Intervista a Chrome Sky

Bentornati su system failure. A vostro giudizio come si è evoluto il vostro sound?

Siamo diventati certamente più duri e aggressivi. Più metal e meno wave

Avete pubblicato “Binary”. Ci parlate della genesi di questo album?

E’ nato per caso. Dopo parecchi anni che non facevamo più niente insieme, ho proposto a Mario di realizzare 1-2 brani nuovi di cui avevo bisogno per un evento specifico e da lì si è riaperto tutto.

Quali sono le differenze tra Binary e Artificial secondo voi?

Come ti dicevo prima, abbiamo minimizzato le influenze trance e wave e abbiamo amplificato le componenti metal e industrial. E’ una scelta definitiva? Non credo, cambieremo sempre a seconda delle circostanze.

Mario: Aggiungerei che BINARY è una creazione interamente nostra, mia e di Paolo. Dalla stesura alla sua pubblicazione in digitale. Su Artificial ha contribuito enormemente Daniele Grasso.

Che strumentazione avete usato per l’elettronica di Binary?

Un computer, una DAW, strumenti virtuali e la voce di Paolo.

Oltre la musica che arti preferite?

Paolo: Mi piace molto la narrativa ed in passato ho anche scritto qualcosa. Poi sono anche un fruitore felicemente ignorante delle arti figurative

Mario: Quelle che deliziano i sensi rimanenti.

Se la vostra musica fosse un film, un quadro, una città?

Paolo: Come film direi “Blade Runner” o “Matrix”, come città “First City”, la capitale dell’Impero Klingon di Star Trek. Come quadro non saprei.

Mario: Come quadro qualsiasi cosa di Bosch.

Come è collaborare con Ghost records?

Magnifico! Leandro è una persona fantastica ed un discografico molto competente e siamo contenti di come sta andando la promozione. Ma su questo fronte siamo fortunati, anche con la Dcave Records abbiamo avuto una bella esperienza per “Artificial” e siamo diventati grandi amici.

Come è il vostro live perfetto? Cosa non deve assolutamente mancare?

Paolo: Non è nei nostri piani immediati, un po’ per la natura digitale del nostro progetto ma soprattutto per il fatto che io vivo a Catania e Mario ad Amsterdam. Ma prima o poi troveremo una soluzione a questo

Secondo voi la vostra musica è più adatta al pubblico italiano o a quello straniero?

Decisamente ad un pubblico mittel- e nord-europeo. Con “Artificial” ci siamo dovuti fermare per causa di forza maggiore proprio alle soglie della promozione europea. Contiamo che vada meglio con “Binary”.

Per finire, salutate i nostri lettori e diteci qualcosa sui vostri progetti futuri….

Beh innanzitutto grazie ai lettori per essere arrivati fin qui. Spero che “Binary” vi piaccia perché abbiamo già il materiale per i prossimi due album. Seguiteci sui social!

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