Intervista a Andrea Bartolini dei Blue Drama

Benvenuti su system failure. Come vi siete conosciuti?

Andrea: Io e Mario Assennato ci siamo conosciuti nella Firenze rock dei primi anni ’80, terreno fertile per una imperante scena musicale dominata dalla New Wave ma anche per un sottobosco di appassionati di Hard & Heavy che avevano un loro circuito fatto di locali, di ritrovi e di bands. All’interno di questo circuito ci siamo conosciuti e nel 1984 abbiamo cominciato a suonare insieme fondando i Machine Messiah con cui abbiamo suonato fino al 1991, da allora a più riprese abbiamo continuato a suonare insieme in vari progetti (Devil’s Mojito, Mantra) e qualche fugace reunion della nostra prima band, contemporaneamente abbiamo ognuno per conto proprio suonato in altre band, per lo più cover e tributi, fino a che nel 2017 abbiamo fondato i Blue Drama.

Come è nata in voi la passione per il rock?

Andrea: Per me ma penso di poter parlare anche per Mario, il rock non è solo passione, il rock, la musica per noi è vita, è l’aria che respiriamo. Come sia nata questa passione questo bisogno non è facile da dirsi, io fin da piccolo ero un appassionato di colonne sonore e sigle tv, piano piano complici anche alcuni 45 giri ereditati dai miei genitori mi sono accostato a qualche nome internazionale, ma è stato il primo album dei Beatles che mi è capitato fra le mani, la raccolta blù 1967-70 uscita nel 1973 che mi ha dato la sveglia, quelle melodie mi risuonavano in testa già familiari, qualcosa che inconsciamente le mie orecchie già conoscevano, da li ho cominciato ad esplorare a 360 gradi, prog, punk, new wave metal, disco, cantautori elettronica e ho cominciato ad affinare i miei gusti, con l’incidente di percorso di divenire nel corso degli anni un avido collezionista di dischi.

Chi sono i vostri miti musicali?

Andrea: Facile, The Beatles, Kiss, Ramones, Status Quo e qualche altra decina di bands. Per lo più degli anni ’70 e ’80 !!!

Con quali artisti del passato o del presente vorreste collaborare?

Andrea: A parte desiderare di essere il bassista di almeno una ventina di gruppi fra i miei preferiti e continuare a fare musica con Mario Assennato, mi piacerebbe fare un album con Paul Collins (The Nerves, The Beat)

“La giostra”. Potete presentare questo primo album ai nostri lettori?

Andrea: Si tratta di una raccolta di canzoni, non abbiamo deciso niente a tavolino ma solo lasciato che le canzoni venissero fuori nel modo più spontaneo e sincero possibile, su alcune abbiamo dovuto lavorarci un po’ di più perché alcune soluzioni non ci convincevano, ma stiamo parlando di arrangiamenti, le storie raccontate, le melodie come sono arrivate in sala prove sono state sempre mantenute inalterate, nel tentativo di proporre qualcosa che ci rappresentasse il più possibile.

Quale canzone preferite di questo primo album e perché?

Andrea: Veramente difficile rispondere, infatti scegliere 10 canzoni per l’album fra tutte quelle registrate è stato veramente duro, comunque “Quello che non sai”, “La giostra” e “Divina antinomia” sono fra le mie preferite principalmente per la botta di adrenalina che mi arriva nel suonarle.

Avete girato l’Italia in lungo e in largo con varie band. Ci potete parlare di un live o di un aneddoto che è rimasto indelebile nella vostra memoria?

Andrea: Ce ne sono accadute di cose e sicuramente ognuno di noi ha qualche momento indelebilmente stampato nella memoria, ma diciamo che siamo qui, nonostante gli anni già passati a macinare musica per crearci dei nuovo ricordi e quindi ti rispondo che fra qualche tempo spero di raccontarti qualche aneddoto accaduto ai Blue Drama,,,,

Il Rock è come un lungo fiume sulle cui sponde si trovano porti con nomi e lingue diverse, come letto dal comunicato. Potete commentare queste parole?

Andrea: Beh fin dall’antichità la civiltà si è sempre sviluppata intorno ai corsi d’acqua, il fiume del rock sicuramente nel suo lungo tragitto ha contribuito a far nascere molte comunità uguali e differenti al tempo stesso, un appassionato di musica, nei suoi anni di formazione musicale si trova davanti a una mappa con nomi differenti segnati intorno e lungo questo grande fiume che si dirama, anche nutrendo altre comunità. Mi piace pensare che il vero appassionato, come noi abbiamo fatto a nostro tempo visiti, in senso figurato, questi vari punti sulla mappa imparandone il linguaggio e la storia, a seconda della propria personale inclinazione quindi, qualcosa, in misura minore o maggiore, di tutti questi luoghi ti rimarrà addosso e contribuirà a formare la tua personale sensibilità musicale e i tuoi gusti.

Riuscite a bilanciare la vostra carriera artistica con la vostra vita?

Andrea: Mah, non so se quello che abbiamo si possa considerare una carriera artistica, da sempre ci destreggiamo fra quello che rappresenta la nostra vita di tutti i giorni e questa seconda vita che ci accompagna da 40 anni, ma non ci preoccupiamo di bilanciare questi due aspetti perché per noi è naturale viverli al massimo entrambi onorando sia i nostri impegni che la nostra passione.

Come è collaborare con Ghost Record?

Andrea: Si tratta di una collaborazione recente ma che è nata subito sotto buoni auspici, contraddistinta da grande disponibilità e chiarezza da entrambe le parti, siamo contenti e intenzionati a proseguire su questa strada con Ghost Record Label.

Per finire, salutate i nostri lettori e parlate di qualche vostro progetto futuro anche se non imminente….

Andrea: Salutiamo con piacere i lettori di System Failure, al momento il progetto principale è promuovere il nostro disco con tutti i mezzi, soprattutto suonando dal vivo compatibilmente al momento che stiamo vivendo, colgo l’occasione per annunciare che stiamo lavorando sul nostro live set insieme al nostro nuovo batterista Marco Casalini che da pochissimo ha preso il posto di Massimo D’Amico che recentemente ha lasciato la band per motivi di carattere personale. Marco è entrato con entusiasmo nella band con lui presenteremo dal vivo il disco a partire da febbraio 2022.

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