Intervista a Tales Of Sound

Benvenuti su system failure. Ci raccontate come vi siete conosciuti?

Come nelle migliori tradizioni, c’è più di qualche intreccio storico che ci ha fatto conoscere. Nati nello stesso paese, a quasi una decade di distanza. Incontri di famiglia, Animazione, confronto casuale. Samakruss ha fatto da animatore a Seabass e Billy quand’erano piccoli. Quest’ultimi collaborano per progetti teatrali da diversi anni assieme ai Billato Bros. Per caso, nel gennaio 2021, Seabass ha chiesto a Billy e SamaKruss di collaborare per un singolo. Fino a quel momento le storie del trio erano intrecciate ma senza un legame effettivo. Dal singolo alle’EP. Dal primo EP al secondo e il terzo in cantiere. Tutto nell’arco di un anno. SeaBass riesce a regalare perle preziose di caos elettronico, che pesca dai meandri delle nostre fragilità. Billy si racconta portando forza, pulizia e una chiarezza di messaggio che ci esalta. Samakruss scrive l’impatto di contrasto tra elucubrazione e istinto, degenerando liricamente. Insieme vogliamo entrare nella testa di chi ci grazia con l’ascolto dando quella sensazione di comprensione che assomiglia a “no, non sei pazzo, almeno non da solo”.

Tales Of Sound. Perché questo nome?

Il confronto generazionale, onesto e aperto, ci ha fatto pensare ad una semplice ma inopinabile verità. La vita è fatta di racconti, racconti che nella musica trovano eternità. Tales Of Sound. Siamo tre teste di ca…sini. Emotivi, paranoici, colmi di difetti. Come tutti. Costruendo assieme abbiamo scoperto quanto nella musica si possano inserire frammenti di vita quotidiani smembrandoli per risaltarne il sentimento. Il suono che ci racconta.

Perché il rap e non altri generi musicali?

“Il rap è un mezzo, non un fine” (Esa). È il mezzo lirico, a nostro avviso, che ricalca meglio l’impatto diretto. Non ci sono filtri, finzioni, interpretazioni. La capacità di inserire nella metrica ogni battito del cuore e il modo che l’ha generato è possibile, per le nostre corde, riscoprendo la tecnica rap di vecchio stampo mantenendola “influenzabile” dalle novità stilistiche. Detto più semplicemente, il rap perché il rap ci diverte parecchio.

Il primo singolo ufficiale si chiama “Superstar”. Di cosa parla questa canzone?

Parlavamo una sera, di una persona in comune. Di quanto questa persona, riscoperta adulto ripulito e vendendosi per neo-vittima, abbia generato male e dolore agli altri per un lunghissimo tempo. Da lì si è chiacchierato di quanto fastidio ci diano quelle persone opportuniste, che si vendono, che insistono per un tornaconto personale. Persone vuote di empatia ma piene di sé. Ne è conseguita rabbia e voglia di schiacciare queste persone, metaforicamente, al ruolo di nullità. Di superstar decadente senza identità.

Frammenti Quotidiani”, il loro primo EP. Lo potete presentare in poche righe ai nostri lettori?

Più che spiegare, che nella musica depotenzia e svilisce, invitiamo a farsi qualche domanda. Ti è mai capitato di vivere una serata in preda all’alcool e all’esuberanza? “Ballo male”. Ti è mai capitato di stare sotto ad un partner che usava il tuo affetto come baratto? “Tossitocina”. Ti è mai capitato di perdere il raziocinio e diventare un animale mosso solo dall’istinto? “La bestia”. Ti è mai capitato di sentirti bene nonostante il contesto che vivi suggerisca il contrario? “Sto in Chill”.

Adesso è uscito “Metallico”. Ci parlate della genesi di questo singolo? Quale è la differenza con le vostre canzoni precedenti?

La seconda fase del nostro progetto è un passo di crescita. Nati sotto il segno del riportare il nostro mondo in musica, nel secondo EP abbiamo cercato di non lasciare troppa libertà interpretativa del sentimento cercando concretezza. Con metallico ci si è impegnati a trasmettere ancora in maniera più diretta il messaggio di rivalsa. Di darsi come obiettivo un futuro radioso sapendo che la strada è lastricata dalle difficoltà. Ci siamo detti “metallico, racchiude in se tutte le sfere sensoriali dei casini che viviamo, portiamo il disagio verso un futuro.”

Quale è il filo rosso che unisce le vostre canzoni?

Il divertimento. La musica è come il sesso. Se fatto bene, non toglie la fame ma ne crea di inestinguibile. Tutti e tre stiamo bene su un palco, a provare, a scrivere. A sbattersi per creare qualcosa di nostro, come singoli e come trio. Così stiamo bene, e il nostro bene è la priorità.

Con quale band o artista vorreste collaborare?

Se non c’è limite al sogno, e non c’è, ci piacerebbe in piccolo collaborare con le realtà del nostro territorio. Magari riuscire a collaborare con Madame e Dj MS, visto che siamo compaesani. Billy e Samakruss, vorrebbero confrontarsi con i migliori liricisti come il King Marracash, Rancore, Willie il peyote, Dargen, il Tre. Vorremmo anche spaziare verso altri mondi, tipo un Gualazzi che musica una cover di Ghigo con noi a incastrare nuovi versi. I limiti non ci sono, cercheremo di raggiungere ogni sogno che ci ispira.

La vostra musica è molto adatta per i live. Come immaginate il live perfetto? Su quale palco vorreste suonare?

La nostra voglia di calcare palchi è così alta che ogni possibilità è ben accetta. Sarebbe grandioso riuscire a partecipare ai festival delle nostre zone. L’Home festival, Lo Sherwood, il Lumens. Una cosa che notiamo è che ci riesce bene adattarci all’occasione, e che appena scendiamo dal palco il primo desiderio è il prossimo evento.

Che messaggio o messaggi volete trasmettere con la vostra musica?

Siamo persone, persone interessanti. Nessuno di noi ha bisogno di diventare personaggio. Questa cazzo di vita non è una parodia, bisogna interpretare certo, ma senza abbandonare l’identità.
“Oh tu ascoltatore che per sfortuna porgi l’orecchio su un nostro brano, se hai un anima ella si manifesterà. “ (Nota a margine di Samakruss che non è del tutto lucido, nemmeno oggi)

Siamo in un mondo in crisi climatica e sanitaria. Per voi quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Ha il ruolo che ha in tutti gli ambiti, amplificatore di sensibilità. La realtà dei fatti ci spaventa e siamo in perfetto accordo con l’urgenza di cambiare mentalità. L’impeto magicamente eretto da Greta deve essere recepito ed elaborato dal contesto governativo mondiale per poter trasformare in primis l’economia. Le persone stanno cambiando, un passo alla volta. Ora bisogna cambiare il mondo.

Progetti futuri?

Il futuro. Non siamo in preda all’ansia da riempimento, o alla paura di scomparire se non si è sempre sul pezzo. Tuttavia, è in cantiere il terzo EP, con tutte le tracce musicalmente improntate e con parte della stesura testi completata. Stiamo cercando forze nuove e collaborazione, ma soprattutto live.

Per finire, salutate i nostri lettori ed invogliateli ad ascoltare la vostra musica con un appello…

Ascoltaci. Per tutte le volte che non ti sei sentito capito, ascoltato. Per tutte quelle sfumature che porti dentro ma che qualcuno da fuori semplifica e banalizza. Per tutte quelle volte che ti fanno sentire fuori contesto. Ascoltaci. Amico mio, i Tales of Sound sono gli amichevoli sfigati di quartiere, ma non abbiamo più paura. E tu?

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