Intervista a Stefano Bruno

Bentornato su system failure. Come è nata in te la passione per la musica?

È sempre un piacere parlare di musica in particolare con chi come voi ama ascoltarla per davvero. L’attrazione nei confronti della musica l’ho sempre avuta fin da piccolo anche se poi la passione vera è arrivata solo dopo le superiori. Era sufficiente ascoltare e capire che non c’era bisogno di studiarsi ma ubriacarsi di fiducia per uscirne finalmente fuori e accorgermi che il mio mestiere era vivere la vita e le emozioni.

Chi sono i tuoi miti musicali?

Potrei rispondere all’intera intervista solo con citazioni di Battisti. Cantautori come Battiato, Carboni, Antonacci, Tiziano Ferro mi hanno influenzato più di altri. Ma sull’Olimpo metto anche i Pink Floyd, i Beatles, i Doors, Lou Reed, i Radiohead, David Bowie, Sting, i Talking Heads e i R.E.M.

2017. In quest’anno entra in un coro gospel che dà a tutta la sua vita una direzione artistica diversa. Ci puoi parlare un po’ di questa cosa?

Era un periodo in cui faticavo a trovare posti dove suonare dal vivo. E così mentre cercavo musicisti per la band trovai invece un annuncio su internet di un coro gospel. Un incontro un po’ casuale ma un’esperienza fondamentale per la mia crescita umana e spirituale.

Il tuo primo album è “Per le strade del cielo”. Di cosa parlano le canzoni di questo album? Puoi presentarlo ai nostri lettori?

Grazie per la domanda. Si tratta di un disco intimo cantautorale dalle influenze pop rock. “Per le strade del cielo ” è un mio modo per definire la Wanderlust, quello strano bisogno di andare altrove ogni tanto, allontanarsi e distaccarsi, se necessario, dalle persone e dalle cose per ristabilire un equilibrio. E’ questo il fil rouge che unisce le canzoni del disco dove i temi che ricorrono sono: l’amore, la libertà, il viaggio, l’inquietudine e l’amicizia.

E di cosa parla invece il singolo “Eppure si muove”. Perché questo titolo?

“Eppure si muove”. Non suona bene? È così proverbiale! E poi, mi piaceva giocare su questa ambiguità che ha dentro sia la perplessità sia la caparbietà. Il messaggio della canzone è legato alla potenza della musica e dell’amore, che secondo me sono i “massimi sistemi” che muovono ogni cosa. A livello globale, notate anche voi che senza queste due condizioni il mondo precipita in un black-out. Ma anche a livello personale è così… Nel mio caso, per esempio, è grazie all’amore se ho trovato la forza per vincere la paura e la vergogna accettando la mia faccia allo specchio, dichiarando a una persona il mio affetto oppure salendo sopra un palcoscenico. E grazie alla musica, se ho costruito nuove amicizie, ho trovato un metodo per abbracciare alcuni dei miei mostri e affrontare meglio un disagio emotivo.

Che ambiente crei intorno a te quando fai nascere una tua canzone?

Quando compongo il puzzle di una canzone ho bisogno di isolarmi in un luogo silenzioso anche se non è sempre possibile creare quelle condizioni ottimali. Capita infatti di essere in studio a registrare delle parti e dover cambiare delle cose all’ultimo. In questi casi non ho altra scelta che chiudermi in bagno o in uno sgabuzzino, non proprio il massimo del comfort. Pensare al mare mi aiuta sempre a rilassare la mente in situazioni come queste. Di sicuro la solitudine aumenta la concentrazione e la creatività. Anche la natura mi aiuta molto perché la natura selvaggia ha bisogno di scorrere e straripare.

In un mondo in crisi climatica e sanitaria quale è il ruolo della musica secondo te?

Crisi economica. Disoccupazione. Disastri naturali. Senza tralasciare quelle personali. Siamo bombardati di continuo da notizie che non fanno altro che aggiungere ulteriore tensione ed incertezza nelle nostre vite. E’ per questo che l’essere umano impazzisce. Perché è impegnativo gestire un’emergenza, figuriamoci gestire tante emergenze insieme. E’ per questo che è nata “Eppure si muove”. La musica accompagna ogni istante della nostra vita e svolge un ruolo ricreativo ed educativo, senza la quale non riusciremmo a dare importanza a certi messaggi, alleggerire il peso di certi argomenti e assimilare concetti. Certe parole senza musica non riuscirei nemmeno a pronunciarle.

Quali sono i benefici e gli svantaggi del web, dei social, nell’attività di un artista?

Sicuramente offrono delle opportunità in più per raggiungere nuove persone interessate alla tua musica. Ma attenzione! Il web è un’arma a doppio taglio e il più delle volte è pieno di trappole che fanno perdere tempo e denaro senza risultati concreti. E’ un vero peccato che molti artisti rischiano di bruciarsi ed essere sommersi dallo schifo perché si dà più importanza all’immagine e rispetto all’autenticità e alla bellezza dell’arte. Oggi artisti come De Andrè, Battiato e Battisti non troverebbero spazio.

Hai nuovi progetti in corso?

Ho un altro brano che sto registrando e che vorrei pubblicare il prima possibile. E’ un brano ricco di rimandi, ma molto personale che affronta tra l’altro il tema dell’autostima e della fiducia in se stessi. La scrittura è un pozzo sempre in fermento ma c’è soprattutto l’urgenza di tornare a suonare dal vivo per completare quel processo di riabilitazione emotiva, creando momenti di condivisione con il pubblico o, perché no, con altri artisti. Se siete curiosi e volete rimanere aggiornati passate a dare un’occhiata sui social.

Saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica….

Cari lettori di system failure intanto se non l’avete ancora fatto ascoltatevi Eppure si muove perché è una bomba. Se non è così, scegliete il social che preferite per sfogarvi e insultarmi!
Nel dubbio, vi saluto a tutti e vado in Nicaragua!

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