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Intervista a Ricky Ferranti

Benvenuto su system failure. Ci puoi parlare del tuo percorso artistico?

Salve tutti e intanto grazie a voi. Suono live da quando avevo 16 anni e ho avuto la fortuna di suonare in band che avevano sempre un percorso di musica originale. Ho sempre scritto canzoni ed ho sempre cercato di essere più musicista che chitarrista. Con Gli Animali rari ho suonato 10 anni , è stata una band importante, aveva all’attivo un singolo colonna sonora di un film (Va dove ti porta il cuore) e con loro abbiamo registrato 3 album. Parallelamente ho portato avanti un mio percorso artistico che spazia dal Pop al Country. Ciò mi ha permesso di incidere diversi Album come solista.

Come è nata in te la passione per la musica?

Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica partendo dalle tastiere, incuriosito da mio Zio che suonava l’organo. Ho iniziato a prendere lezioni di Chitarra private per poi diplomarmi al CPM. Ho sempre avvertito che l’ascolto della musica mi provocava emozioni fortissime e l’unico modo per gestirle forse era di fare musica a mia volta. Mi ricordo questo aneddoto di quando avevo 11, 12 anni. Dovevo fare un tema a scuola e scrivere sul foglio quello che l’ascolto di un brano di musica classica mi stava trasmettendo. In italiano ,di norma, non prendevo mai la sufficienza…..tranne in quel caso in cui presi un 8.

Come prende forma una tua canzone? Che ambiente crei intorno a te stesso?

L’idea di base può nascere ovunque, infatti con il cellulare sono sempre pronto a registrare idee. Lo sviluppo invece richiede un posto isolato e silenzioso e di solito avviene nel mio studio.

Esperto di chitarra rock, blues e jazz, come leggo dal comunicato giunto in redazione. Cosa puoi dire a riguardo? Quali sono i tuoi ascolti? Nomina anche 3 album che hanno segnato la tua vita….

Esperto di jazz ..non direi…..l’ho studiato per diplomarmi, mi piace molto ascoltarlo , soprattutto live, ma non è nella mia anima. Ho un anima più blues e rock. Adoro il Blues, come è nato, come ha rivoluzionato tutto il mondo della musica. Dobbiamo tutto al Blues. Ascolto molto Blues in generale , musica classica, e brani acustici. Ho sempre amato il mondo acustico ed intimo.Ascolto Clapton, Stones, Beatles, Zucchero, De Gregori, Bennato , attualmente sono preso benissimo con Josiah and de Bonville.
Tre album….. 1)Electric Ladyland 2)Dire Straits 3)Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Perché hai deciso di intraprendere la carriera da solista? Quale è la differenza tra suonare per se stessi e suonare per una band?

E’ una cosa che ho cercato di portare avanti anche quando suonavo con Band diverse. La band è meravigliosa ma richiede un impegno enorme e ad un certo punto ho preferito dirigere le energie sul mio lavoro avvalendomi comunque di altri musicisti. Per me una band quando c’è sintonia non ha rivali.Non sempre è facile mantenere questa sintonia musicale.

Hai inciso cinque album da solista. Quali sono le differenze tra questi album e quale è, invece, il filo conduttore?

Come già accennavo, la mia anima è Blues e rock con una chiara predilezione per gli strumenti a corde. Questo mi ha portato a scrivere ed arrangiare usando questo background stilistico. Mi piace anche sperimentare come ho fatto in “Space Trip”, in cui ho unito sonorità elettroniche alla chitarra elettrica. Negli album cantati il filo conduttore musicale è la passione per le sonorità legate quindi al Blues, Country e Folk acustico. Nell’ultimo lavoro che sto finendo di registrare, in cui compare il singolo “Spigoli del cuore” mi sono più spostato su sonorità dense con batterie e pianoforti.

“Spigoli del cuore” è il tuo nuovo singolo. Ci parli della genesi di questo progetto?

Fa parte di un album che avrà sonorità più ricche rispetto ai precedenti lavori. Sarà un album meno acustico rispetto ai precedenti.

Di cosa parla “Spigoli del cuore”?

