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Intervista a Elektra Nicotra e Giorgio Indaco

1)Benvenuti su System failure. Elektra già la conosciamo. Come vi siete conosciuti?

Elektra: “Grazie System Failure per avermi ospitata di nuovo! Avevo appena compiuto quattordici anni quando conobbi Giorgio. Suo fratello suonava con mio padre e me lo sono ritrovato nella mia stanza stra-colma di poster di Beatles e Led Zeppelin, mentre diceva la frase ‘Ma tu da dove esci fuori?’. Ho subito avuto la sensazione che saremmo diventati grandi amici e così è stato, anche dopo tanto tempo”.

2)Abbiamo pubblicato il video di “Akkura”. Raccontate la genesi di questo video….

Giorgio: “Avevo intenzione di scrivere una parodia ispirandomi alle sigle dei cartoni animati giapponesi. Non c’è voluto molto per rendermi conto che sarebbe stato ancora più divertente cantarlo in dialetto catanese. Due lingue assolutamente diverse, che però condividono, a tratti, la fonetica. Ho proposto ad Elektra di improvvisarci sopra e nel giro di un pomeriggio, con non poche risate, è nata “Akkura”. Per il video lyric, in stile vaporwave, abbiamo lasciato carta bianca a Riccardo Isca dell’Associazione Musicale Solo Suono di Catania”.

3)Quanto è importante per voi sperimentare con la musica?

Giorgio: “Sperimentare con la musica mi permette di esprimere idee che non trovano spazio nei contesti rock/pop in cui lavoro”.

Elektra: “Se non ci fosse sperimentazione non ci sarebbe progresso e questo vale in qualsiasi ambito. Per me è fondamentale spingermi sempre oltre la mia comfort zone, altrimenti starei a cantare blues tutta la vita… non che ci sia nulla di male, ma deve anche esserci spazio per altro”.

4)Una domanda per Elektra. Dopo “Awakening” cosa dobbiamo aspettarci? C’è in cantiere un nuovo album? Se si puoi anticiparci qualcosa?

Elektra: “In genere il secondo album arriva sempre in fretta e furia, dopo il primo. “Awakening” è uscito nel Gennaio 2017, ma io ho voluto prendermi tutto il tempo necessario per comporre ed elaborare nuova musica, senza alcuna pressione. Le registrazioni del mio secondo album inizieranno in Febbraio. Posso anticiparvi che anche questa volta si tratterà di un concept album, stavolta ispirato al mondo dei sogni. Ciascuna delle nove tracce, racconterà un sogno. La produzione sarà di nuovo affidata al mio produttore italiano preferito, Giovanni “Giuvazza” Maggiore; così come il sound sarà nelle mani sapienti di Marco Martinetto. Entrambi sono stati preziosi ed indispensabili durante la realizzazione di “Awakening” e… squadra vincente non si cambia!”.

5)In un mondo dove si sente parlare di nuovo di nazionalismo e protezionismo, un mondo dove si stanno alzando “nuovi muri”, ebbene in questo mondo quale è il ruolo della musica?

Giorgio: “Il ruolo che ha sempre avuto la musica, a mio parere, è proprio quello di unire persone con ideologie diverse, che si trovano poi a cantare insieme allo stesso concerto. Non è meraviglioso?”

6)Un ricordo indelebile di un live…

Elektra: “Ce ne sono tanti, ma voglio citare quello relativo ad un concerto che abbiamo tenuto la scorsa estate al Cortile Platamone di Catania. Stavamo suonando il brano “Gold”, tratto dal mio album “Awakening”. Mentre cantavo, mi sono girata verso il nostro chitarrista, Matteo Carbone. L’ho visto completamente assorto, con gli occhi socchiusi ed un’espressione sognante. Ho avuto un brivido. Ho pensato: ‘Gli sta piacendo suonare, è totalmente immerso nella musica. Sono davvero riuscita a scrivere qualcosa capace di coinvolgere così anche solo una persona? Allora ce l’ho fatta!!’”.

7)Ora una domanda per Giorgio Indaco. Ho letto che “insieme alla band Kind Of Stanza, della quale è co-fondatore, si sta dedicando alla registrazione del primo album di inediti”. Puoi anticiparci qualcosa? Che musica fai con questa band?

Giorgio: “Abbiamo appena terminato le registrazioni del nostro primo album e ne stiamo pianificando la promozione. La musica dei Kind Of Stanza è un mix fra psichedelia, pop e soul music. Un progetto che mi sta molto a cuore perché ci permette di esprimere le nostre influenze, il nostro background”.

8)Come vedete il panorama indie/emergente italiano?

Giorgio: “Lo vedo come un mondo che straripa di artisti che vogliono emergere, soprattutto sul piano dei concerti dal vivo, per trovare un pubblico reale! Purtroppo è molto difficile trovarlo, perché nonostante le opportunità mediatiche su social e piattaforme digitali siano tante, per un artista il pubblico che viene ad ascoltare i concerti resta l’obiettivo principale.

9)Nell’edizione attuale di X Factor Anastasio e Martina Attili hanno portato due canzoni con testi che “attaccano” l’odierna società, anche se con diversi modi e toni. Che ne pensate dei talent show e cosa cambiereste della società attuale?

Giorgio: “Non sono sicuro quanto le canzoni presentate a X- Factor attacchino la società. È un mondo strano. I talent oggi sembrano l’unica via per accedere ad un livello mainstream, ma penso che siano programmi troppo patinati. Tutti perfettini, omologati. Partecipano cantanti e band con talento e grande attitudine, ma penso che i veri protagonisti del programma siano i giudici, il che non mi piace.

Elektra: “Nella società attuale cosa cambierei? Renderei illegali i talent show, facile!”.

10)Cosa rappresenta la cover di “Akkura”?

Elektra: “Mi sono divertita tantissimo a creare l’artwork(subito in figura sopra) per la copertina di “Akkura”. È un collage che strizza l’occhiolino ad alcuni elementi della vaporwave come le palme, la palette cromatica di viola e rosa, nonché le statue neoclassiche. È ambientata sul lungomare di Catania, citato nel testo della canzone, dove sfreccia la macchina Toyota con sopra un calamaro, sempre elementi del testo. Il tutto attorniato da piante grasse e fichi d’india, tipici del paesaggio siciliano”.

11)Per finire, salutate i nostri lettori e invogliateli ad ascoltare la vostra musica….

Elektra&Indaco: “Cari amici di System Failure, fate attenzione, ovvero “AKKURA” (dal siciliano) ai rettiliani, alla terra piatta perché potreste cadere di lato e precipitare di sotto, alle scie chimiche che come polvere fatata potrebbero farvi amare Anna Tatangelo, al buco nell’Ozono dove finiscono tutti i plettri e le forcine. Si, ci piace ridere! Ascoltate “AKKURA” e anche se non capirete una parola di siciliano…. tranquilli! Se fosse stata in giapponese non l’avreste capita comunque e noi non l’avremmo saputa cantare! Grazie!”.

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