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Intervista a TheVerso

1.Puoi fare una breve presentazione di te e del tuo progetto?!

Mi chiamo Luca Cicinelli e sono un cantautore romano, TheVerso è il mio nome d’arte. Scrivo canzoni dall’età di 16 anni ed ho intrapreso questo progetto solista dal 2015 dopo diverse collaborazioni con varie band. Il genere delle canzoni che scrivo spazia dal pop al rock, con diverse sfumature, ed ho alle spalle un disco in italiano. Ultimamente ho molto materiale in inglese, una lingua che in questo momento mi dà una maggiore libertà creativa.

2.Sei un artista solista ma hai il nome di una band, perchè questa scelta?!

È vero che può sembrare un nome da band, ma almeno in parte questa cosa è stata già sdoganata da altri solisti (vedi ad esempio The Niro). Per me il “The” davanti segna un po’ il mio legame con una certa musica anglosassone per me fonte di ispirazione, ma non solo, perché il “the” detto da un italiano in genere suona come il “De” che apre il cognome di cantautori italiani importanti. Quindi a livello personale è forse anche un modo per creare attraverso un suono una specie di ponte tra il mondo cantautorale italiano e un pop-rock di stampo più internazionale. Anche la parola Verso ha molti significati e si legge in italiano e in inglese praticamente allo stesso modo… “Theverso” ricorda anche un pò l’aggettivo “diverso” per come suona… Insomma: mi piace la pluralità di significati e la possibilità di vedere le cose da diversi punti di vista, in fondo il senso del mio nome per me è questo.

3.”Change” è il tuo primo singolo, abbiamo letto il testo e parla di tematiche importanti, vuoi parlarcene?!

È una canzone che definirei dolceamara… Il testo parla di un addio, ma anche di un nuovo inizio. Questo perché il cambiamento spesso è doloroso ma è altrettanto necessario e ci può consentire di diventare persone migliori. Il videoclip del brano è dedicato ad una mia amica purtroppo scomparsa e al centro del video c’è proprio una trasformazione… Io non so se esiste un aldilà ma in qualche modo è come se questa trasformazione, che per me è sinonimo di libertà, fosse una speranza, un buon augurio per lei.

4.”Change” è l’anticipazione di qualche lavoro?! Se si per quando è prevista l’uscita?!

Change anticipa il mio primo disco solista in inglese, dal titolo “Imperfect Symmetries”, un lavoro pop-rock, con forti influenze britpop (ma non solo). L’uscita è prevista per il prossimo 6 aprile, giorno del mio compleanno.

5.La tua città è Roma, come vivi la relazione tra la tua città e la tua musica?!

Roma è una città magnifica ma anche problematica. Io ci sono profondamente legato, tanto da dimenticare a volte anche certi disagi pesanti che i cittadini come me sopportano quotidianamente. Per me in fondo Roma è soprattutto un’inesauribile fonte di bellezza e di ispirazione tanto che nel mio album precedente, in italiano, le ho dedicato un brano e mezzo. Spesso d’estate scrivo all’aperto o mi metto a suonare in centro  e a volte si crea un’atmosfera magica, unica, in grado di coinvolgere persone che vengono da tutte le parti del mondo. Non è solo la musica, è anche Roma.

6.Com’è la “scena” a Roma?!

Essendo una città grande Roma è piena di persone che fanno musica, di musicisti bravi e di cose interessanti da fare e da ascoltare, anche se fare musica inedita ed avere i giusti spazi è difficile per tutti. Non so se è un caso ma diversi gruppi/cantanti di punta della scena “indie pop” contemporanea ad esempio vengono proprio da Roma. Forse il rischio dove c’è tanta offerta è quello di poter fare fatica ad essere notati ed ascoltati, specialmente se non segui le mode del momento, ma in fondo è anche un po’ l’altro lato della medaglia di stare in una realtà grossa.

7.Hai una motto di vita da suggerire ai nostri lettori?

Non ho un motto vero e proprio, però c’è un verso di “Crazed rivers”, una canzone che sarà sul mio nuovo disco, che mi viene in mente e che dice “I’m here to taste the sunshine”. Vuol dire “Io sono qui per assaggiare la luce del sole” e penso che forse potrebbe avvicinarsi ad un motto. Cioè, io non so bene dove si va o perché, nemmeno quanto dura, non credo neanche di poter dispensare pillole sul senso della vita… Però se la luce del sole (o un’altra cosa) ti piace credo sia bene cercare di assaporarla il più possibile.