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>>Il “lutto” della democrazia e della partecipazione elettorale e politica

Nelle elezioni amministrative del 2013 l’affluenza alle urne è crollata al 62% e per quanto riguarda Roma a circa il 50%. Quindi il partito dell’astensionismo cresce ancora e risulta primo partito in Italia. La delusione di tanti cittadini italiani li ha ancora una volta allontanati dalle urne: indignazione, rabbia, malcontento, scoramento e tanto altro ancora non fanno altro che allontanare i cittadini dalla politica e dalla partecipazione elettorale.

La scarsa partecipazione alle urne non è che un’altra conferma della condizione di postdemocrazia in cui si vive in tanti paesi occidentali già da tempo: un condizione di postdemocrazia dove la politica è un “suddito” dei “poteri forti”, delle banche, dei mercati, della finanza etc., una condizione di postdemocrazia che implica naturalmente una condizione di “democrazia sospesa”, di “morte della democrazia” che nelle elezioni amministrative di cui stiamo parlando, per esempio, vediamo che si esprime nella scarsa partecipazione elettorale.

Quindi una politica che non rappresenta i cittadini, una politica che “va contro” i cittadini togliendo loro diritti, beni comuni e servizi a vantaggio delle lobbies, delle multinazionali e dei poteri forti.

Detto questo la politica e le elezioni sembrano un “gioco vuoto ed inutile” agli occhi di tanti italiani che preferiscono “restare a casa” e negare un loro “sacrosanto” diritto, ossia il diritto di scegliere i loro rappresentanti.

Quello che stiamo vivendo già da tempo è il “lutto” della democrazia e della partecipazione elettorale e politica: un lutto triste, malinconico, grigio, senza uscita, almeno per adesso.

Per uscire da questo “gorgo malefico” in cui siamo finiti c’è bisogno di partecipazione alla cosa pubblica, c’è bisogno di democrazia diretta, c’è bisogno della difesa dei beni comuni, c’è bisogno della condanna dei politici che si presentano con le solite promesse, c’è bisogno di un cambiamento radicale e rivoluzionario che tanti cittadini italiani auspicano già da tempo.