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Intervista a Apatia

Benvenuti su system failure. Ci presentate in poche righe il vostro progetto musicale?

Apatia è un progetto musicale che nasce dall’esigenza di comunicare un determinato stato d’animo, ha la speranza di saper guidare l’ascoltatore in un viaggio nel malessere che, spesso, molti di noi provano e che, troppo spesso, non trova nome.

Come è nata la passione per il black metal? Perché questo genere?

Il black metal non è tanto una forma musicale quanto, piuttosto, un modus vivendi. Esprimere determinate emozioni attraverso una qualsivoglia forma d’arte spesso diviene difficile se non si utilizzano determinati canali e il black metal è quello che si avvicina di più alle emozioni che il progetto vuole comunicare.

Perché il nome Apatia?

Il nome Apatia rappresenta l’agognato traguardo, l’unico modo per smettere definitivamente di soffrire. L’assenza di emozioni è, si, una condanna ed è vista ,nella nostra cultura, come una terribile rinuncia, per alcuni però è un obbiettivo, un traguardo, in quanto l’assenza di emozioni significa anche l’assenza del dolore e, quando il dolore è un peso troppo grande da portare, si è disposti a sacrificare ogni emozione pur di trovar sollievo.

Come nasce una vostra canzone? Parlate del processo creativo alla base….

Il processo creativo alla base di ogni composizione è del tutto nuovo ogni volta, non c’è un ordine prestabilito. A volte si parte da un testo, altre dalle chitarre o dagli altri strumenti, altre ancora da un’immagine, un dipinto, il vento, la pioggia, lo sguardo di qualcuno incrociato per strada. Apatia rappresenta ogni lato infelice, deluso e stanco di questo mondo e per questo prende ispirazione ovunque, senza ordine. Le composizioni ed i testi emergono da soli quando un animo ha bisogno di gridare.

Come è collaborare sia con Christian Castorina che con Il Grido – Incisioni Sonore, sua “creatura”?

La collaborazione con Christian Castorina, a livello artistico, è stata molo utile perché ha permesso di riuscire ad esprimere in modo più mirato ed efficace determinate sensazioni, grazie soprattutto alla sua esperienza nel ramo artistico e della produzione musicale. Lavorare con “Il Grido – Incisioni Sonore” è la prospettiva perfetta per il progetto Apatia perché ne condivide lo spirito di autoproduzione e l’attitudine anti-commerciale; attitudine di cui secondo me il black metal necessita e che, purtroppo, salvo poche eccezioni, sta andando perdendosi.

Abbiamo recensito “Prima Forma Indefinita”. Ci presentate questo lavoro? Di cosa parlano i testi? Cosa rappresenta l’artwork del disco?

L’artwork cerca, come tutto l’album, di comunicare uno stato d’animo: Il bianco e nero, l’ambientazione delle fotografie, ed il fotografo Andrea Stoppa hanno contribuito a rendere al meglio, in forma visiva, l’atmosfera che l’album vuole creare.

C’è una canzone che preferite di “Prima Forma Indefinita”? Perché?

I componimenti sono complementari uno all’altro, quindi non posso affermare di averne uno che preferisco in particolare. Abbiamo scelto di mettere in evidenza su Bandcamp “Non Titolata” perché credo sia il pezzo che riesce a rappresentare in modo migliore l’intero album, ma non penso possa venir considerato diversamente da tutti gli altri capitoli di Prima Forma Indefinita.

Quali sono i vostri modelli black metal? Chi vi ispira di più?

L’ispirazione nasce da molti progetti artistici presenti nella scena black metal e non ed, al contempo, non prende direttamente da nessuno di essi. Le idee provengono direttamente dalla necessita del puro sfogo personale sulla base di numerose emozioni del tutto intime. Senza presunzione alcuna, le composizioni cercano di essere puramente loro stesse, senza ispirarsi a nulla di già scritto da altri.

Siamo in piena emergenza coronavirus. Quanto vi ha danneggiato?

L’emergenza Coronavirus non ci ha danneggiato molto perché, fortunatamente, le registrazioni e il missaggio sono stati fatti prima del 2020, per quanto riguarda il resto del lavoro, siamo riusciti a ritagliarci del tempo prezioso per occuparci di tutto, ed essendo l’album auto-prodotto, posso affermare che l’attuale pandemia ci ha ostacolato meno di quanto si potrebbe pensare.

In un mondo in crisi climatica, economica e sanitaria quale è il ruolo della musica?

Il ruolo cha la musica ha in un mondo in piena crisi è quello di esprimere pura emotività. Al pari di altre forme d’arte, la musica ha il compito di far si che in un mondo in ginocchio, le emozioni umane vengano ancora comunicate, che le persone siano ancora capaci di ridere, di piangere e di gridare indipendentemente dalle condizioni in cui versa la società.

Con quale band emergente o famosa vorreste collaborare?

Non sento la necessità di collaborare con qualsivoglia band emergente o famosa che sia. Ciò non esclude a priori delle collaborazioni con qualcuno in futuro, ma per il momento non ce n’è bisogno.

Oltre la musica quali arti vi appassionano?

Ogni forma d’arte, se fatta nel modo giusto e se riesce a comunicare merita da parte mia delle attenzioni, su tutte però i dipinti sono forse quella che preferisco. Io stesso amo prendermi del tempo per cercare di trasportare su tela determinate sensazioni che provo, il più delle volte in forma astratta.

Se la vostra musica fosse un libro, un quadro o un film quale sarebbe?

Esistono molti quadri, libri, film che possono potenzialmente creare atmosfere simili a quelle che Apatia propone ma non mi sento nella posizione di poter dire quale opera ci riesce. Ogni prodotto artistico evoca nello spettatore una sensazione unicamente personale e non credo giusto associare in qualsiasi modo Apatia a qualsivoglia dipinto, film o libro.

Progetti futuri?

Per il momento “Prima Forma Indefinita” rimane l’unico prodotto. Nel futuro, se ci sarà un’altra necessità di sfogo, vedremo in che modo farla venire al mondo.

Per finire, salutate i nostri lettori e date qualche indicazione a qualche band che sta muovendo i primi passi nel mondo della musica…

Ciò che posso dire è che spero che Apatia sia riuscito a comunicare nel modo giusto con gli spettatori, facendo capir loro le potenzialità creative che ha la sofferenza in sé. L’unico consiglio che mi sento di dare a chi muove i primi passi nel mondo della musica è di utilizzare quest’ultima per esprimere sé stessi, ciò che si prova e che, spesso, a parole non è descrivibile. La musica è un mezzo, l’arte vera è nell’emotività.