Questa canzone è nata in un momento in cui le aspettative circa la ricerca di un amore autentico erano scemate. Mi trovavo disorientato e disilluso quando l’incontro con la mia attuale compagna ha creato i presupposti per continuare a sperare. Ognuno di noi arrivava da esperienze laceranti ed in qualche modo lasciandoci tutto alle spalle siamo come salpati per una meta in cui credevamo. Avevo bisogno che qualcuno accarezzasse un cuore reso troppo spigoloso ed arido e di tornare a sognare.

Quale è il genere musicale che senti più tuo?

A livello musicale più ampio mi piace il mondo del Songwriting e dell’arrangiamento. Come strumentista invece il genere che sento più mio è il Blues in tutte le sue forme.

Siamo in emergenza per il Covid-19. Come la stai vivendo? Come passi le tue giornate?

Mi dedico principalmente all’insegnamento ed al lavoro in studio di registrazione. Durante l’estate, fortunatamente ho suonato parecchio e non vedo l’ora di tornare a farlo. La situazione inizia a diventare molto difficile psicologicamente.

Siamo in un mondo in emergenza sanitaria, economica e climatica. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Qui si apre un discorso molto ampio e complesso. Cercherò di essere breve.Personalmente ritengo che la musica, a livello mainstream, sia finita nel momento in cui le hanno tolto valore. Per togliere valore a qualcosa basta renderlo gratuito. C’è stato un periodo in cui tutto era scaricabile, non c’era persona attorno a me, compresi musicisti, che non avessero hard disk pieni zeppi di discografie che nessuno probabilmente avrebbe mai ascoltato. E tutto scaricato. Era illegale? Certo, ma se tutti lo fanno e nessuno interviene non cambia nulla. In quel momento la musica ha perso valore. Ora, penso che quella manovra avrebbe potuto essere evitata da colossi come Sony etc. ma non è successo perché probabilmente faceva comodo vendere i masterizzatori. Recuperare da decenni di musica scaricata illegalmente è ora impresa difficilissima. A livello mainstream quindi la qualità di ciò che poteva essere veicolato dalla musica si è quindi adeguato ed è sempre più precipitato. Non parlo di qualità tecnica o esecutiva, ma di messaggi importanti. Difficilmente oggi vediamo un artista mainstream prodigarsi per L’Africa, la foresta Amazzonica o le guerre come accadeva in passato. I Lennon i Bob Geldof o Bono Vox degli anni 70, 80 non ci possono più essere oggi. Ciò non toglie che esista un mondo musicale parallelo incredibilmente fiorente ed attivo. Chiaro che non potrà mai avere le cifre e l’impatto che aveva un tempo.

Sei un chitarrista eccellente e virtuoso; quanto è importante la tecnica nella produzione musicale?

Intanto grazie, anche se virtuoso è un po’ eccessivo. Penso che per produrre musicalmente la tecnica sia fondamentale. La tecnica rimane comunque un mezzo, un tramite e non il fine. Ciò non toglie che quando esiste un messaggio veramente forte sia a livello di testo che di impatto sonoro, a volte la tecnica può passare in secondo piano…..ma questi sono casi molto rari.

Per affermarsi conta più il talento o lo studio? Come si devono intrecciare in un artista?

Penso il talento. Il talento potrebbe anche essere sufficiente se si ha la fortuna di trovare le persone giuste che ti aiutano. Questo però in ogni caso non può durare tanto. Chi ha talento se prima o poi non si mette a studiare finisce per spegnersi. Nella musica classica devi avere talento e studiare una quantità di ore incalcolabili. Nella musica moderna puoi raggiungere dei grandi risultati anche senza studiare ma sono risultati che per essere mantenuti avranno prima o poi bisogno di studio. Tanti artisti hanno iniziato a studiare seriamente dopo avere ottenuto il successo. Un artista può avere successo anche solo grazie al talento. Un musicista, per definizione, se non studia non diventerà mai un valido musicista.

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a qualche artista che sta muovendo i primi passi nel mondo della musica…

Un grande grazie per questa intervista ed un saluto ai vostri lettori . Mi viene da dire che ….. la Musica merita rispetto. Se la rispetti e la ami ti saprà ricompensare.

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