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Intervista a Artisti del colore sociale

1)Benvenuti su System failure. Ci parlate del vostro percorso artistico fino a qui?

Simone: Artisti del Colore Sociale nasce nel 2014 quando io e Riccardo dopo qualche anno di amicizia decidiamo di unire la nostra passione per la musica, ognuno porta il suo background musicale che spazia dal Rap al Rock all’ Industrial senza disdegnare la Musica Elettronica in generale e qualcosa di Pop. Ci mettiamo quindi a sperimentare fin da subito questa fusione così ampia e ne esce il primo prodotto che è il brano Placebo ( di cui trovate un video su youtube ) da subito il risultato ci sembra convincente e decidiamo di buttare giù altre tracce, con molta spontaneità ed entusiasmo poco a poco prende forma il primo Ep omonimo ( rintracciabile in rete ) e le prime occasioni di suonarlo in giro, abbiamo da subito un discreto riscontro e capiamo che la dimensione live è molto importante per noi, ci da indubbiamente una spinta in più avere un pubblico, diventa uno scambio e dalle reazioni dello stesso, capiamo ed apprendiamo sempre meglio come muoverci e quale direzione prendere. Questa formazione rimane tale fino al 2016 quando Filippo entra ufficialmente nel gruppo dopo averci fatto sentire dei suoi arrangiamenti su alcuni nostri lavori, c’è una buona sintonia da subito e da al nostro Suond una certa completezza e maggiore impatto sia nella produzione che nelle esibizioni sui palchi. Cominciamo quindi a giugno 2016 a lavorare sull’Ep Adrenocromo che è appena uscito, un anno quindi di lavorazioni e modifiche per arrivare al prodotto finale, cerchiamo sempre di dare il massimo e siamo tre perfezionisti, vi lascio immaginare la difficoltà nel concludere, ma devo dire che siamo davvero soddisfatti!

2)Che musica ascoltate? Nominate 3 album che hanno segnato la vostra vita.

Simone: Ho ascoltato molto Rap Italiano da ragazzino, erano i tempi delle prime posse in Italia, ma in mezzo c’erano i Nirvana, i Radiohaed, i Korn, I Duft Punk, Rage Against the Machine, Chemical Brothers il Rap Americano ( Nas, Wu Tang..) etc etc. In ogni caso un Album per la vita su tutti, la mia base, quasi una Bibbia è “SXM” dei Sangue Misto. Poi metterei “Rage Against the Machine” dei Rage Against The Machine e “Temple of Boom” dei Cypress Hill..e ( sono anarchico faccio come me pare ) “Ok Computer” dei Radiohead ( non potevo non nominarlo ).

Riccardo: Ho ascoltato un sacco di colonne sonore dei film che guardavo in VHS quando ero ragazzo, mi hanno sicuramente influenzato molto. L’album che più mi rappresenta è sicuramente “The Fragile” dei Nine Inch Nails, poi “Ixnay on the Hombre” degli Offspring e “Mechanical Animals” di Marilyn Manson.

Filippo : Un po di tutto ma generalmente Industrial, Elettronica e Hardcore Punk, ma gli Album che mi hanno segnato sono indubbiamente “Black Album” dei Metallica, a seguire “Famous Monsters” dei Misfits e “Nevermind” dei Nirvana.

3)Come è nata in voi la passione per la musica?

Simone: Da bambino i miei genitori mi hanno riempito di cassette da ascoltare, dai The Beatles a Franco Battiato, passando per i Nomadi o Guccini o addirittura Jean Michel Jarre il tutto mischiato alle favole in cassetta, questo creava un mondo onirico all’interno del quale passavo i miei pomeriggi in camera. Poi guardavo Deejay Television in Tv e chiaramente mi si è aperto un Mondo, ricordo ancora di essere rimasto paralizzato davanti al video dei Duran Duran “Wild Boys” o “Bad” di Michael Jackson.

Riccardo: E’ stata una necessità, poi è diventata una passione, quando ho avuto nelle mani la mia prima tastiera ( una Yamaha del cazzo che ebbi in cambio di una bmx rotta ) riuscivo ad entrare in una dimensione al di là della realtà, fatta di buio e luce in alternanza…

Filippo: E’ nata prima che iniziassi a camminare. Mio padre è un batterista e fin da piccolo mi ha coinvolto con questa passione. Poi verso i 15 anni ho approfondito la cosa e ho iniziato a suonare la chitarra elettrica, cercando di riprodurre brani classici dell’Heavy Metal anni ‘80 ad orecchio. Inutile dire che mi venivano veramente da schifo.

4)E’ in uscita il vostro disco “Adrenocromo”. Dove è stato registrato? Avete trovato difficoltà nella registrazione? Qualche particolare aneddoto da raccontare?

Adrenocromo è stato registrato all’Untouchable Woman Studio di Senigallia con David Lenci ( fonico dei Verdena ) il tutto è durato svariati giorni tra registrazioni e post-produzione, un aneddoto che posso raccontarti è che fuori dallo Studio alla fine c’erano talmente tante bottiglie di birra vuote che per portarle via abbiamo dovuto chiamare una ditta di pulizie con tanto di muletto ( haha scherzo ). Ci siamo trovati discretamente anche se c’è stato qualche problema di “scelte”.

5)Ci parlate della genesi di questo disco?

