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Intervista a MONIA

Benvenuta su System Failure. Com’ è nata in te la passione per la musica?

Ciao e grazie per l’invito! Mio padre è professore d’orchestra di tromba, non avrei potuto finire lontano. La mia infanzia si è cibata di vinili e radio, anche mia madre è amante della musica. Fra Battisti e Miles Davis, avevo un alto rischio di contagio! Le mie influenze sono black, da sempre. Stevie Wonder, Whitney Houston, Mariah Carey e tutto quel mondo li, questo se penso ai primi nomi che han fatto la storia ed alimentato la mia passione per il canto. Tornando in Italia devo assolutamente citarti Pino Daniele, un altro gigante presente nei ricordi insieme appunto a Battisti, citato sopra. Se andiamo sul moderno ed attuale diciamo che quando parte un brano come quello di Bruno Mars ed Anderson Paak io divento acqua, mi sciolgo!!!

All’età di quindici anni sali sul Palco di “Castrocaro Terme” in diretta su Rai uno. Cosa si prova a 15 anni a salire su un palco così importante?

É una figata pazzesca! Ovviamente è una delle emozioni più belle del mio percorso. Tu immagina, quindici anni in diretta nazionale, le luci, i tempi televisivi, l’orchestra, i conduttori, gli ospiti ed io a fare quello che amo con un artista affermato, che si è dimostrato tale già dalla sua dolcezza nel mettermi a mio agio, Gaetano Curreri! Ancora lo ringrazio quando ci penso, è stata una giornata pazzesca. Mi ricordo che in quel pomeriggio, durante il soundcheck, si creò un’energia bellissima. Eravamo io e Gaetano sul palco a provare “Chiedi chi erano i Beatles”, ad un certo punto praticamente tutto lo staff ce lo siamo trovati attorno, in cerchio, coinvolgimento totale. Una serata indimenticabile!

“Luca era gay” e “La verità” con Povia al festival. Come è stato collaborare con questo artista e di che parlavano questi due brani?

Tutto è nato per caso, la mia fortuna di essere nel un posto giusto al momento giusto, dove Giuseppe mi notò e mi chiese di far parte del suo team. Artisticamente è sempre stato un pò preso di petto dal pubblico, ed in quegli anni ne aveva davvero tanto, ricordo bene. Piazze gremite ed anche tanto affetto, ne ho goduto anche io! I brani che portammo al festival erano brani impegnati, che toccavano temi delicati. Nel 2009 “Luca era gay”, per me indimenticabile. Questo brano diede uno scossone alla sua carriera, ci invitarono ovunque come ospiti nelle trasmissioni TV, girammo l’ Italia in lungo ed in largo. Ricevette anche un sacco di critiche, di giudizi talvolta negativi, sapete com’è la gente no? Poi vi ricordo che nel 2009 ci fu il boom di Facebook e conseguente nascita dei leoni da tastiera incattiviti con chiunque. É stata dura quella parte, ma io cercai di fare del mio meglio e sfruttarla a mio favore. Questo brano aveva un mio assolo di voce in chiusura, fu la mia firma di quel festival. Ho ancora tanta gente che mi segue, mi ricorda e mi scrive di quell’assolo, che se lo ascolta e lo fischietta ancora oggi, questo mi sembra stupendo, mi rende orgogliosa e mi da forza! Nel 2010 portammo invece “La verità”, altro brano pungente per molte persone. Si scatenò infatti un’ altra polemica, la canzone parlava della storia di Eluana, oggetto di dibattito nelle trasmissioni ma documentazione ce n’è già parecchia in giro. Dal lato artistico posso dirvi che dal 2009 al 2012 abbiamo fatto tre anni di tour per l’ Italia, suonavamo tantissimo davvero, una media di venti date al mese. Tantissimo! Ricordo che passavo giusto a casa per fare il borsone con il cambio dei vestiti e si ripartiva, di nuovo, per settimane. Stupendo! A questo seguivano le decine di ospitate ed interviste in tutte le TV più importanti. Insomma, tre anni stupendi!!!

Come nasce una tua canzone? Che ambiente crei intorno a te?

Nasce o perché mi metto al piano e provo a buttare giù idee, o perché canto improvvisando, ovunque io sia, e magari esce qualcosa di carino che mi appunto nelle note del cellulare e sviluppo poi a casa nel mio studio. Quando accumulo del materiale poi interagisco con le persone che lavorano con me e iniziamo a provare qualche idea di produzione.

Oltre Povia anche Claudio Baglioni e Ron. Cosa si prova a collaborare con artisti del genere? Come ti hanno aiutato nella tua evoluzione artistica?

Vale un pò il discorso di Castrocaro. Sono artisti che ammiro, mi piace il cantautorato italiano e li ho visti in concerto entrambe nel 2019. Vederli li e ricordare l’ esibizione fatta assieme è stata una doppia emozione. Con Baglioni e Ron ero ospite di un evento pazzesco, ricordo un fiume di persone davanti a me, nel vero senso della parola. Magico! Nello stesso evento ho collaborato anche con Mauro Pagani, Andy dei Bluvertigo, Francesco Baccini ed altri ancora.

In rappresentanza della musica italiana in Russia, Israele e Malta” come leggo dal comunicato. Qual’ è la differenza tra suonare all’estero e suonare in Italia?

