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>>Il fenomeno delle sottoculture

E’ da decenni che esiste il fenomeno delle sottoculture, ancora più ampliato negli anni recenti.

Uno dei principali teorici delle sottoculture, Dick Hebdige, ha evidenziato che i membri di una subcultura tendano a differenziarsi dal resto della società con uno stile di vita o modo di vestire simbolici e alternativi a quelli dominanti.

Le sottoculture nascono all’interno della nostra società contemporanea capitalista e neoliberista dove i giovani diventano “possibili clienti e consumatori”.

Per esempio pensiamo al fenomeno culturale dei punk i quali proponevano un messaggio anti-sociale e adottavano un’estetica alquanto eccentrica e raffinata: quello che sopravvive oggi dei punk è solo un’immagine o degradata o esaltata dal mondo della moda in modo prettamente consumistico.

Pensiamo poi ad altre sottoculture come ad esempio i giovani che seguono il reggae con il loro particolare modo di vestirsi e la “mania” di “adorare” personaggi come Bob Marley, “mito” strumentalizzato a livello consumistico per la produzione di magliette, bandiere, gadgets e altro ancora.

Oppure pensiamo all’hip-hop con personaggi del tipo di Eminem o agli emo con i personaggi del mondo della musica e del cinema a cui fanno riferimento.

Le sottoculture sono strumentalizzate dalla società consumistica e negli anni recenti questo fenomeno si è ampliato ancora più grazie all’uso “massiccio” della pubblicità e alla diffusione di “svariati messaggi culturali” da parte del mondo del cinema e della televisione, nonché della moda e dello spettacolo.

Le sottoculture sono ulteriore testimonianza del fatto che nella nostra società tutto è mercificabile, tutto può essere venduto dai beni di consumo alle idee delle persone.

 

1 thought on “>>Il fenomeno delle sottoculture

  1. Le sottoculture sono intrinsicamente legate a una visione liberale/libertaria e democratica(ps:questi termini sono da intendersi nell’accezione originale e non in quella mediatica)della società:è un bene che ci siano e prosperino…C’è da dire che la “mercificazione” di esse ha due risvolti:positivo,in quanto riesce ad espandersi e a farsi conoscere,diffondendo anche le idee veicolate da essa,e negativo in quanto troppo spesso un prodotto culturale potenzialmente innovativo e rivoluzionario diviene un prodotto uso e getta .Farei delle differenze tra quelle che hai elencato:il punk in realtà ha centrato in pieno il suo obiettivo,grazie ad esso si è rivoluzionato il mondo della musica,sino a angli anni 70 dominato dalla tecnica e rimane una delle poche sottoculture ancora potenzialmente rivoluzionarie(intendendolo in gen con i vari sottogeneri:hardcore ed affini ad es),hip hop e reggae sono i generi del sistema,quelli che Mtv e il sistema consumista propone ai giovani.Inoltre questi due generi hanno messaggi reazionari:basti vedere il reggae che diffonde odio razziale,omofobia,sessismo e autoritarismo,così come l’hip hop mainstream(da 50 Cent a Jayz passando per il gangsta ecc)le uniche eccezioni positive di questi genri sono l’hip hop underground,il conscious rap,certo hip hop politico e poco altro…

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