Simone: Il nostro processo creativo si sviluppa nella stanza prove dove abitualmente ci ritroviamo, quasi sempre il tutto parte da un riff di chitarra o qualche nota di piano o synth, diciamo che difficilmente seguiamo un concept vero e proprio per partire, da li io comincio a buttare giù il testo a volte in modo frenetico, come fosse un esigenza, e come per magia ( è davvero una sorta di magia ) il tutto comincia a prendere forma, oguno di noi tre incasella questa energia e il brano prende vita, io comincio a cantarlo, a volte ad urlarlo, mi esprimo in questa maniera perché è davvero così, qualcosa di molto potente e spontaneo. Una volta buttate giù le linee guida ci fermiamo, facciamo un respiro e cominciamo a “sgrossare” o ad aggiungere. Si cerca un equilibrio e si ripete in sala prove molte volte il brano prima di andarlo a registrare in Studio, spesso lo proponiamo live ancora prima di averlo inciso, questo ci da un importante feedback. Così è nato Adrenocromo, siamo arrivati in studio di registrazione ben preparati, quindi anche questa fase molto importante è stata affrontata in maniera fluida. Per quello che riguarda il mixaggio e poi il mastering del disco ci siamo trovati un po in difficoltà per varie ragioni riguardanti più che altro scelte stilistiche, per questa ragione stiamo cercando di attrezzarci e prepararci a seguire e produrre i nostri lavori dall’inizio alla fine, comprese le delicate fasi di mix e mastering.

6)Quale traccia preferite e perché?

Simone: Una sola non riesco a dartela, direi “Formaldeide” e “Adrenocromo” per l’Energia sprigionata, mi da carica e sicurezza cantarla.

Riccardo: “Filter”. Mi piace troppo suonarla!

Filippo: Indubbiamente “Formaldeide” a cui sono legato profondamente, anche perché è il brano che mi ha dato la possibilità di unirmi al Gruppo.

7)Ci dite qualcosa della cover del disco?

Riccardo: La Copertina l’ho curata io stesso. L’Opera che vedete è stata scolpita dalla mia amica Artista Ambra Lorito, il progetto si chiama Ermes ed è una scultura sonora, quando mi ha detto questa cosa ho risposto subito: “fico! La voglio usare come copertina del nostro disco!!”, anche perché il suo Design è davvero accattivante ( la mia passione per i chiodi è evidente a tutti quelli che mi conoscono ) e mi piaceva anche il fatto che Ermes è il messaggero degli Dei.

8)Quale è il messaggio che volete portare con la vostra musica?

Simone: Domanda molto difficile questa, come ho scritto io butto giù i testi di getto, in maniera molto spontanea e senza pensare troppo a cosa dire. Credo che poi il messaggio che esce sia una somma di esperienze, dolori e gioie della mia vita ( credo che sia più la sofferenza a darmi ispirazione, anche se c’è un prezzo da pagare va bene così ) più quello che osservo tramite la vita reale vissuta e quella che vedo sui social network o nei telegiornali. Mi preme passare il messaggio che ancora oggi nel 2018 in mezzo a tutta questa musica di plastica, riciclata, in mezzo a tutta questa banalità ci sia ancora qualcuno che prende sul serio quello che fa, che cerca di non essere mai scontato, o troppo palese e comprensibile, credo che ci voglia più di un ascolto per tentare nel mondo Artisti del Colore Sociale. Continueremo a fare Musica esattamente come vogliamo senza compromessi commerciali, anche questo è un messaggio che spero traspaia dai nostri brani.

9)Che strumentazione usate per l’elettronica?

Riccardo: In Produzione uso il mio Pc portatile con performance all’avanguardia ( se fossimo nel ‘98 LOL ). Ableton Live, Tastiera M-Audio, un controller MS-20 e le mie chitarre, una Ibanez RG e una chitarra simile alla Les Paul della Soundsation. Per i suoni uso i miei VST come Massive, Gladiator e affini. Adoro creare suoni e stravolgerli, glitcharli quasi a distruggerli. Le parti di Drum le scrivo in midi con il drum rack.

 

10)Cosa bolle in pentola per Artisti del colore sociale?

Simone: Ora quello che ci preme è spingere il prodotto appena uscito, appunto Adrenocromo con date ed un Video Ufficiale che uscirà molto presto. Sicuramente non tarderemo a tornare in Studio per registrare il Nuovo EP che sarà il secondo di tre che rilasceremo in brevi periodi. Quindi preparatevi perché volenti o nolenti sentirete parlare della nostra Musica!

11)Con quale band indipendente vorreste collaborare?

Ti nomino i Masstang, non solo perché li conosciamo e ci è già capitato di condividere il palco, ma perché sono proprio bravi, potenti e indipendenti come piace a noi.

12)Su quale palco sognate suonare?

Simone: Mi piacerebbe un sacco suonare al Leoncavallo di Milano.

Riccardo: Alcatraz, Milano.

Filippo: Al VidiaClub, Cesena.

13)Per finire, un consiglio ad una band emergente che sta muovendo i primi passi nel mondo della musica….

Ragazzi cercate di essere Creativi non di costruire un prodotto a tavolino che vi faccia guadagnare dei soldi in maniera fine a se stessa ( non è sbagliato puntare ai sodi ma… ) cercate di curare la vostra immagine si, ma senza diventare solo quello, vittime di quello. Fate musica come vi pare e piace, senza troppi compromessi e divertitevi, potrete farlo tutta la vita non ci sono limiti.