Intervista a Hot Sunday Blood

1)Benvenuti su System failure. Ci parlate del vostro percorso artistico fino a qui? Raccontateci tutto per bene…

Gli Hsb nascono nel 2014 a Torino, Piemonte, come band grunge oriented con una formazione parecchio diversa da quella attuale. Nel 2015 esce il primo album ”Someone left behind” sotto l’etichetta indipendente Mervilton Records, dopodiché seguono alcuni live in Piemonte per promuovere il disco. Il 13 ottobre 2017 viene dato alla luce ”New Omega”, creatura alquanto diversa dal predecessore e che cerca di inglobare stili diversi tra rock e metal alternativo.

2)Ci parlate del vostro background musicale? Nominate anche 3 album che hanno segnato la vostra vita.

Tutti noi nasciamo da quella che è stata la scena metal e grunge degli anni 90. Probabilmente l’ultimo baluardo di musica veramente vissuta e poco manipolata che si è visto nella musica odierna. Tutti noi siamo nati con Pantera, R.a.t.m., Alice in Chains, Soundgarden, che, per forza di cose hanno cambiato le nostre coordinate musicali e ci hanno cosi iniziato a certe sonorità. Poi,se devo essere sincero,ci metterei in mezzo parecchia New vawe anni 80. Bauhaus, Joy Division, Siouxie e i miei amatissimi Smiths. Per quanto riguarda tre album fondamentali per me (Andrea,voce) ti direi ”Type o Negative-October Rust, Smashing Pumpkins-Mellon Collie, Pyogenesis-Twinaleblood” e se me ne fai aggiungere uno ”Pantera-The great southern trendkill”.

3)Come è nata in voi la passione per la musica?

Fin da ragazzino sono stato indirizzato verso certe sonorità. Ricordo che mio padre aveva e ha tuttora parecchi vinili dei Van Halen e da li, anche e soprattutto grazie ai miei amatissimi Queen, ho cominciato il mio percorso musicale.

4)Come è nato New Omega? E’ stato difficile registrarlo? Dove è stato registrato?

New Omega è stato registrato al Gramarossa Studio recording di Cascine Vica in provincia di Torino. L’album è stato realizzato piuttosto in fretta, ma diversi problemi tra etichetta e cambi di line-up ne hanno rallentato l’uscita.

5)Su quale canzone mi dovrei soffermare di questo album e perché?

Ti rispondo dicendo che c’è una canzone ”Salvation”’divisa in 4 parti e penso che possa essere un bel riassunto delle nostre sonorità. Ci puoi sentire il grunge, il pop, la new vawe, il thrash anni 80 e il metal alternativo dei primi 2000.

6)Quali sono le differenze tra New Omega e Someone left behind?

Il primo album tendi sempre a cadere sul sicuro, quindi è uscito quello che per noi è il genere con cui ci sentiamo più a nostro agio, cioè il grunge e il post grunge. Nel secondo abbiamo cercato di creare uno scrigno in cui si può far convivere parecchi generi diversi con un filo conduttore unico.

7)Ci dite qualcosa sulla cover di New Omega?

Nella cover abbiamo voluto sintetizzare il concetto dell’album; il concetto di carnalitá dei due corpi, legame con la terra, che formano il segno dell’Omega, simbolo di spiritualità ed elevazione verso qualcosa di ultraterreno.

8)Chi si è occupato del songwriting per New Omega?

Tutto il gruppo si occupa del songwriting. Io mi occupo di testi e metriche e i restanti 4 componenti della parte strumentale.

9)Come nascono le vostre canzoni? Di cosa parlano? C’è un filo rosso che le lega tutte?

Il filo rosso è la ricerca della propria elevazione spirituale attraverso un percorso di sofferenza carnale. Una sorta di passaggio obbligato di dolore e disillusione che dobbiamo subire nelle nostra quotidianità per poterci elevare verso qualcosa di più grande e duraturo. Un nostro pezzo dice ”non puoi raggiungere il bianco se prima non hai visto il nero”.

10)Quanto è importante emozionare il proprio pubblico?

Credo sia la cosa essenziale. Il pubblico ha già visto, ascoltato e provato di tutto. Credo che uno possa passare, in qualche maniera, dalle orecchie al cuore cercando di proporre qualcosa di diverso e di qualità.

11)Se la vostra musica fosse una città a quale assomiglierebbe? E se fosse un quadro?

Non credo ci sia una città che riassuma meglio di Torino la nostra musica. Non a livello prettamente musicale, perché ovviamente a poco a vedere con il nostro background, ma a livello di feeling e atmosfera. È quel grigio avvolgente…Non realmente felice, non triste da suicidarsi. Per quanto riguarda la pittura non mi viene in mente un quadro particolare che possa riassumerci. Il quadro è un momento della vita di un artista e l’artista è mutevole, insicuro, discontinuo. Per l’approccio ti direi Picasso.

12)Quale messaggio volete trasmettere con la vostra musica?

Non c’è un messaggio specifico. Ognuno si accosta alla band che gli tira fuori il meglio o il peggio di se’.

13)Il vostro live perfetto?

Quello dove fai una grande performance indipendentemente dal fatto che ci siano tre o tremila persone.

14)Dove sognate di suonare?

Non ho sogni nel cassetto specifici su festival o location particolari. Se voglio fare il figo, ti dico l’ Hellfest in Francia.

15)Per finire, lasciate un messaggio ai nostri lettori…

Grazie mille e voi tutti per l’intervista e per la possibilità di farci pubblicità. Seguiteci sulla pagina Facebook e sulle piattaforme dove potete ascoltare il nostro prodotto come Spotify e Itunes. Non è detto che non possiamo diventare la vostra band preferita!

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