Intervista a Alessandra Rugger

Benvenuta su system failure. Come ti sei appassionata alla musica?

La musica è sempre stata presente nella mia vita fin da quando ero nella pancia di mia madre, che assisteva alle prove della band in cui il mio papà suonava il basso. Si sentiva spesso musica a casa mia, è il sottofondo di tanti ricordi felici che ho passato con la mia famiglia, e forse questo legame è dovuto proprio a questo imprinting che c’è stato fin da piccola. Crescendo mi sono appassionata al canto, poi alla “voce” in tutti i suoi aspetti da quello emotivo a quello fisiologico e anatomico, la trovo uno strumento affascinante e meraviglioso.

Protagonista femminile nel recital “Jesus Christ Superstar” con la compagnia Reversal Simmetry. Ci parli di questa esperienza? Cosa ricordi di bello?

È stata un’esperienza diversa, e un approccio abbastanza nuovo per me che non avevo molta esperienza nella recitazione. “Jesus Christ Superstar” è un capolavoro, intenso e carico come pochi altri musical, avevo una grossa responsabilità, ma è stato bello mettersi alla prova ed è stata per me un’esperienza molto formativa ed emozionante, abbiamo avuto occasione di portarlo in scena su alcuni dei palchi rock più importanti della capitale.

“Vince il premio “Incanto” per il miglior arrangiamento e la migliore performance”, come leggiamo dal comunicato. Che emozioni hai provato nel ricevere questa onorificenza?

Quella sera decidemmo all’ultimo momento di presentarci all’Asino che Vola con il mio allora chitarrista Gianluca Pagliaricci. Fu una sorpresa inaspettata e quindi ancora più bella, ricordo che facemmo “Amelie” e “Sale”, due brani del primo disco, con voce chitarra e loop station. Bella atmosfera, bella gente e, come è magnifico che sia in queste situazioni, tante persone che hanno voglia di ascoltare della musica nuova ed originale, uno scambio bellissimo.

“Settembre”. Ci parli della genesi di questo progetto?

Io suono la chitarra da autodidatta e ricordo che in quel periodo avevo da poco studiato due brani di Joni Mitchell, “Big yellow taxi” e “Both sides now”, entrambi con l’accordatura aperta in re, ero in salone sul divano di casa e suonandole in loop ad un certo punto iniziai a cantare una melodia tutta mia e a provare posizioni diverse in quell’accordatura. Il testo venne dopo, ero in treno di ritorno da Frosinone probabilmente, ed era un tardo pomeriggio di fine estate, ecco perchè “di tanto in tanto una stazione” e “fuori le ombre come alti giganti stesi a prendere il sole”. Penso che musica e treno siano un mix “letale” per la creatività… quantomeno la mia…e spero lo troviate un bene ascoltando il branoX)

“Settembre” e le altre tue canzoni. Quale è il filo rosso che le unisce?

mm…devo pensarci, in realtà questo brano è un salto verso altri lidi per diversi motivi: in primis è il primo brano che ho scritto voce e chitarra, quelli antecedenti sono venuti fuori sempre piano e voce. Poi per quanto riguarda l’arrangiamento, per la prima volta, mi sono affidata ad un producer, per dare una veste più elettronica ed “attuale” al brano. Penso che sia uno dei brani più “sinceri” che abbia scritto fino adesso, e rappresenta per me una svolta nell’elaborazione del rapporto con mio padre.

Il tuo primo album è “Intanto dentro un circo”. Di cosa parlano le canzoni di questo album?

Le tematiche sono varie, proverò a spiegarvelo con qualche gioco di parole:“Intanto dentro un circo”, è quello che accade nel “mio tendone” mentre la vita frenetica delle persone va avanti: c’è la storia di una funambola ed un Clown che si innamorano, un “elefante e un ragno”scoprono di avere l’uno bisogno dell’altro, c’è la piccola “Amelie” e una partita di “scacchi” in corso. Nel mio tendone “prima o poi” bisogna prendersi cura dalla felicità, lasciarsi trascinare “in volo” dal “vento”, perdersi nelle cose piccole e saper assaggiare il “sale” della vita.

Oltre la musica che arti preferisci?

L’arte del cucinare dolci vale?, mi piace mischiare e sperimentare in cucina, probabilmente nella mia vita passata ero un po streghetta X)

Se la tua musica fosse una città, un libro o un quadro?

Se la mia musica fosse una città sarebbe Roma, assolata e ottimista ma anche malinconica e inguaribilmente romantica, se fosse un libro sarebbe “Alice’s Adventures in Wonderland” di Lewis Carroll, se fosse un quadro sarebbe la “Notte Stellata” di Van Gogh perchè è il mio quadro preferito.

Quale è la fonte di ispirazione per le tue canzoni?

A volte l’osservazione della realtà altre l’immaginazione e la fantasia.

Come è collaborare con LaPoP?

Mi sento molto fortunata, ho l’opportunità di collaborare con La Pop ormai da diversi anni e mi sono sentita sin da subito accolta ed ascoltata, è un rapporto sinergico e costruttivo che spero durerà ancora molto a lungo!

Per finire, saluta i nostri lettori e parlaci di cosa bolle in pentola per Alessandra Rugger…

Intanto un’altra bimba(sono già mamma di un bimbo bellissimo di 4 anni), che nascerà tra qualche giorno e che non vediamo l’ora di conoscere, poi musicalmente parlando, sto scrivendo il prossimo disco, ho diversi brani nuovi che non vedo l’ora di farvi ascoltare. Non vedo l’ora di tornare a suonare dal vivo mi manca moltissimo e presto ci sarà sicuramente occasione! Vi tengo aggiornati tramite social, promesso!

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