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Intervista a Ben.O.

Benvenuto su system failure. Ci puoi parlare del tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao a tutto lo staff di System Failure!“Nasco” musicalmente come chitarrista dei Crevice, una band alternative rock della scena milanese. Dopo il primo scioglimento della band, avvenuto nel 2014, decido di iniziare un percorso solista chitarra e voce, inizialmente suonando cover dei miei artisti preferiti e, successivamente, proponendo anche mie canzoni inedite. Per quasi 3 anni ho toccato con mano la bellezza dell’arte di strada, suonando nelle vie delle principali città lombarde. E’ stata un’esperienza artisticamente significativa e costruttiva, che consiglio a tutti.

Musica british rock. Perché questo genere tra tanti altri?

E’ forse la naturale esternazione degli ascolti che mi accompagnano da sempre e che mi hanno formato musicalmente. Da quando ho memoria ho sempre ascoltato ed apprezzato la musica e gli artisti d’oltre oceano. Riconosco che in Italia abbiamo sicuramente moltissima qualità dal punto di vista musicale, ma per qualche motivo a me sconosciuto le sonorità “estere” hanno sempre avuto un fascino irresistibile sulla mia persona.

Come prende forma una tua canzone? Parla del processo creativo alla base…

Tutto prende forma da una bozza chitarra e voce registrata tra i memo vocali del telefono. Nella quasi totalità dei casi nasce prima la musica e solo successivamente il testo. Nel mio caso, quindi, è quasi sempre il testo che si adatta alla musica ed alla melodia e non viceversa.

“How Long My Dear?”, il tuo nuovo singolo. Quale è la differenza con il precedente?

Sicuramente il senso di introspezione che volevo trasmettere con questa canzone. Ha un mood decisamente più malinconico rispetto a “Blind Love”, il singolo precedente.

“How Long My Dear?”: di cosa parla?

E’ un brano che parla del senso di lontananza e distacco che normalmente porta con sé la fine di una relazione.

“Blind Love”, registrato e prodotto negli studi di Horwurm di Milano. Come è collaborare con questo studio?

Fantastico! Ho avuto il piacere di collaborare con Gianmarco Grande e Camilla Capolla – un produttore artistico ed una songwriter della scena musicale milanese – che ho avuto la fortuna di conoscere ad un evento benefico musicale. Con loro mi sono trovato in sintonia sin da subito e sono stati fondamentali nell’aiutarmi a trovare una direzione sonora ben definita.

Quali sono i tuoi ascolti musicali?

Non riesco a trovare una linea comune negli ascolti che mi accompagnano da sempre. Son passato dal pogare ai concerti degli Alter Bridge ad emozionarmi durante i live di Adele. Tra gli artisti che sicuramente amo maggiormente direi: Damien Rice, Pearl Jam e Mumford and Sons.

In un mondo in crisi economica, climatica e sanitaria quale è il ruolo della musica?

Ho sempre riconosciuto alla musica la grande capacità di riuscire a trasformare le sensazioni di disagio legate a situazioni di crisi in qualcosa di emotivamente forte e comunicativo.

Come stai vivendo l’emergenza per il Covid-19?

Abbastanza bene. Sicuramente la musica ha contribuito notevolmente ad alleggerire la pesantezza del periodo di quarantena legato alla pandemia.

C’è un album o un ep all’orizzonte?

Allo stato attuale c’è un nuovo singolo in cantiere e sto lavorando al mio primo disco.

Per finire, saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica….

Ringrazio i lettori e tutta la redazione di System Failure. Passate a dare un ascolto al mio nuovo singolo e fatemi sapere cosa ne pensate! Ciao!