Intervista a AKU BOY
Aku Boy. Perché questo nome?
Perché amo il Giappone: la cultura nipponica, gli anime, i manga e il modo in cui raccontano le storie. Il nome viene da Haku, il personaggio de La città incantata del maestro Miyazaki. Haku è il Virgilio della protagonista, un drago rimasto intrappolato in quel mondo perché ha perso la consapevolezza di sé e non ricorda più chi è. Mi ha colpito proprio questo: si resta intrappolati quando si perde se stessi. E in quel mondo, come nel nostro, succede a tutti.
Perché hai scelto di fare il cantautore? Perché non un altro genere musicale?
Secondo me il cantautore non è un genere musicale. Scrivi nel modo in cui ti viene, con il tuo stile, ma poi puoi andare sopra qualunque genere. Non sei limitato. Anzi, parlare di limiti nella musica mi sembra un ossimoro: è più facile trovare un fuoco di ghiaccio che un cantautore che si chiude in un genere solo.
Quanto è importante la spontaneità come pure la creatività nel processo creativo?
Per me la spontaneità è tutto. Se la cerchi troppo, diventa artificiale. Melodia e testo li butto giù al primo ascolto, e quando sento che sto forzando mi fermo e faccio altro. La creatività invece entra dopo, quando si costruisce il suono: sul mix divento molto più minuzioso e curo ogni dettaglio.
Talento e studio. Come si devono intrecciare in un artista?
Il talento ti dà l’idea, lo studio ti permette di portarla fino in fondo. Io la vedo come uno sportivo: nessun atleta si allenerebbe con convinzione senza un obiettivo. Lo studio è l’allenamento, il palco è la gara. Uno senza l’altro non basta.
“Non è facile” è il nuovo singolo di Aku Boy. Lo puoi presentare ai nostri lettori?
È un brano pop intimo e malinconico sulla difficoltà di lasciarsi alle spalle una storia importante. È nato dal pianoforte di Valerio Calisse: su quelle note il testo è uscito da solo. Solo rileggendolo ho capito che stavo raccontando la storia di due miei cari amici. È una canzone per chi continua a guardarsi indietro, perché certi legami mettono radici e non si sradicano da un giorno all’altro.
Cosa bolle in pentola per Aku Boy?
Non pianifico a tavolino, preferisco che le cose arrivino quando devono arrivare. Posso dirvi però che sono in studio e che quello che sto facendo mi piace da impazzire.