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>>Il deficit della democrazia in Europa

Di fronte alla “paralisi” dei governi e della politica di vari paesi altre istituzioni come la Banca Centrale Europea o la corte costituzionale tedesca hanno preso la guida delle sorti dell’Europa.

Gli stati ormai sono succubi di lobby finanziarie, banche, mercati, poteri forti: assistiamo a quella che più volte è stata definita una condizione di post-democrazia, di democrazia sospesa.

I politici europei di fronte alle difficoltà poste dalla crisi economica e dalla crisi dell’euro “hanno abdicato” a favore di organi soprastatali come la BCE o il FMI.

Finanza e banchieri hanno in mano le sorti dell’Europa intera e la democrazia “strappata e violentata” al massimo livello. Persone che hanno preso il potere in questo momento di profonda crisi e recessione “dettano legge” ai vari stati europei, impongono riforme impopolari riguardanti il mercato del lavoro o le pensioni, obbligano i cittadini europei ad essere “vittime” di tagli draconiani e di riforme di austerità e rigore.

La democrazia in Europa va sempre più riducendosi e cedendo il passo a istituzioni forti sopranazionali che determineranno il futuro tragitto di costituzione degli “Stati Uniti d’Europa”, qualcosa di simile agli attuali USA dal punto di vista economico e bancario.

L’indipendenza e la sovranità dei singoli stati verrà sempre meno a favore di un’Europa sempre più grande e sempre più forte, unica via praticabile per competere con il vecchio colosso statunitense e il nuovo colosso cinese o ancora in più con i paesi emergenti.

Il deficit della democrazia in Europa rappresenta un ulteriore perdita di libertà di ogni cittadino in nome dell’Europa del domani, dell’Europa che deve vincere le sfide che un mondo globalizzato e neoliberista sta proponendo.