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Intervista a La postazione

Benvenuti su System failure. Presentate la vostra band ai nostri lettori e spiegate da dove ha avuto origine il nome della vostra band…

MATTEO: Sono entrato dopo ed era già stato trovato questo nome, la domanda la rivolgerei ai miei compagni di avventure.

CARMINE: il nome nasce dal Mac che ho a casa, li ho cominciato a dare vita alle canzoni e spesso, con l’aiuto di Fabio, è ancora cosi. É a tutti gli effetti una postazione il computer sulla scrivania no? Quindi il nome nasce da li.

Come sono stati i vostri inizi con la musica?

MATTEO: Bellissimi!!! Avevo 16 anni e un amico per mancanza di spazio a casa sua mi ha lasciato la batteria. A casa avevo una bellissima taverna, allora l’abbiamo montata e mi disse di suonarla quando ne avevo voglia. Da li non ho più smesso di suonare e ascoltare musica…mi sembra fosse il 2000.

FABIO: avendo genitori poco propensi all’ascolto della musica, ho imparato ad amarla attraverso la tv. Adoravo i motivetti delle pubblicità, poi ho scoperto che si trattava di Mozart, Bach, Paganini. All’età di dieci anni mi hanno regalato il primo walkman con una cassetta dei Queen. Poco dopo dissi ai miei di regalarmi una chitarra.

CARMINE: mio padre ha tanti dischi e ne ascoltavo tanti da piccolo, tutta roba buona: Beatles, Carole King, James Taylor, Battiato, Joan Armatrading, Janis Joplin ecc. Ho cominciato un pò tardi a suonare, prima da autodidatta e poi studiando chitarra, avevo voglia di suonare e scrivere canzoni originali fin da subito, le cover non mi soddisfacevano.

Quali sono gli artisti che influenzano le vostre scelte musicali? Nominate anche un album che ha segnato la vostra vita…

FABIO: tantissimi mi influenzano con generi e modi diversi di suonare. Gli album che hanno segnato la mia vita sono “Nevermind” dei Nirvana, “Ten” dei Pearl Jam e il “Black album” dei Metallica.

CARMINE: mi risulta sempre difficile rispondere a queste domande, quello che viene fuori è il frutto di anni di ascolto e di approfondimento. Il disco che mi ha segnato, forse “Sgt Pepper” dei Beatles.

MATTEO: Tantissimi veramente, penso che ogni genere di musica vada ascoltato senza focalizzarsi su una cosa. Ho iniziato con il trash metal e poi ho alternato sempre periodi: dallo stoner al britpop inglese degli anni 90, dal grunge al punk. Sicuramente a livello strumentale sono stato molto influenzato dai Tool; dai Red Hot Chili Peppers dal punto di vista tecnico e dello stile. Album che ho mangiato più di tutti?….”Make yourself” degli Incubus, album bellissimo!

Essere emergenti ora. Che Italia discografica vi trovate davanti?

FABIO: non ho idea di che Italia discografica mi trovo davanti, posso dire che ci vorrebbe più sperimentazione in generale.

MATTEO: Oggi come ieri non cambia niente, sicuramente non siamo più una boyband ahahahah. Io sono sempre stato curioso di scoprire nuova musica e spero che come me ce ne siano molti soprattutto giovanissimi.

Come vedete la scena musicale indipendente italiana?

FABIO: decisamente troppo commerciale e pop.

CARMINE: bisognerebbe avere la forza o la voglia di guardare al passato oppure alla scena indie anglosassone, non c’è coraggio e cultura qui.

MATTEO: Abbastanza varia e interessante

Quanto tempo provate a settimana? Riuscite a bilanciare la vostra vita con la vostra carriera musicale?

MATTEO: una o due prove, assolutamente si.

CARMINE: a volte facciamo i salti mortali ma siamo
costanti.

Come nasce una vostra canzone? Parlate del processo creativo alla base….

CARMINE: la fase iniziale spesso avviene attraverso il software. Cerchiamo di buttare giù delle idee, poi il software, poi proviamo a migliorarle in sala prove. Le modifiche poi le riportiamo sul software.

Di quale messaggio volete essere portatori con la vostra musica?

FABIO: mi piace che si possano trattare argomenti importanti con la dovuta leggerezza. Ammiro le persone che non fanno inutili drammi. Hakuna Matata

MATTEO: Non abbiamo un messaggio specifico, vogliamo regalare emozioni.

C’è un filo rosso che collega le vostre canzoni?

CARMINE: in questo lavoro si, è un mini concept che parte da una situazione negativa fino ad intravedere la luce in fondo alla galleria.

Abbiamo recensito il vostro ep “Never stop dreaming”(artwork subito sopra). Dove è stato registrato e che tecnica di registrazione è stata usata?

CARMINE: alcuni di questi brani nascono con l’aiuto di Fabio D’Amico, un grande musicista. Poi abbiamo finalizzato tutto attraverso la professionalità e la conoscenza di Giuseppe Gallucci e Yuka Acanfora presso l’Aeroplano studio, a Milano.(non aereoplano)

Ci parlate della cover di questo ep? Cosa rappresenta?

CARMINE: è una foto scattata qualche anno fa da Alessia, la mia compagna, poi è diventata la cover dell’ep. Abbiamo provato a lanciare il messaggio che tutto si può realizzare e non perdere la speranza anche quando non si trova una via di uscita e il mondo ti crolla addosso.

Quale è la canzone dell’ep alla quale siete molto legati?

CARMINE: “Necessario”

FABIO: “l’Atlantico” è stata la colnna sonora di alcuni momenti belli di questa estate

MATTEO: sono legato a “Necessario” perché è il primo pezzo che ho suonato con il gruppo.

E il video di “Necessario”? Come è nata l’idea e chi vi ha aiutato a realizzarlo?

MATTEO: è una creatura di Nicola Garzetti, lui ha avuto le idee, il mood e tutto il resto, gli abbiamo dato carta bianca e quello che ha proposto ci è piaciuto. Ci siamo divertiti.

“Never stop dreaming” secondo voi è “un mini concept di cinque storie che parlano di sentimenti e sensazioni che ognuno vive e sente dentro, cinque storie scritte per chiunque si riconosca in un’immagine, una frase, un passaggio che rappresenti il vissuto. Il tutto avviene attraverso l’uso degli effetti e degli arrangiamenti che caratterizzano il mood di ogni brano”. Potete commentare queste parole?

CARMINE: proviamo attraverso la musica e il testo a ricreare le immagini, le visioni e i mondi. Cerchiamo di fare in modo che tutto l’insieme possa arrivare a tutti.

Che strumentazione usate per l’elettronica?

FABIO: scriviamo le parti con una tastiera, poi ci concentriamo sugli effetti del software che abbiamo quando lavoriamo alle canzoni, cercando di avvicinarci il più possibile al mood che noi abbiamo in mente.

Potete anticiparci qualcosa sui vostri prossimi progetti musicali?

CARMINE: appena lo sapremo vi faremo sapere…