Ma guarda, andare fuori casa è sempre un’ emozione diversa perché raccoglie il viaggio, la location, la cultura del posto e via dicendo. Per quanto riguarda la performance avevo curiosità di sapere come avrebbe reagito il pubblico, però è anche vero che la gente è li per te e per l’ evento, quindi non ho avuto problemi e ma la sono goduta a pieno. In Russia hanno una bellissima considerazione degli artisti italiani.

Davvero tante apparizioni televisive. Hai qualche aneddoto a riguardo?

Ne avrei tantissimi, ricordo con simpatia che spesso accompagnavo Giuseppe negli studi televisivi a fare l’esibizione, in cui io in realtà a volte non avrei dovuto cantare, ma ripetutamente i conduttori mi buttavano sul palco perché volevano sentire l’ assolo di Luca era gay. (Ride) Tra l’ altro ricordo un altro aneddoto curioso riguardo all’ assolo di questo brano. Io e Giuseppe ci conoscemmo a Crotone, eravamo entrambe ospiti di una serata che si chiamava “Meeting del mare”. Dopo qualche settimana lui fu invitato a Loano per una serata, mi chiese di andarlo a trovare nel pomeriggio e mi fece ascoltare un brano, chiedendomi se mi andava di inventarmi un assolo da incidere poi nel finale. Cosi andò!

“La vita è un bluff”, il nuovo singolo. Parlaci per bene di questo progetto. Di cosa parla? Parla pure della collaborazione con Fabio Fornaro.

Allora, è nato nel primo lockdown, in una chiacchierata con il mio co-autore Fabio Fornaro, che è anche il mio batterista. Una video-chiacchierata in realtà, perché lui è di Torino ed abbiamo dovuto lavorare a distanza per un bel periodo, faticaccia! Ci siamo raccontati una vicenda, non ricordo se capitata a lui o capitata a me, in cui una persona si era comportata in maniera inaspettata, bluffando diciamo, mentendo ma per un motivo abbastanza futile. Così parlandone ci interrogammo sul perché spesso siamo portati a farlo, per forza di cose, anche per dire un semplice “no” ad un invito o altre sciocchezze simili. In sintesi questo è stato lo spunto, quanto sia diventato normale doversi adattare ai convenevoli, e tra l’altro senza che siano nemmeno sempre la scelta corretta. Quest’uscita per me è una boccata d’ aria fresca in un periodo claustrofobico, sono orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto ed avevo un team pazzesco. Il videoclip è stato girato su Torino, con la regia di Ivan Cazzola. La produzione artistica del brano è curata da Daniel Bestonzo, è stato registrato da Ivan Antonio Rossi al 8brr.rec di Milano, masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà studio. Sono gasatissima!!!

“.A Capo”. Ci puoi parlare di questo Ep? Inoltre, cosa unisce tutte le tue canzoni secondo te?

Parto dal dirti cosa le unisce. Sicuramente le unisce la passione, la voglia di arrivare e la curiosità di scoprirmi passo per passo. Come puoi notare infatti i lavori di questi due anni, che si possono suddividere in tre episodi (come una miniserie), sono differenti fra loro. Avevo bisogno di dire cose diverse e di dirle in un certo modo, ora sto trovando sempre di più la strada per esprimere al meglio la mia vera identità, ma reputo necessari gli step precedenti, senza i quali non avrei potuto capire a pieno cosa sono e cosa voglio musicalmente. Queste tappe penso facciano comunque parte di ogni percorso, anche al di fuori della musica. Il cambiamento fa parte di tutti noi, siamo sempre in evoluzione, quindi per me questo è solo un altro step, che può essere più o meno lungo.” “Lo scopriremo solo vivendo!” Cit.

Siamo in emergenza sanitaria da tanto tempo. Quanto ti manca la “normalità”?

Ti rispondo in maniera sobria. (ride) É difficile per tutti, per alcuni meno e per altri di più. Io sto bene, i miei cari pure, non mi lamento e ringrazio. Certo è che tutta questa situazione è difficile da gestire, c’è una confusione già solo nella diffusione delle informazioni, questo non aiuta per nulla, soprattutto non aiuta a capire come e cosa fare. Mi manca la vita vera, fatta di viaggi, chiacchierate all’ aperto, caselli e cene. Mi manca il mio palco, le prove coi musicisti e le sessioni di scrittura, perché per lavoro spesso sono su Torino e Milano, quindi questa situazione ha rallentato tutto. E poi mi manca il mio sushi la domenica a pranzo!

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a band o artisti “alle prime armi”…

Vi ringrazio di nuovo per avermi ospitata e per le domande interessanti che mi avete fatto! I consigli che posso dare sono i soliti che io stessa assorbo da tutti gli artisti top. Impegnatevi, studiate, create e non smettete di farlo. La vita artistica (e non solo questa) è fatta di up e down, siate più forti! Non bisogna davvero mollare mai, perché quella cosa bella che arriva in risposta alla dedizione, quella che sogni prima di addormentarti, anche fosse una ogni tanto, arriva con una potenza ineguagliabile e ti fa rinascere. La musica è. Vi invito a seguirmi sui miei social, sono già al lavoro sul nuovo singolo, ma per ora potete guardarvi il videoclip del mio ultimo lavoro “La Vita É Un Bluff”, per me è una bomba! Fatemi sapere cosa ne pensate, ci tengo!

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