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Intervista a Cloude

Benvenuto su system failure. Puoi parlarci del tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao, inizio un pò di tempo fa, fine anni 90 ad apprezzare il genere, e poco dopo a farlo. La musica ha sempre fatto parte della mia vita sin da piccolo, con i cantautori italiani in particolare De Andrè. Dal momento che ho deciso di fare rap, è stato un percorso fantastico, pieno di incontri, jam amicizie e parecchio confronto, c’era una continua contaminazione. Dal mattino alla sera pensavo alla musica, ai pantaloni larghi e a scrivere rime.

Come è nata in te la passione per la musica?

Ma come ti dicevo la musica è sempre stata presente nella mia vita. Essendo che ero uno molto solitario la musica era continuamente la mia compagnia. Da quando poi ho voluto provare anche io a farla, tutto si è raddoppiato, ascoltavo sempre di più e scrivevo tantissimo. Quando nei week end ci si vedeva con gli altri per sentire quello che avevamo scritto c’erano delle salite pazzesche.

Come nasce una tua canzone? Che ambiente crei intorno a te stesso?

Non c’è sempre lo stesso metodo, però posso dirti che nel mio ultimo progetto ho deciso in quasi tutte le canzoni, di scegliere le tematiche quando c’era il beat. Questo mi ha permesso di focalizzare al meglio tutto ciò che volevo scrivere ed esternare. In questo progetto nulla è stato semplice

“Ti avrei voluta” è il tuo nuovo brano. Mi puoi raccontare qualcosa a riguardo(genesi, di cosa parla etc)?

Questo è appunto uno dei pochi pezzi di cui avevo già un testo, che avevo io lasciato da parte, in attesa che arrivasse il momento giusto per usarlo. Non sono mai riuscito ad affrontare una tematica sentimentale in cui io ero la persona più esasperata. Il pezzo parla appunto di una relazione voluta e cercata a tutti i costi ma che poi si trasforma in una relazione di disagio e di sbagli.

Come è stato collaborare con Marcello Geraci?

Io e Marcello ci conosciamo orami da tempo, e sono onesto nel dire che insieme all’altro nostro socio, Michael , credono tantissimo in me. Collaborare con lui vuole dire ricevere la verità o la critica in tempo reale, è molto preciso e ama molto quello che fa. Ho molta stima in lui (loro)

Quali sono le differenza tra “Ti avrei voluta” e i tuoi lavori precedenti?

In “Ti Avrei Voluta”, ho cercato di non avere filtri e di avere una scrittura più diretta e leggibile, più attuale, cosa che nei lavori precedenti facevo fatica a fare, era tutto più complesso e scritto di getto, ora sulla scrittura faccio molta più ricerca e lavoro.

Sei un rapper. Tra tanti generi musicali perché hai scelto il rap?

Non so cosa è stato di preciso, perché di musica ne ascoltavo già molta, però non mi è mai venuta la voglia di dire provo a farla, invece quando ho ascoltato le prime cose di rap ho subito detto, voglio fare anche io questa roba, mi piaceva il sound, i testi diretti, figo. La cultura hip hop aveva una storia bellissima e vita di strada, cosa che io senza farla vivevo già, poi era attenta al sociale, quindi mi sono innamorato.

Prima avevi il nome d’artista Sito. Perché hai cambiato?

Ci sono stati diversi cambiamenti molto importanti, anche diverse delusioni, ho fatto il punto della situazione e quando ho iniziato a fare le cose nuove che avevano un mood completamente diverso ho voluto lasciarmi tutto alle spalle e iniziare una pagina nuova.

Emergenza coronavirus, un momento surreale per tanti versi. Come stai vivendo questo periodo?

Rispetto all’inizio decisamente meglio, stiamo forse incominciando a vedere la luce in fondo al tunnel, quando invece tutto è scoppiato e siamo dovuti restare quasi tre mesi a casa bloccati, ho pensato che tutto quello che avevo fatto sarebbe andato in fumo. Vedere gli artisti grossi cancellare date e uscite di dischi non è stato una cosa felice, ho pensato è finito tutto.

Siamo in un mondo con emergenza economica, climatica e ora anche sanitaria. In questo mondo quale è il ruolo della musica?

Nel lockdown ci ha intrattenuti e divertiti, vedere artisti che sono stati capaci di farci distrarre un pò non è stato male. Ma sicuramente in questo momento dove si punta ad una manovra e una crescita economica, la cultura, la musica e lo spettacolo sono passati in secondo piano, peccato. Quando tutto ritornerà alla normalità la musica sarà di nuovo fondamentale. Per me lo è sempre stata.

Oltre alla musica che arti preferisci?

Più o meno tutta l’arte mi piace, mi piace il modo in cui oggi le persone si avvicinano al lavoro con la fantasia creando arte. Mi piace molto la moda, la pittura e la scultura. Avendo fatto il liceo artistico l’arte è per me importantissima.

Quale è la tua massima ambizione di artista?

Raggiungere il successo e la notorietà vuole dire avere fatto un percorso giusto, dove la tua musica è stata fatta bene e l’approccio con il pubblico è stato giusto. Mi piacerebbe potere fare solo musica nella vita, l’ho sempre voluto da qua do ho iniziato.

Con quale artista o band indipendente vorresti collaborare?

Il primo con cui mi piacerebbe collaborare è Fibra, è stato l’artista a cui mi sono maggiormente ispirato, forse troppo. Poi ce ne sono molti altri, tutti quelli che ascolto dal giorno zero, sono stati fondamentali per me e per la cultura hip hop in Italia.

Per finire, saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica….

Ciao a tutti gli amici di System Failure, andate ad ascoltare la mia musica, è reale, senza finzione e filtri. Ci si vede. Peace…

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