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>>Il partito dei “non elettori”

Sono circa 14 milioni gli elettori indecisi o che dichiarano di non voler andare a votare.

Una quota di “non elettori” che è cresciuta molto di recente per il crollo del governo Berlusconi e per i vari scandali che hanno travolto l’intera classe politica italiana e non da dimenticare i danni portati dalla crisi economica e la “penitenza” imposta dalle misure di austerità e rigore.

Una quota di elettori disponibili che deciderà l’esito delle prossime elezioni politiche: oltre al partito di Grillo altri movimenti nascenti cercheranno di intercettare la delusione e lo scoramento di tanti elettori come ad esempio “Italia Futura”di Montezemolo, “Fermare il declino” di Oscar Giannino e la neonata lista “3L”di Giulio Tremonti. Oltre ai suddetti si propongono anche Casini e Fini con una lista che appoggia “Monti” e si attende anche una “fondazione” di un “nuovo PDL” dopo la richiesta di azzeramento totale annunciata sia da Berlusconi, da Alfano come da altre “figure di spicco” del PDL. Oltre a ciò anche in rete molta gente si mobilita per la creazione di nuovi movimenti e liste civiche.

Quindi un panorama confuso e caotico che promette tante novità per le prossime elezioni politiche: tanti elettori “sono in cerca di una casa da abitare”, sono in cerca di “autori” che “diano voce” e rappresentanza al loro disagio, alla loro rabbia, al loro malcontento.

Siamo di fronte alla nascita di quella che è stata già più volte definita “Terza Repubblica”: la seconda sarebbe finita con il crollo del governo Berlusconi e la prima con Tangentopoli e il crollo del muro di Berlino.

Perciò come in altri momenti storici “salienti” della politica italiana siamo di fronte ad una svolta epocale, un momento “particolare”, un momento decisivo per l’Italia del futuro, un Italia moderna rigenerata e rinnovata(si spera) dalle nuove formazioni politiche.

Il compito delle nuove formazioni politiche, dei nuovi interpreti della politica sarà quello di guidare l’Italia verso un processo di rinascita culturale, economica e sociale, una “resurrezione” da un declino che va avanti da troppo tempo.