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Intervista a Joe Kedda

– Ciao, puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, sono Joe Kedda, semplicemente qualcuno che cerca di creare.

– Da cosa nasce il tuo progetto musicale?

Il progetto nasce dopo una scelta ben ponderata di fare il cantautore e solista; essendomi stancato del comporre “democraticamente” con band, decisi di dar voce solo alla mia musica.

– Come è nata l’idea del nome?

Il nome “Joe Kedda” è semplicemente un soprannome che mi è rimasto incollato addosso dalla pubertà, ho deciso di renderlo il mio nome d’arte.

– A chi o a cosa si ispira il tuo sound?

Il mio sound si ispira in realtà a tanti generi, ogni brano sta in piedi per sè, però, principalmente
ascolto folk, blues, rock e musica antica.

– Se potessi definire la tua arte in una parola, quale sarebbe?

Cupa.

– Qual è il tuo mito musicale?

Tom Waits, per la sua illimitata fantasia compositiva.

– Cos’è per te la Musica?

Odio e amore, come un rapporto assai complesso da cui non si puo evadere.

– Progetti futuri?

Adesso come adesso vedremo, era in progetto andare in Inghilterra verso luglio per un tour.

– Vuoi raccontarci il verso di una tua canzone che ti rappresenta meglio?

È un brano mai uscito, e non so se uscirà mai, il verso è :

“golden masks and rusty smiles now hang

from the ceiling of my self denial

they dance in the wind…ding, bling, and sing

the shutters are wide open, so are my sins”.

Il brano intitolato “Limbo” rappresenta proprio come sono io, senza fronzoli e veritiero, un uomo, un peccatore e di certo non in cerca di comprensione o accettazione.

– Che messaggio vuoi comunicare o trasmettere attraverso la Musica?

In realtà è una cosa che non mi ha mai interessato “trasmettere messaggi”, butto solo fuori quello che cerca di uscirmi da dentro. Credo che l’unico messaggio sia “esser onesti, veri, sinceri e fedeli a se stessi”, poi il resto è solo polvere.