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Intervista a Daveede

1 – Chi si cela dietro l’artista “Daveede” ?

Sono un cantante ma anche un insegnante di musica, di canto e di sostegno nella scuola primaria paritaria “Effetà” e nella scuola di musica “6arte”. Ho la fortuna di respirare musica ogni giorno, un ossigeno fondamentale per poter vivere bene e affrontare al meglio la Vita. Faccio parte attualmente di alcuni gruppi vocali e cori gospel/soul/funk come corista e come solista e continuo a portare avanti un repertorio di cover soul,neo soul e Rnb con il mio trio musicale. Con loro recentemente stiamo realizzando alcuni medley e mash up che prossimamente potrete apprezzare ed ascoltare sui miei canali.

2 – Quando é nato il tuo amore per la musica?

Mi sono sempre piaciute le sonorità, lo stile, le voci di Micheal Jackson e Prince. Se devo trovare però, un episodio chiave, determinante che mi ha spinto a voler “scendere in campo” in prima persona, dobbiamo tornare indietro al 1996.  Avevo 12 anni quando guardai il film “Space Jam” : nella sua colonna sonora c’era un brano di R Kelly:”I believe i can fly” quella canzone mi folgorò all’istante, fin dalle prime note.. fu un pugno allo stomaco. Il modo in cui miscelava pop, rnb, soul e gospel era assolutamente sublime, unito ad testo fantastico: una preghiera laica che incoraggiava a non mollare mai ed inseguire sempre i propri sogni. Li capii che quello era il mio genere, lo stile musicale che suscitava maggiori emozioni dentro di me e quindi il linguaggio che avrei voluto imparare ad usare per esprimermi artisticamente. Successivamente mi avvicinai quindi ad altri artisti black anni 90 come Maxwell e Kem. Nel decennio successivo Craig David e Ne-Yo. Fondamentali sono stati inoltre alcuni padri fondatori della soul music che hanno alimentato ulteriormente la mia grande passione. Nomi come Sam Cooke, Otis Redding, Marvin Gaye e Stevie Wonder fanno tuttora sempre parte dei miei ascolti quotidiani. Lo studio delle loro vocalità unito alle lezioni di canto e alla pratica in un coro gospel mi ha consentito di affinare le mie abilità vocali.

3 – Come é diventato il tuo lavoro?

Ho conseguito una laurea in scienze della formazione primaria presso l’Università di Padova e contemporaneamente ho svolto il quadriennio di canto moderno presso “L’Accademia Superiore di Canto” di Karin Mensah a Verona. Essendomi sempre dato da fare anche durante gli studi appena terminati ho avuto subito diverse opportunità che ho poi mantenuto e coltivato in questi anni.

4 – Il singolo appena uscito ufficializza l’uscita di un tuo disco. Si tratta del tuo primo lavoro discografico? Della tua prima raccolta?

Si l’uscita del singolo ufficializza l’uscita del mio primo album ma non è la mia prima raccolta. Nel 2015 infatti avevo già pubblicato “All you’ve got to do” un EP uscito su etichetta indipendente White Pop Records contenente 5 brani scritti da me e prodotti con Federico “Faith” Sambugaro. L’Ep ha ottenuto un buon riscontro nel circuito indipendente ed è stato recensito positivamente da alcuni blog del settore R&b come il noto Rnbjunk. Poi a Marzo del 2016 “Don’t cry my love” uno dei brani contenuti nell’EP è stato scelto tra oltre 4000 per il Capitalent: un contest organizzato da Radio Capital; e dopo un mese di passaggi radiofonici nazionali si è qualificato tra i 12 finalisti, entrando di diritto nella compilation estiva di Capital distribuita dalla Sony Music. Nel 2017 poi, ho pubblicato il singolo “Hug the world” uscito su etichetta Street Label Records. Questo ha segnato l’inizio di una una collaborazione con Soulflake e Daniel Mendoza per produrre quello che sarà il mio primo album : un lavoro che ha l’intento di miscelare il soul e l’rnb “old school” con le sonorità più moderne.

5 – Parlami del singolo.

