeche Mode e poi su tutti adoro Burn my Eyes dei Machine Head..album incredibile.

Quando e come è nata l’esigenza di realizzare un album? Parlaci del tuo “Stronger than god”. La sua genesi, dove è stato registrato. Insomma racconta tutto per bene…

Beh, stanco di aver a che fare con primedonne, continui cambi di line up e litigi, ho deciso che era venuto il momento di evolvermi in qualcosa che dipendesse totalmente da me e che fosse metal come lo intendo io al 100%. Cosi mi sono messo d’impegno ed ho migliorato le mie capacità alla voce e alla batteria, quando mi sono sentito pronto ho messo giù in una settimana le demo di quello che sarebbe diventato “Stronger than god”.

Quale traccia preferisci di questo album?

La mia traccia preferita è “El sonido del mal” perchè è un singolo perfetto, dura il giusto ed ha un ritornello accattivante in spagnolo.

Come è collaborare con I VDB studios di Trieste?

Gli VDB studios sono semplicemente lo studio di registrazione che mi sono costruito in casa e sono un vai e vieni di musicisti Triestini continuo. Come dicevamo, ho registrato tutto io ma poi la post produzione è stata affidata agli Zero point energy studios di New York nella figura di Lorenzo Gavinelli.

Come ti trovi con GHOST RECORD LABEL?

La Ghost record label è un ottima etichetta indipendente, la migliore che ho trovato tra tanti improvvisati. Leandro si da un gran dafare per pubblicizzarmi ed è diventato un amico..il disco è cosi distribuito a livello mondiale dalla Crashsound distribution e si trova su tutte le piattaforme digitali ma sopratutto in versione fisica (trovo sia ancora bello avere un prodotto ben curato a livello di grafiche e libretto con testi) sul sito della Ghost record label o sulla pagina Facebook della band.

Come è la scena metal indipendente nel Friuli?

Non seguo il metal regionale, sopratutto non quello al di fuori del mio tipo di metal..ma noi a Trieste abbiamo avuto sia i The secret che i miei 1nedayche nel genere hanno detto molto.

Saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a chi sta muovendo i primi passi nel mondo della musica…

A chi muove i primi passi nella musica, sopratutto metal voglio consigliare di badare, oltre alla musica, al look e a scegliere i compagni di viaggio meno per le capacità tecniche e di piu’ per l’attitudine. Il rischi è di cadere nello stereotipo della band che non diverte dal vivo perchè non intrattiene. Ricordatevi che suonare live e pur sempre uno spettacolo. Voi vorreste vedere i Korn che suonano fermi immobili guardando un punto fisso, vestiti da sfigati? Io non credo. Prendete spunto dai vostri miti! Vi abbraccio e vi aspetto on stage!