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Intervista a Elyaz

Benvenuto su system failure. Puoi parlarci del tuo percorso artistico fino a qui?

Grazie, certamente! Ho iniziato suonando la chitarra quand’ero piccolo, ed ho avuto le prime esperienze musicali con qualche band di amici sia come chitarrista che cantante. Spaziando fra i generi ho in seguito scelto di dedicarmi all’importante mondo della produzione musicale. Ho rilasciato quindi i primi brani e remix nel 2016 in collaborazione con la DFC e successivamente, affidandomi al mio istinto, ho deciso, con buona dose di coraggio, di seguire il mio percorso iniziando a lavorare in completa autonomia e indipendenza su vari fronti. Non è semplicissimo, ma ce la sto mettendo tutta!

Come è nata in te la passione per la musica elettronica?

È una passione che col tempo è cresciuta sempre di più in me. In particolare, tutto il mondo dei festival mi ha sempre dato molta ispirazione, affascinandomi con la sua magia! Ma esistono anche molti altri generi musicali che mi appassionano, mi piace spaziare e non essere vincolato ad un unico genere.

Come nasce una tua canzone? Cosa fai per creare le tue alchimie electro?

Tutto parte da uno strumento. Semplicemente suonando, o con la voce, riesco comunque a dare inizio alla produzione. È un processo che sviluppo in parallelo gestendo plugins, synths, ogni strumento, e relativi canali nel mix. Mi piace esplorare di continuo tra le infinite possibilità in produzione, creare nuovi suoni, scoprire ogni volta qualcosa di più!

Che strumentazione usi per creare i tuoi pezzi?

La chitarra e il piano per me sono fondamentali, parto sempre da uno di questi due strumenti per creare musica, dipende dalle circostanze… A volte parto anche dalla voce, seguendo l’ispirazione del momento, anticipando linee melodiche e armonia. In ogni caso, tutto quello che serve per produrre musica è una scheda audio, un paio di casse affidabili e un buon ambiente dove metterle, senza dimenticare un computer con una DAW professionale!

Abbiamo pubblicato il video di “Wildlands”. Ci parli di questo progetto musicale? Dove hai trovato l’ispirazione per il testo della canzone?

Grazie mille per il supporto! “Wildlands” è il mio secondo grande progetto, ho investito tutto me stesso per realizzarlo. Il testo è ispirato da una mia visione del mondo ed è un segnale di combattimento sia per la salvaguardia del nostro pianeta sia per il raggiungimento dei nostri veri obiettivi. Il ritorno alle Terre Selvagge è di fatto un richiamo, un simbolo che vuole spronare al cambiamento.

Quali sono le differenze tra “Wildlands” e i tuoi lavori precedenti?

In realtà già “Break the Distance” ha segnato un diverso modo di procedere rispetto ai lavori precedenti, su parecchi fronti, a partire da un’organizzazione diversa del lavoro, che mi ha visto coinvolto totalmente su ogni scelta artistica. Io stesso vedo Wildlands come un prosieguo del mio percorso artistico. È una proposta inoltre in termini di contenuti che richiama il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente, anche attraverso il riconoscimento e la comprensione della bellezza che ci circonda.

Emergenza coronavirus, un momento surreale. Come lo stai vivendo?

Ci sono molti pareri contrastanti che possono facilmente condizionarci. Il paradosso è che mi sembra vero tutto e il contrario di tutto, è una fase delicata quella che stiamo vivendo. Comunque, per quanto mi riguarda, ho passato il tempo del lockdown a lavorare in studio, e probabilmente continuerò a farlo. Spero fortemente in una ripresa generale e soprattutto in un cambiamento positivo, anche per l’industria musicale. Che possa riprendersi il prima possibile!

Siamo in un mondo in emergenza climatica, economica ed ora anche sanitaria. Ebbene in questo mondo quale è il ruolo della musica?

La musica può avere sia un ruolo di contorno che decisionale, anche in questo momento, nonostante le difficoltà crescenti, in particolare per tutto il mondo artistico. Vero è che pur tra grandi fatiche la musica resta uno strumento privilegiato e potente per veicolare contenuti, anche sociali oltre che di ripresa. Attraverso la musica è possibile infatti dare ispirazione, rompere barriere e creare emozioni. Ed oggi più che mai è necessario trasformare chi ascolta in protagonista. Come? Condividendo veri contenuti. Oggi questo può funzionare solo se si agisce in prima persona.

Chi ascolti? Chi sono i tuoi miti musicali?

Mi piace ascoltare e scoprire sempre nuova musica, papà è sicuramente uno dei miei più grandi miti! Tra i riferimenti che hanno cambiato il mercato musicale della dance in termini di produzione musicale, ci sono Avicii, Van Buuren, Tïesto, Garrix.. ma anche tanti altri, di generi differenti!

Con quale artista vivente o del passato vorresti collaborare?

Una collaborazione con Armin Van Buuren sarebbe fantastica, ma sicuramente anche con esponenti di altri stili!

Se la tua musica fosse una città contemporanea a quale assomiglierebbe? E se fosse un quadro, un film o un libro?

Per quanto riguarda la città vorrei esplorarne molte di più per capire quale può assomigliare alla mia musica, mentre per il resto: Relativity di M.C. Escher, Matrix di Lana e Lilly Wachowski, Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien.

Riesci a bilanciare la tua carriera artistica con la tua vita?

È questa la mia vita, sto dedicando tutto me stesso al mio lavoro. Ricopro oggi comunque anche ruoli che pur connessi alla musica, rischiano di portarmi via veramente molto tempo. Mi tocca bilanciare tutto quanto giorno dopo giorno.

Per finire, saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica…

Spero che Wildlands vi sia piaciuta e non vedo l’ora di leggere i vostri commenti! Restate aggiornati perché tanta nuova musica è in arrivo! Un grande abbraccio a tutti, stiamo crescendo sempre di più!!! ❤️🎵

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