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>>In 5 anni si sono persi oltre 600.000 posti di lavoro

Secondo la CISL in 5 anni si sono persi oltre 600.000 posti di lavoro. Le ore di cassa integrazione dal 2007 al 2011 sono aumentate di oltre il 300%. I disoccupati sono sempre di più come anche i cassintegrati. Secondo la CISL in 5 anni si è perso il 10% della base industriale. Dati allarmanti dovuti alla crisi economica mondiale e a cui ancora non si cerca di porvi rimedio.

Secondo la CISL: “è impensabile una crescita futura senza rimettere al centro i temi industriali”.

La CISL propone una serie di azioni da discutere con governo e parti sociali, tra cui sbloccare le infrastrutture incagliate, sostenere il Mezzogiorno, risollevare il settore edilizio e rendere più attrattiva l’Italia per gli investimenti dall’Estero.

Questa situazione critica ha bisogno di una “scossa”, di riforme drastiche ed energiche: bisogna riportare l’Italia sulla via della crescita, bisogna avviare pianificazioni atte al rilancio della produzione.

Innanzitutto bisogna puntare sui giovani che sono senza lavoro e senza un futuro: essi non sono un peso ma sono il “motore” dell’eventuale crescita futura.

Inoltre bisogna puntare ad una redistribuzione del reddito verso quelle fasce della popolazione che hanno maggiormente “sofferto” nella crisi economica attuale e verso i salari dei lavoratori i quali negli ultimi decenni hanno perso sempre più potere d’acquisto.