>>Humour Nero parla di “Minimi Sistemi”

1)Benvenuti su System failure. Minimi Sistemi ci è piaciuto molto. Ci parlate di questo EP? Come è nato?

Innanzi tutto grazie per la calorosa accoglienza su System Failure. “Minimi Sistemi” nasce dall’esigenza di raccontare una storia particolare e universale allo stesso tempo: quella che ci riguarda un po’ tutti, quando l’ansia di spiccare il volo si ritrova a fare i conti con la quotidianità.

2)Ci parlate anche delle sonorità contenute in questo EP?

Nel disco volevamo unire all’immediatezza delle melodie un’impalcatura sonora fresca e di impatto, e ci sentiamo di affermare che il risultato ottenuto grazie alla produzione di Francesco Catitti sia esattamente quello che avevamo in testa. La speranza è che questo intento risulti interessante anche a chi ascolterà il disco e ci vorrà venire ad ascoltare live, anche perché abbiamo ampliato la lineup con l’inserimento di Cristiana (tastiere e synth) per dare continuità al lavoro svolto in studio.

3)Dato che ci siamo parlateci anche del vostro background musicale..

Siamo 5 persone dai gusti eterogenei, e ci piace pensare che questo background “misto” emerga nei nostri pezzi: al suono delicato, frutto sicuramente dellle influenze del pop italiano degli anni zero (pensiamo ai Baustelle o ai Perturbazione) ci piace accostare il wallsound anni ’90 e le distorsioni degli Smashing Pumpkins, così come spesso usiamo tappeti elettronici come sfondo per arpeggi acustici.

4)Mi avete fatto pensare, a tratti, al primo lavoro dei Verdena…

Sicuramente tra i nostri ascolti ci sono anche i Verdena, dei quali però apprezziamo soprattutto la seconda parte della produzione, da “Wow” in poi!

5)C’è un filo rosso che collega questo album?

Sì, ci piace pensare a “Minimi Sistemi” come a un “concept” (si può ancora dire o è troppo “old”?) sulla quotidianità, un racconto sulle vicissitudini di “Ciascunodinoi” impegnato a districarsi nelle beghe del reale. (oppure: un racconto sullo scontro felliniano tra il reale e la tensione all'”alto” che alberga in ciascuno di noi)

6)Come nascono i testi delle vostre canzoni? E la musica?

Spesso i testi, quasi interamente scritti da Ale (basso e acustica), nascono dopo che Emi (voce e chitarra) compone le musiche, ma è anche capitato, e qui ci viene in mente subito “Zoidberg”, che Andie (chitarra solista) abbia contribuito tanto nella composizione quanto nell’idea del testo.

7)La vostra musica mi sembra anche dream-pop…Che ne pensate?

Quando ci chiedono che genere facciamo, istintivamente ci verrebbe da rispondere “pop”, però subito ci assale il dubbio di essere imprecisi e/o inappropriati, allora vada per un aggettivo prima, tipo alternative” o “dream” (appunto), per darci comunque un tono. È così tanta la frenesia di classificare il suono che a volte verrebbe da rispondere “genere musicale”.

8)La vostra musica è molto preziosa. E’ solo una mia impressione o è stato già detto?

Siamo lusingati nel sentirlo… Ovviamente sì: è bene conservare “Minimi Sistemi” in luoghi poco umidi e lontano da fonti di calore.

9)Quanta luce c’è nella vostra musica…e anche tanta poesia..

Non avevamo considerato che le sonorità di questo ep potessero risultare tanto “luminose”, ma ovviamente è un complimento che accettiamo graditamente. Per la poesia, be’, un apprezzamento del genere ci fa sperare che i nostri contenuti tocchino ognuno a seconda della propria sensibilità ed esperienza. Perché è proprio questo il senso dei “Minimi Sistemi”.

10)Avete progetti per il futuro?

Far sentire il più possibile “Minimi Sistemi”.

11)E, per finire, perchè ascoltare Humour Nero?

Perché no?