Intervista a Chicco Allotta
Come ti sei avvicinato al mondo della musica?
Ho iniziato a suonare così tanto giovane da non ricordare. Chi mi conosce sa’, ho iniziato a prendere lezioni di pianoforte dai 6 ai 16 anni circa, dopo ho imparato dai garage, dai pubs, dalle jams private. Per assurdo in quegli anni c’era una scena musicale nascosta molto attiva.
Nel 2003 si è esibito in uno degli eventi nazionali più prestigiosi d’Italia, il Concerto del Primo Maggio a Roma, suonando davanti a 500.000 persone come membro della sua band originale, i Chiaramira. Cosa puoi raccontarci di questa esperienza?
E’ stato veramente strano, fino a quel momento non avevo mai suonato sicuro per una cosa pazzesca come piazza san Giovanni al primo maggio, indimenticabile. Per una fortunata coincidenza Beppe Fiorello ha ascoltato una nostra demo e gliel’ha passata a Rosario ….. that’s it !!!!!! Squadra indimenticabile, voglio ricordare il compianto percussionista e parte importante dei Chiaramira Guido Cipolla.
“Segundagenie” è il primo album da solista di Chicco Allotta and The Groovers. Puoi presentarlo ai nostri lettori?
E’ un EP di 6 tracce, 5 mie composizioni e una cover di un classico siciliano. E’ il mio viaggio musicale dal 1984 ad oggi, suona come un mix di cose identificabili e tutte diverse, nate spesso jammando e poi sviluppate. Ci tengo a precisare che il quartetto ha registrato”LIVE” in studio al TRPMusic di Riccardo Samperi.
Il disco propone un sound Nu-Jazz che fonde elementi Ethno, Jazz e Fusion, mantenendo un legame profondo con le radici siciliane dell’artista. Come hai elaborato il tuo sound?
Il mio sound è il mix di tutte le mie esperienze. La mediterraneità viene dai venditori ambulanti, ultimi cantanti non consapevoli che riempivano le mie strade da bambino. Ho studiato classica ma da sempre nel creare musica ho mischiato di tutto.
“Jungle ciuri 2.0”, un’operazione artistica audace…cosa puoi dirci di più?
Una fortunatissima jam session tra amici musicisti rimasta registrata, credo ho preso spunto per 4 o 5 brani solo da quella session. Si scherzava su un groove reggae in minore e ho iniziato, ispirato dal mio umore al momento, a cantare il ritornello del classico siciliano “Ciuri Ciuri ma con diversa scansione ritmica note e ritmo diverso. Da lì ho iniziato a dire in rime quello che poi è rimasto. E’ quasi un rap cantato nel bridge e il brano è caratterizzato da cambi di groove. Si parte reggae, evolve in jungle per poi passare alla fusion sulla coda solo di pianoforte, per poi esplodere di nuovo nella jungle fino al finale.
Il videoclip di “Jungle ciuri 2.0”. Dove è stato girato?
E’ stato girato quasi interamente mentre registravamo in studio in Sicilia, ai TRPMusic di Riccardo menzionato prima. Abbiamo realizzato delle “esterne” mentre ero in tour a Milano nella mia stanza al Leonardo Hotel.
Progetti per il futuro?
E’ davvero tutto in divenire, spero di venire a suonare per voi tutti dovunque.