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Intervista a Matt The Drifter

1) Ciao presentati ai nostri Lettori, raccontandoci qualcosa di te e soprattutto spiegando come nasce il progetto “Matt The Drifter”….

Ciao a tutti,sono Matt”The Drifter” e sono un cantautore outlaw-country. Il mio primo approccio con la musica è stato a 18 anni, quando ho iniziato a suonare la batteria in un gruppo cover band AC/DC. Successivamente col passare del tempo, iniziai a sentire il bisogno di integrare la componente ritmica con quella melodica, a me in quel momento ancora sconosciuta, e mi appassionai al basso elettrico. Tutto sembrava proseguire per il verso giusto quando un giorno, per puro caso, ascoltai “Long long way” di Alan Jackson (cantante country americano). Dopo quel fulmine a ciel sereno tutto cambiò: vendetti il basso e la batteria per potermi permettere tutta la strumentazione necessaria per buttarmi a capofitto su questo nuovo genere musicale, il country, il western.

2) Il tuo nome d’arte “Matt The Drifter” nasconde qualche significato particolare?

Matt ”The Drifter” letteralmente significa “vagabondo” ma in realtà ci sono diverse sfumature. A me piace intenderlo come una sorta di “buono a nulla” , mi ci ritrovo in questa espressione perché non ho mai preso lezioni musicali né studiato a livello didattico, però porto comunque avanti la mia musica con impegno, costanza, professionalità e tanta passione, che alla fine per me è l’unica cosa che conta.

3) Abbiamo visto che è uscito il tuo album “The Devil Can Wait In The Dark” contente il brano “Jack The Traveller” complimenti per questo lavoro…Vuoi parlarcene?

Grazie mille…Molto volentieri: “Jack The Traveller” è la storia di un ragazzo che vuole a tutti i costi viaggiare e girare il mondo ma non ha i mezzi economici per farlo. Ci prova in tutti i modi possibili: suonando per strada, elemosinando, sperando in un colpo di fortuna, finché alla fine riesce a prendere il treno per intraprendere il suo tanto desiderato viaggio. Jack in realtà è un personaggio di fantasia. Il verso senso di questa canzone è che anche contro le varie difficoltà della vita, la malattia e la mancanza di soldi, se crediamo realmente in noi stessi e nelle nostre capacità, prima o poi qualcosa di buono riusciamo ad ottenere.

4) “The Devil Can Wait In The Dark” nasconde un concept particolare o qualche aneddoto divertente che vuoi condividere con i nostri lettori?

Questo è un album abbastanza triste, parla di un particolare periodo della mia vita dove sono successo molte cose “sgradevoli”. Dal fatto di essere stato lasciato dalla propria ragazza, all’avere sconfitto un tumore maligno del sangue(Linfoma di Hodkin), al lavoro andato male etc etc quindi niente aneddoti divertenti ahahaha…mi spiace…

5) Che cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

A me basta “trasmettere” qualcosa, che sia una cosa bella, una brutta, una risata o un pianto, l’importante è che qualcosa arrivi alla gente che mi ascolta. Non ambisco a grandi palchi, stadi, arene etc etc. Il mio habitat ideale sarebbe il teatro. La gente arriva, si siede e ASCOLTA. E’ da li che inizia la magia della musica, senza ascolto non ci sono emozioni, sensazioni. Ormai siamo troppo influenzati da tutta la m…a che ci viene lanciata addosso, bisogna sensibilizzare la gente all’ascolto.

6) Di cosa parlano i tuoi testi?

I testi parlano principalmente di quotidianità, di fatti, emozioni e sensazioni provate direttamente sulla mia pelle, dalla malattia al lavoro alla morte senza tralasciare ovviamente qualche personaggio inventato….

7) Che rapporti hai con i social? E soprattutto credi che il mondo digitale e virtuale abbia intaccato anche la scena musicale odierna?

Con i social ho un rapporto di odio fondamentalmente. Basti pensare a tutto il tempo che bisognerebbe dedicare alla propria pagina facebook, instagram, youtube etc etc ogni giorno per sfruttare al meglio questi potenti mezzi di comunicazione. Tempo, tempo e ancora tempo. Io sarei più un tipo da birra nel locale e scambio informazioni e contatti a mano, ma ormai nella società moderna questo è difficile da realizzare. Personalmente credo che il mondo digitale abbia intaccato la scena musicale moderna in modo positivo. Grazie a internet, youtube, spotify ho avuto modo di arrivare ad artisti e generi musicali, ad esempio, prima a me sconosciuti,a umentando le mie conoscenze e preferenze. Questi sono mezzi potentissimi che consentono di fare molto ma bisogna usarli responsabilmente, non bisogna abusarne. Io cerco comunque di essere intaccato il meno possibile da tutti i vari stili musicali e personaggi già esistenti.Vorrei rimanere il più possibile puro, con una mia identità, un mio stile, semplice e banale ma mio.

8) Ti ringraziamo per il tuo tempo, puoi salutare i vostri lettori, con un tuo motto in stile “Matt The Drifter”

Hi folks.
I’m not a musician…
I’m not a singer…
I’m a poor windscreenwasher trying to do my job under the rain.
LET’S FOLK !!!!!!!!