“Sound of the Universe” è un brano che parla dell’importanza del Pianeta, del suono che cerca di diffondere ogni giorno attraverso la natura e che troppo spesso presi dal frastuono generale ci dimentichiamo di ascoltare. Mi è capitato di ritagliarmi dei momenti di solitudine dove camminavo o correvo tra le colline o tra i campi in periferia. Ho cercato di mettere da parte i pensieri e concetrarmi sul paesaggio, sui suoni e sulle sensazioni che in quel momento la Natura mi restituiva. Tornavo a casa con una sensazione di pace. Poi mi sono chiesto: <>. Senz’altro quella di un coro gospel dalle sonorità africane è stata la risposta,un coro che ho poi inserito nella parte finale nel brano. Il pezzo si può definire rkellyano e si ispira al bell’r&b degli anni 90.

6 – E la bambina del video?

La bambina si chiama Linda, ed è la nipotina di Laura una mia allieva di canto moderno. E’ venuta qualche volta a lezione assieme alla zia e mi ha da subito colpito per la sua curiosità e voglia di imparare, oltre che per una sensibilità immediata nei confronti delle cose. Ho pensato che sarebbe stata l’attrice perfetta per questo video per rapprensentare le generazioni future, quelle che erediteranno il Pianeta e dovranno continuare a riscoprirlo e a custodirlo.

7 – Di solito come nascono le tue canzoni? Cosa ti ispira?

Mi ispira la speranza e “il darmi fiducia”, cerco di scrivere delle canzoni che trasmettano serenità, voglia di cambiamento e riscatto positivo. Lo faccio prima di tutto per me stesso e spero poi di avere effetto anche sugli altri. Viviamo una realtà dove molti guardano solo il negativo di ogni cosa, guardano al futuro con sospetto e timore, rimpiangendo un passato che sembrava migliore ed ignorando completamente l’unico momento temporale in cui si ha il potere di agire ovvero il presente. C’è bisogno di coraggio e di incoraggiamento, perchè tutti possano coltivare il proprio talento, per rispondere con creatività e azioni positive al buio che cerca di attanagliarci. Ho la fortuna di lavorare con piccoli allievi che dimostrano un entusiasmo e una perseveranza che purtroppo viene persa completamente dalla maggior parte degli adulti.

8 – Il disco che nome avrà? E quando uscirà? Insomma. Ci dici qualcosa?

Il disco lo stiamo ultimando e si chiamerà “The Strength of a Man”. E’ un lavoro che ha l’intento di miscelare il soul e l’rnb “old school” con le sonorità più moderne. E’ un disco di speranza, di forza interiore che parla di valori ma anche d’amore. Non vedo l’ora di farlo uscire!

9 – Ti ha aiutato qualcuno per la realizzazione dell’album?

Certamente nella realizzazione ho coinvolto molti dei musicisti del Veneto e dintorni con cui ho il privilegio di collaborare da diversi anni. Oltre ad essere musicisti di talento sono anche persone sensibili che vivono nella musica una parte fondamentale della propria vita. Alan Micheal Giacomelli, Mirko Cappellaro, Metteo De Meda, Gabriele Boschin, Federico Saggin e poi alcuni coristi del coro gospel United Singers(Gabriele Tagliaro, Maristella Cappellini, Caterina Guzzo, Nicola Canton, Elena Nancy Fraccaroli)

10 – Come é nata la collaborazione fra te e la street label records?

La collaborazione è nata con la pubblicazione del singolo “Hug the World” . Ho trovato in Street Label Records una bella realtà che condivide la mia passione per la musica black, interessata a promuovere in Italia progetti che ruotano attorno a questo genere musicale. Con loro sto terminando l’ album ed è bello come siamo riusciti a conciliare la mia passione per l’ Rnb anni 90 e le produzioni più moderne. Con Daniel Mendoza e Soul Flake condivido gli stessi ascolti e molti dei miei artisti di riferimento, la comunicazione risulta quindi più facile perchè si parla “la stessa lingua”. Inoltre anche quando non ci troviamo daccordo su qualcosa riusciamo attraverso una discussione libera e aperta a trovare una soluzione musicale che convinca tutti e tre.