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Intervista a Grid

Benvenuta su system failure. Puoi parlarci del tuo percorso artistico fino a qui? Come ti sei appassionata al mondo della musica?

Grazie mille per ospitarmi. Dico sempre che io e la musica ci siamo scelte, non c’è un momento legato alla mia infanzia dove non ci sia la musica di mezzo. Sono cresciuta ascoltando la musica di Anastacia, è sempre stata la mia dea. Tutto è iniziato per caso… A 6 anni ho deciso di iniziare a suonare il pianoforte e a far parte del coro della scuola (volevo far parte di un musical o di un gruppo) e dopo un paio di settimane l’insegnante mi chiese di cantare da solista. Da li è partito tutto. Non ho mai più smesso di cantare e mai lo farò. Poi 2 anni fa mi sono avvicinata alla scrittura ed ho scoperto una nuova magia, scrivere e cantare le proprie canzoni è molto appagante

Come nasce una tua canzone? Parlaci del processo alla base….

Le mie canzoni nascono da un’urgenza di scrivere. Possono passare addirittura dei mesi senza scrivere niente. Normalmente, quando ne sento l’urgenza, comincio a buttare giù sul mio diario delle frasi o dei pensieri veloci che mi escono dalla mia mente già con un principio di melodia. Poi da lì lavoriamo assieme anche agli autori di Cosmophonix per vedere cosa tenere e cosa no ed infine si bassa all’arrangiamento spaziale che Cosmophonix fa sempre. Sono una vera e propria garanzia.

Come riesci a bilanciare la tua vita e la tua carriera artistica?

In realtà sono sempre riuscita a bilanciarla al meglio anche ai tempi del liceo. Posso dire di avere pochi momenti liberi ma per me è un vanto, anzi ne vado molto fiera perché vuol dire che sto facendo di tutto per inseguire il mio sogno. Tra il lavoro in azienda di famiglia, il lavoro come ragazza immagine e come referente della mia regione per un brand importante e poi la musica non mi fermo mai e questo rispecchia molto la mia mentalità e visione di vita

Abbiamo pubblicato “Testacoda”. Ci parli della genesi di questo progetto?

In realtà “Testacoda” l’ho scritta l’estate scorsa ma poi l’avevo lasciata lì in un cassetto aspettando il momento giusto nel quale potesse prendere il volo. Mi piace molto raccontare com’è nata perché mi fa ancora molto effetto. Prima di scrivere il testo della canzone mi sono ritrovata a parlare con un autore che mi chiese di raccontarmi. Ho parlato per circa 1 ora ininterrottamente e ci siamo anche commossi assieme, sai quando parli con un estraneo che non ti giudica anzi è li pronto ad ascoltare?…. ecco è andata proprio così! Subito dopo la nostra chiacchierata è nata “Testacoda”.

Riguardo “Testacoda” leggo che “Il brano, scritto dalla stessa artista, racconta in maniera autentica la quotidianità di una giovane donna, infrangendo cliché, congetture ed etichette che, ancora oggi, ruotano intorno al sesso femminile”. Quanto è importante combattere etichette e cliché? Inoltre, che messaggi intendi trasmettere con la tua musica?

È davvero troppo importante. Per me la libertà di potersi esprimere liberamente senza aver paura di essere giudicati o guardati male è fondamentale. Quando si è bambini si ha quell’innocenza di fare, sperimentare e dire senza freni o timori ma purtroppo crescendo la si perde. Ecco quello che io desidero è di non perdere mai quella fiamma, quell’essere un po’ bambina che mi accompagna da sempre e mi piacerebbe che la maggior parte delle persone non avessero paura di essere ciò che sono. Esistono troppe definizioni anche caratteriali, è una persona testarda, è pazza, è fredda ecc ecc per me non si può dare delle caratteristiche così precise ad una persona. Ognuno ha la propria identità e particolarità

Quali sono i tuoi ascolti degli ultimi tempi? I tuoi miti musicali?

Amo immensamente Anastacia e Adele, sono cresciuta ascoltando la loro musica, ma ammetto che da quando ho scoperto Dua Lipa mi lascia sempre senza parole…

Nel comunicato stampa ho trovato questa frase: “il mondo illusorio confezionato dai Social, ben lontano dalla realtà”. Quanto ci condiziona la società dell’immagine e dell’eterno apparire?

Beh possiamo dire che questo sia il secondo dell’apparire e dell’immagine e lo si vede proprio dai social e dalle stories di tutti i giorni. Questo si ricollega proprio al discorso di prima. Si cerca sempre di far vedere il bello per paura di non essere apprezzati oppure anche abbandonati da chi ci sta vicino solo per proprio interesse.

Viviamo con tante certezze in una gabbia di norme e convenzioni. Che pensi a riguardo? Quanto c’è bisogno dei “testacoda”? Mica possiamo sempre reprimere le pulsioni irrazionali? Come trovare un equilibrio?

Per me è fondamentale usare sempre l’istinto anche a costo di andare a sbattere contro un muro e farsi del male ma, solamente così non si vivrà di rimpianti. Si cade tante volte ma ci si rialza sempre…

Tecnica, studio e talento. Come si devono intrecciare in un’artista?

È come in una pozione magica, ci deve essere la dose esatta di tutti e 3 i componenti più una, che è la più importante, la PASSIONE. Senza l’amore per ciò che si fa non si va da nessuna parte.

Il tuo è un pop fresco ed accattivante. Perché questo genere e non un altro?

Perché è quello in cui più mi identifico e mi trovo a mio agio.

Siamo in piena emergenza coronavirus. Quanto ha condizionato sia la tua carriera artistica che la tua vita?

Purtroppo molto, specialmente per la questione live. Avevo dei live anche in Sud Italia e uno anche in Spagna per via del mio singolo assieme a Hugo Marlo intitolato Splash ma per la questione Covid è saltato tutto, ma sono sicura che ci rifaremo. Ora l’importante è far passare questa emergenza il più presto possibile.

Siamo in un mondo in emergenza climatica, economica e sanitaria. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

La musica ha la capacità di far distogliere le menti dai problemi di tutti i giorni, far rilassare e disconnettere con il mondo che a volte serve. Inoltre è una bellissima vetrina per trasmettere concetti importanti e per far smuovere qualcosa diciamo.

Se la tua musica fosse un cocktail quale sarebbe? E se fosse un film o un libro?

In realtà sono quasi astemia però se dovessi scegliere direi un bel Martini con il ghiaccio. Elegante, legato alla tradizione ma sempre al passo con i tempi. Sinceramente non saprei dirti che film sarebbe, sicuramente un film legato sia al sentimento ma anche all’avventura.

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a qualche artista che sta muovendo i primi passi nel mondo della musica…

Grazie mille a tutti per avermi ospitata, è stato un vero piacere. Come consiglio vi direi di non mollare mai, nonostante i no e nonostante le porte in faccia! Credeteci sempre!! Un bacione a tutti e vi auguro “una vita in Testacoda”.