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Intervista a BRENDA CAROLINA LAWRENCE

Benvenuta su system failure. Come è nata in te la passione per la musica?

È nata quando ero bambina! I miei genitori avevano uno stereo bello grosso in cucina e lo accendevano ogni volta che preparavano qualcosa. Così sono nate due mie grandi passioni: il cibo e la musica!

Sei stata corista per artisti del calibro di Zucchero e Tiziano Ferro? Cosa hai provato a lavorare con artisti di tale alto livello?

Ero ancora molto inesperta quando ho intrapreso questa carriera, ma mi ha insegnato tanto. Devo dire grazie a Cheryl Porter che mi ha visto qualcosa in me e dato questa opportunità. Ero sempre molto emozionata ma in particolar modo per Zucchero, perchè era un idolo in casa mia. Quando sono stata chiamata per i suoi concerti non ci credevamo.

Pop, soul, urban, hip hop: generi affini ma comunque diversi fra loro. Come hai elaborato il tuo sound e come riesci a fondere tali generi musicali?

In realtà è una cosa su cui non ho lavorato con il senno di poi, semplicemente scrivo. Se inizio a pensare come sarà, cosa farò, piacerà… Non scriverei più nulla. Cerco di buttare giù più idee possibili, di solito una strofa e un ritornello e poi scelgo le canzoni da portare a termine. Il risultato è una fusione di generi, generi con i quali sono cresciuta.

Hai partecipato a “The Voice of Italy” conquistando Gué Pequeno ed entrando a far parte del suo team. Come è stato lavorare con lui? Cosa ti ha lasciato di indelebile nella memoria la partecipazione a questo talent show?

Cosimo è molto esigente ma anche un grande insegnante. Ha fatto tanta gavetta e conservo ancora ogni suo consiglio prezioso. Il talent mi ha mostrato la macchina televisiva e come è esserne al centro. Fa un po’ paura e non si può lasciare nulla al caso. Un errore può essere fatale perchè in TV tutto deve essere perfetto, i giudizi del pubblico sono lame taglienti.

“The Voice of Italy”: un traguardo o un punto di partenza?

Nessuno dei due, una semplice tappa del mio percorso.

Abbiamo pubblicato il tuo singolo “Soy Maria”. Davvero impressionante a mio giudizio. Cattivo dal punto di vista sonoro e tanto incalzante. Come è nato? Come è stato collaborare con COSMOPHONIX?

Grazie mille! Beh Cosmophonix è sempre una garanzia! È una collaborazione iniziata quasi due anni prima del talent. Mi sono trovata benissimo con i fondatori sia dal punto di vista artistico che umano, entrambi fattori indispensabili per me. Stavamo stilando il programma delle prossime canzoni quando Max ha esordito dicendomi “abbiamo bisogno di un singolo estivo”. Mezz’ora dopo abbiamo registrato “soy Maria”.

Dove è stato girato il video di “Soy Maria”? Puoi dirci qualcosa a riguardo?

Il video è diretto dal talentuosissimo Peter Marvu. Penso ne sentirete parlare presto ovunque. L’abbiamo girato tra Cremona, Pieve d’Olmi e San Felice sul Panaro in provincia di Modena. Inizialmente dovevamo girare le prime scene in un campo da motocross, ma la sera prima aveva piovuto e ci siamo ritrovati sul posto senza sapere che fare. Siamo risaliti in macchina e nel tornare verso casa Peter ha visto un piazzale, abbiamo fatto inversione e le scene colorate le abbiamo improvvisate lì!

Quali sono le differenze tra “Catalogarmi” e “Soy Maria”?

La prima è piuttosto impegnata e malinconica. Appunto per la sua pesantezza ho voluto spezzare con un singolo leggero, perchè la musica serve anche a divertirsi.

Come prendono forma le tue canzoni? Parla del processo creativo alla base…

Non ho un solo modo di scrivere in realtà. A volte mi metto al piano e cerco un giro di accordi, altre volte scrivo una piccola poesia da cui prendono voce le note, altre volte ancora i miei produttori mi mandano una base e la riascolto per capire che vibes mi da e mi lascio semplicemente andare.

Da dove prendi ispirazione per i testi delle tue canzoni?

Da ciò che provo in quel preciso istante. A volte è difficile e non esce nulla, ma ci provo ogni giorno. Diciamo che l’essere lunatica aiuta in questi casi!

Come stai vivendo l’emergenza coronavirus? Quanto ha cambiato la tua vita?

Non molto in realtà. Non sono una che fa festa tutte le sere. Adoro dormire. Mi mancavano la palestra e la birretta con gli amici. La vera cosa che mi ha buttato in depressione, letteralmente, per qualche mese è stato il dover bloccare tutto con la musica. L’assenza di lavoro mi uccide.

Siamo in un mondo in emergenza climatica, economica ed ora anche sanitaria. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Rendere consapevoli le persone di quanto accade e riportare una ragione per vivere alle volte. Vedere tutte queste finte vite perfette sui social, alla tv… Creano un loop di paragoni, sia su noi stessi che sugli altri. Tolgono l’umanità alle persone. Penso sia compito della musica rimettere le persone al loro posto, vicino ai propri sentimenti profondi, alla terra.

Se la tua musica fosse una città a quale assomiglierebbe? E se fosse un film o un quadro? Oltre alla musica che arti preferisci?

Penso che ogni canzone assomiglierebbe ad una città diversa: “Stelle in the Night” sarebbe Roma, “Catalogarmi” sarebbe New York di sera. Mentre “Soy Maria” sarebbe Cuba. E lo stesso vale per le altre domande purtroppo! Amo l’arte visiva, la letteratura e la danza. Mi sto laureando in lettere che grazie al cielo prevede anche una competenza artistica e sto scrivendo un libro che spero di poter presentare presto!

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a chi sta muovendo i primi passi nel mondo della musica….

Non arrendetevi. Non abbiate paura di sbagliare e non preoccupatevi del giudizio altrui! Un bacione a tutti i lettori di system failure!

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