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>>I “40 giorni di quaresima e di austerità”

Il presidente francese Hollande ha inaugurato una serie di riforme da attuare dal 2013 in poi.

Per “mettere a posto i conti” c’è bisogno di 30 miliardi: 10 si troveranno risparminado sulla spesa pubblica, altri dieci “tartassando” le grandi imprese e non le medie e le piccole, altri dieci ancora saranno garantiti dai contribuenti che guadagnano oltre 150 mila euro all’anno. Inoltre è prevista una tassazione del 75% per coloro che guadagnano più di un milione di euro l’anno.

Quindi anche la Francia come altri paesi europei vara le sue riforme di austerità e rigore, riforme ritenute necessarie per avviare lo sviluppo e l’eventuale ripresa economica.

La soluzione della crisi dell’euro grazie alle riforme d’austerita e al risanamento dei conti pubblici continua a essere propugnata in tutta Europa “strangolando” i cittadini europei che sembrano non vedere più la fine di tutto ciò.

La risoluzione della crisi dell’euro sta richiedendo sforzi “immani” a tantissime persone, sacrifici che servono non alle persone che li fanno ma ai grandi imprenditori, alle banche, alla finanza, ai super-ricchi etc.

Sacrifici e penitenza predicati dovunque dai “Savonarola” del nostro tempo: è finito il tempo del “carnevale neoliberistico” e siamo passati ai “40 giorni di quaresima e di austerità”.

La penitenza durerà ancora per un bel po e la crisi economica ancora più se teniamo fede ai dati che emergono sull’occupazione, sulla produzione e sul mercato del lavoro.