Intervista a Aura

Benvenuta su system failure. Come è nata in te la passione per la musica?

Grazie a voi dell’accoglienza! Non ho mai veramente sentito un’alternativa, naturalmente le mie scelte hanno preso questa direzione, sono sempre stata mossa da una pura curiosità di conoscere la musica e in particolare modo il pianoforte, le parole, la scrittura, il canto.

Chi sono i tuoi miti musicali? Ti ispiri al rap poetico italiano nei testi e alle sonorità indie pop francesi nei beats. Ci puoi parlare di questa particolare scelta stilistica?

Per quanto riguarda i miei riferimenti del mondo di oggi, mi ispiro al rap poetico italiano di artisti come Dargen D’Amico, Jovanotti, Mecna per quanto riguarda i testi mentre mi ispiro alle sonorità indie pop francesi un po’ nostalgiche degli anni ‘80.  Da sempre però, faccio indigestione di cantautori italiani e della loro poesia, mentre ballo la musica dance di anni in cui ancora non ero nata. Mi faccio ispirare da questi ascolti quando compongo testi e musica, perché mi ci sento vicina, i testi di quegli artisti mi fanno venire voglia di giocare con le parole, la musica francese e i richiami degli anni ‘80 mi fanno ballare ma ad una frequenza dove sono in grado anche di riflettere, il cantautorato italiano mi riporta a quando ho cominciato a scoprire la musica.

Di cosa parla il tuo singolo “Gondole”?

A volte i sentimenti e gli stati d’animo non scivolano con la leggerezza di una gondola sull’acqua dei canali, ma invece si trascinano nella stanchezza di notti passate a cercare vie d’uscita e nuovi equilibri, e le gondole sono le occhiaie nere delle ore insonni. Per lasciare andare un rapporto sfiancato e cercare di non graffiare quello che c’è stato “ho preso in affitto una parte di me, per scoprirmi un po’ meglio, per guardarmi da dentro”. “Gondole” suona come una canzone che puoi ballare, mentre nelle strofe mantiene uno spirito cantautorale. La produzione è animata e segue un beat pop dance anni ’80 con dei synth melodiosi.

In un mondo in crisi climatica, geopolitica e sanitaria qual è il ruolo della musica?

Secondo me il ruolo della musica è quello di ricordarci di non rimanere fermi, di muoverci, cercare lo slancio di fare, pensare, creare. Insomma di prendere nuove forme, anche facendo delle soste, ma non spegnersi mai.

Che ambizioni hai come cantante? Su quale palco sogni di suonare?

Come cantante ambizioni non molte, come cantautrice sogno di riuscire a raccontare il mio microscopico mondo e avere sempre la passione di farlo. Spero di non perderla proprio mai. Condividerla con gli altri è la ciliegia sulla torta, mi piacerebbe farlo proprio partendo dalla mia città, Trento.

Per finire, saluta i nostri lettori e parlaci dei tuoi progetti futuri….

Prossimamente usciranno nuove canzoni, sono molto felice per l’impatto che questo condividere sta avendo su di me e per questo sto lavorando al mio progetto di musica live. Mi godo questa fase, scrivo quanto posso e sono alla ricerca di un team con cui poterlo fare in condivisione. Sto esplorando modi di creare una musica che faccia muovere e che faccia cogliere cosa si muove dentro di noi. Vi ringrazio e ci ascoltiamo alla prossima canzone!!

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