INTERVISTA A MEDA

Benvenuto su system failure. Ci parli del tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao lettori di System Failure! Sono MEDA pseudonimo di Nicola Carfagna, classe 97, di Apricena (FG).
Il percorso artistico nasce nel mio territorio dove facevo il chitarrista in un trio con due amici. Successivamente ho deciso di intraprendere un percorso da solista convinto che le mie canzoni potessero fare in qualche modo la differenza. Di lì a poco mi sono trasferito a Roma e ho iniziato a lavorare più seriamente sulla mia carriera, ho studiato canto, stretto legami con altri musicisti e cercato di suonare il più possibile le mie canzoni in pubblico.

Come è nata in te la passione per la musica?

La passione per la musica è esplosa per davvero a 17 anni mentre sentivo il bisogno di allargare le mie vedute e viaggiare con la fantasia attraverso le canzoni.

Come nasce e prende forma una tua canzone?

Le mie canzoni nascono in momenti di tranquillità della giornata e soprattutto quando sono solo. Non mi piace scrivere sapendo che qualcuno potrebbe ascoltarmi. Nascono nella mia stanza insieme alla mia anima gemella, la mia chitarra.

Abbiamo pubblicato il tuo singolo“Come Piove. Puoi raccontarci qualcosa della genesi di questo pezzo e dirci di cosa parla?

“Come piove”(artwork subito sotto) nasce in pieno inverno, a Gennaio. All’inizio doveva parlare di altro ma non riuscii a completarla. Poi dopo la fine di una storia d’amore ho capito che era il pezzo giusto per parlarne. Principalmente parla di lei, di una mancanza talmente forte che senti di non riuscire ad andare avanti.

Quale è le differenza tra “I respiri tuoi” e “Come Piove”?

Sicuramente “I respiri tuoi”, come primo brano della mia carriera è stato un primo esperimento fatto soprattutto a casa. La produzione di “Come piove” è stata molto più complessa e approfondita e ci abbiamo lavorato in team.

C’è un filo rosso che lega le tue canzoni?

Sicuramente purtroppo o per fortuna le delusioni d’amore per adesso sono l’unico filo rosso. Strano come in un modo o nell’altro si tratti sempre di una donna ahaha.

Com’è collaborare con Andrea Allocca e Francesco Procacci?

Divertente. Sono due persone che hanno una cultura musicale più vasta e diversa rispetto alla mia. E quando hai visioni diverse è più interessante lavorare perché puoi attingere da più cose. In oltre sicuramente la loro esperienza mi sta facendo crescere.

Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo disco in uscita in autunno?

Certamente, posso dire che conterrà alcuni brani tra i primi che ho scritto e altri invece decisamente più recenti. Probabilmente si noterà anche molto la crescita nella scrittura tra questi. Sarebbe divertente vedere se qualcuno riesce a capire in che ordine sono stati scritti.

Il mondo odierno è in crisi climatica, economica e pure sanitaria. Qual è il ruolo della musica in questo mondo.

La musica non può risolvere questi problemi, ma sicuramente può alleggerire alcuni momenti più difficili e in alcuni casi sensibilizzare le persone comuni e anche quelle che lavorano per risolvere le emergenze e le crisi che stiamo vivendo.

Come stai vivendo l’emergenza coronavirus?

Sto andando avanti, rispettando le regole, ma non ci si può fermare, ora più di prima. Bisogna sempre essere in movimento per saper fronteggiare tutte le emergenze.

Saluta i nostri lettori e fai un appello per invogliarli ad ascoltare la tua musica…

Ciao a tutti voi, agli amici e a chi non ancora mi conosce. Se vivete storie d’amore, se vi siete appena lasciati, se cercate un conforto per sentirvi meno soli i miei brani sono perfetti, in attesa delle nuove canzoni.

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