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Intervista a Like.a.Nova

Benvenuta su system failure. Puoi parlarci del tuo percorso artistico fino a qui?

Salve e grazie mille! Per me percorso artistico è sinonimo di vita vera, ho fatto della musica il fulcro del mio essere, il motivo per cui mi sveglio la mattina, il mio lavoro ecc ecc. Ho cominciato ad esibirmi da giovanissima, ho col il tempo affinato le mie tecniche, ho calcato palchi importanti, cantato d’avanti a mila persone e mi sono esibita in locali piccoli ed intimi. Credo di essere arrivata ad un punto di svolta perché finalmente mi sento pronta ad espormi con la mia musica ed i miei testi. Da qui in poi sarà un viaggio nuovo, ma sicuramente più consapevole.

Come è nata in te la passione per la musica?

Vivo di musica da che ho ricordi. Il mio papà è un chitarrista, entrambi i miei genitori lavoravano come dj in una radio. Sono sempre stata una grande “divoratrice” di dischi, ho sempre ascoltato tantissima musica e la mia collezione di dischi è la cosa a cui tengo di più al mondo! Credo che questo abbia davvero influito tantissimo nella mia crescita artistica.

Quali sono i tuoi ascolti attuali e del passato?

Come ti dicevo io accolto tantissimo, i miei ascolti sono molto vari, dipende moltissimo dal mood del momento. Ci sono giorni in cui ascolto solo jazz, altri in cui regna l’hip hop, altri in cui mi lascio cullare dal Soul e così via. Però sono sempre molto attenta alle nuove uscite, mi piace conoscere le novità, ascoltare le nuove uscite, rimanere sempre sul pezzo insomma!

The Voice of Italy 2016 nel Team Pezzali. Cosi ricordi particolarmente di quella esperienza? Cosa pensi del mondo dei talent?

Ricordo di essermi divertita parecchio, di aver stretto rapporti magnifici e di aver avuto la possibilità di lavorare con gente meravigliosa. Penso che i talent siano un ottimo modo per farsi notare, ma non l’unico. Credo ci vogliano comunque le spalle larghe ed un tot di gavetta.

“Ballo da sola”, il tuo nuovo singolo. Di cosa parla? Ci parli pure della genesi di questo progetto?

“BALLO DA SOLA” parla di me, parla di te, parla di tutti. Credo di aver raccontato una di quelle storie che una volta nella vita è capitata a tutti! Racconta di una storia finita, della voglia di ripartire da sé stessi e della forza che abbiamo sopratutto noi donne nel farlo. È nata un po per caso in realtà, da molto tempo io e Daniele ci eravamo ripromessi di lavorare insieme a qualcosa, un giorno mi ha inviato un beat che si chiamava “balletti sexy” proprio per il mood del brano e da lì ho buttato giù la linea melodica ed il testo in un pomeriggio.

Sinergia di pop ed R’n’B, con contaminazioni fortemente dance nel tuo singolo, quindi sperimentazione. Quanto è importante sperimentare con la musica?

Tantissimo, uscire dalla propria confort zone ci aiuta a conoscerci meglio e superare i nostri limiti.

Come è collaborare con Daniele Bleedz?

Daniele mi conosce come pochi, mi ha cucito addosso un vestito perfetto, mi ha sempre molto capita, spronata ed aiutata a trovare la mia strada. Daniele sa come prendermi sopratutto, sa come convincermi, ma sopratutto sa come farmi trovare il coraggio di fare. Alle volte ha creduto in me più di quanto non facessi io e per questo non lo ringrazierò mai abbastanza.

Figlia di due ex DJ. Cosa ti hanno trasmesso?

Una passione incredibile per gli anni 80!

Nel comunicato stampa mi ha colpito questa locuzione: “una donna vicina alle donne”. Cosa ti senti di dire al mondo femminile riguardo i tanti femminicidi degli ultimi tempi? Secondo te quali rimedi proporre per questa “tragedia” e quali sono i motivi che scatenano tanta violenza?

Sarà impopolare il mio punto di vista, ma alle volte noi donne siamo il primo nemico. Se imparassimo a fare più squadra, se solo riuscissimo ad essere più solidari ed epatiche tutto girerebbe meglio. Io non mi sento una femminista sfegatata, ma sono convinta che essere una donna porta sempre più complicazioni. Purtroppo viviamo condizionati da leggi non scritte che discriminano ogni tipo di crescita femminile. Le donne forti spaventano, le donne forti creano problemi. Ci sono ancora così tanti tabù che andrebbero asfaltati. La violenza è sempre figlia dell’ignoranza, se cominciassimo a parlare ai bambini di parità forse crescerebbero con una consapevolezza differente. Penso fortemente che l’istruzione può abbattere diversi ostacoli, ma bisogna cominciare con i bambini. L’Italia per esempio è uno dei pochi paesi che non ritiene l’educazione sessuale una materia poco importante, questo fa sì che ci sia poca conoscenza, poca consapevolezza.

Hai frequentato scuole per il canto o sei autodidatta?

Sono autodidatta fino ad un certo punto. Invece che frequentare una scuola di canto ho deciso di formarmi seguendo master class in giro per l’Italia.