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Intervista a Vincenzo Tusa

Ciao, puoi presentare il tuo progetto musicale ai nostri lettori?

Ciao, come tutti e per chi comunque suona uno strumentro, subentra ad un certo punto l’ esigenza di potersi esprimere, poter esprimere l’ emozioni più recondite attraverso esso. Volevo parlare di me, essere “altruista con me stesso”. Ogni volta che toccavo la chitarra lei mi dava parola e mi accorgevo che ad “ogni nota e accordo poteva corrispondere una sillaba e una parola non detta”. ( a livello emozionale)
Ho attraversato così un periodo per certi versi catartico e, brano dopo brano, è nato “Our Leaves”. “Le Nostre Foglie”, così come le nostre emozioni, stati d’ animo che risuonano dentro di noi.

Puoi parlare del tuo percorso artistico fino a qui?

E’stato un percorso discontinuo e molto travagliato. Inizio a strimpellare cover da autodidatta molto presto, e mi rendo conto della fatica e del limite che si ha nel suonare da autodidatta prendendo lezioni private e accademiche al Centro studi Musicali di Torino. Così dopo i primi gruppi cover e tributo e qualche live, iniziai a comporre (nel frattempo lavoravo e risiedevo a Torino). Finita la lunga parentesi Piemontese e tornando di nuovo nella mia città metto da parte la chitarra per 3 lunghi anni e per ragioni diverse. Ma come tutti gli amori non vanno via per sempre…e attraverso piccole partecipazioni in album,corti e contest..ed una spasmodica passione per l’ improvvisazione musicale è riscoccata la famosa scintilla….che mi ha portato a produrre “Our Leaves” e a fare un piccolo Busker Tour di 63 giorni, in giro per L’ Europa.

Come prende forma una tua canzone? Puoi parlarci del processo creativo alla base?

Esistono dei momenti di creatività massima. Strutturalmente amo e prediligo l’intreccio di 2 chitarre: ritmica e solista, per poterlo sviscerare attraverso la composizione di un brano. Così come due voci che si distaccano e si rincontrano per poi riabbracciarsi, sfrutto una maglia di arpeggi e accordi alla base e col secondo strumento costruisco il cantato. Poi arricchisco i suoni con effetti di modulazione: reverbero, echo delay.

La tua musica è principalmente strumentale. Come la definiresti in tre parole?

Estroversa, Triste e ballabile. Mi sa nessuna delle tre.
Non mi piace parlare di come la definirei, perché fa parte di me….un po’ come UNO, NESSUNO e CENTOMILA (Pirandello) Seriamente, mi piacerebbe che ognuno potesse trovarci qualcosa di proprio e la strumentalità dei brani probabilmente te lo permette ( sensazioni, stati d’animo).

Puoi presentare ai nostri lettori il tuo album “Our leaves”(artwork subito sotto)? C’è una traccia dell’album che preferisci? Perché?

Un album di sensazioni, stati d’ animo ma anche di soundscape o di “colonne sonore”. Rilassante, tormentato, ottimista. Una sorta di concept della quotidianetà. I brani a cui sono altamente legato sono più di uno: Rebirth,To be attended e It’ s a new day…mi fanno stare bene

Che consiglio daresti ad una giovane band o artista che vuole approcciarsi nel mondo della musica?

Se fossi un “vecchio artista” direi di non farlo. Ma siccome sono giovane, direi di suonare le cover, può essere sicuramente più redditizio.  Scherzo non naturalmente, ma scherzo. Credo che oltre la comunicazione dal vivo, in musica oggi l’ importanza l’ hanno i network, le piattaforme collegata ad essa, per poter farsi ascoltare.

Come vedi la scena indipendente siciliana?

Molto florida o sempre abbastanza florente, bisognerebbe puntare su tantissimi gruppi o musicisti palermitani e non…per questa volta non faccio nomi!! A Palermo comunque c’è molta carne al fuoco pronta per essere consumata. Un invito per chi vorrebbe investire, anche se la qualità non è sinonimo di quantità. Capisci cosa intendo!?

Quali arti preferisci oltre la musica?

A parte la disciplina mi interessa lo studio che ci può essere dietro. La composizione ed il progetto in generale hanno sempre un processo artistico oltre che schematico e in Architettura le finalità o i concetti sono molto simili a quelli della Musica.

Progetti futuri?

Alcune date riguardanti un’importante manifestazione cittadina,”SETTIMANA DELLE CULTURE” incentrate su uno spettacolo multi sensoriale, composto da 3 discipline (poesia,pittura e musica composta da me). E le date per la presentazione dell’album “OUR LEAVES” posticipate per il periodo relativo, alla quarantena. Lavorerò ad un altro album strumentale, con l’interesse spero di un’ etichetta, anche se già in contatto e qualche collaborazione o partecipazione richiesta su lavori di altri artisti indipendenti.

#VINCENZO TUSA #OURLEAVES #AMBIENT #SOUNDTRACK #RELAX

Grazie dell’ intervista ed un saluto a tutti lettori di SYSTEM FAILURE
Link per ascoltare e scaricare OUR LEAVES:

https://vincenzotusa.bandcamp.com/releases

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