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Intervista a Fausto Notorius

Benvenuto su system failure Fausto. Cantante, attore, speaker, insegnante, produttore di opere di teatro etc. Sei, insomma una persona tanto stimolante e “tuttofare”. Quanto è importante stimolare le persone con la propria musica, con la propria arte?

Fondamentale nella musica come nella letteratura. Lo stimolo può arrivare dagli altri, o come sostengo, può arrivare da noi stessi. Una concessionaria di stimoli, l’auto-stimolo! Ora non tutti sanno stimolare: c’è chi lo fa attraverso l’arte e c’è chi lo fa attraverso un gesto, una parola, un colore, un’immagine, un suono.

La tua musica è difficile da etichettare. Quanto è importante sperimentare nella musica secondo te?

Fondamentale il laboratorio ed avere gli strumenti e un team omologato e certificato. Nella sperimentazione c’è la scoperta, la meraviglia, l’essenza, la fonte.

La tua carriera è cominciata come speaker radiofonico. Come è il panorama radio attuale e come si rapporta alla musica indipendente secondo il tuo parere?

Mi sembra di capire che si sia allargata la possibilità di fare radio, di creare radio. Una possibilità che alcuni anni fa non era possibile. Certamente poi c’è una radio di sopra e una di sotto e forse anche una di mezzo. Il problema è la comunicazione tra queste diverse entità. Non vedo la volontà di creare o di fare network: confrontarsi, stimolarsi, provocarsi intellettualmente.

“Nel 2005 Fausto vince il premio Benjamino Esposito con la canzone “Vorrei Amarti” e viene premiato da Renzo Arbore” come leggo dal presskit giunto in redazione. Che emozione hai provato a ricevere tale onorificenza?

Un’ennesimo stimolo a continuare a fare! Poi per promuovere e distribuire c’è sempre tempo.

Abbiamo pubblicato “Quinta dimensione”. Ci parli della genesi di questo progetto? Di cosa parla?

La quinta dimensione parla di noi in quanto io. Le multi identità come le multi- dimensionalità…dove, come e in quale dimensione siamo, sei, sono.

Hai insegnato negli States. Quale è la differenza tra il panorama musicale italiano e quello USA?

Non sono molto ferrato sul panorama musicale statunitense ma posso dire che gli Stati Uniti sono un paese meritocratico.

Come è nata in te la passione per la musica?

Sin da piccolo guardando mio padre suonare e cantare stornelli regionali.

Come prende forma una tua canzone? Che ambiente crei intorno a te?

Da uno stimolo letterario, paesaggistico o sociale. L’ambiente non è mai programmato ma di solito c’è una chitarra, un pianoforte e molto silenzio.

Se la tua musica fosse un libro, un film o un quadro?

Italo Calvino “ Se una notte d’inverno un viaggiatore”; Dott. Stanamore di Stanley Kubrick

Siamo in un mondo in crisi climatica, economica e sanitaria. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Necessario come ogni forma d’arte. La possibilità di esprimere qualcosa di stimolante e possibilmente allegro. La musica ci darà coraggio!

Come stai vivendo l’emergenza per il Covid-19?

Io personalmente la sto vivendo bene ma le persone intorno a me male.

Con quale artista o band indipendente vorresti collaborare?

Skill Gear, Dead Channel.

Cosa ti piace in particolare dell’ambiente indie italiano attuale?

Il fatto che ancora ci si può sentire dentro un contenitore sperimentale. Il mondo sommerso pronto ad emergere.

Progetti futuri?

Il prossimo progetto uscirà a Maggio 2021. Un brano ricco di sorprese musicali. Sempre e comunque installazioni musicali e video che vi sorprenderanno.Ricordo che in tutti in miei lavori i suoni e il missaggio sono di Milo Silvestro e le immagini e la regia sono di Valerio Di Lorenzo, due ragazzi di 30 anni future promesse artistiche italiane.

Per finire, saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica….

A tutti i lettori un saluto ed il consiglio di ascoltare non solo la mia musica ma qualsiasi tipo di suono piacevole alle loro orecchie e al loro stato d’animo. L’augurio, infine, di potersi creare la miglior playlist personale e multidimensionale della loro vita.