>>H!U – Tetide

H!U è una band di musica elettronica ambient dal sapore astratto, ruvido e cupo. System failure ha ascoltato Tetide, ultimo album della band pubblicato il 13 luglio 2016 e queste sono le nostre impressioni.

A New Ocean Began Forming ci introduce ad un viaggio elettronico che tenta di raccontare, in musica, eventi studiati dalla Paleogeografia, eventi narrati sulla pagina Bandcamp della band:

L’apertura dell’Oceano Tetide avvenne circa 250 milioni di anni fa, tra il Permiano ed il Triassico inferiore e portò alla separazione tra un blocco continentale settentrionale (Laurasia) ed uno meridionale (Gondwana). L’allontanamento delle due parti del Pangea proseguì fino al Giurassico, quando i movimenti delle placche tettoniche si invertirono ed iniziò una contrazione dell’Oceano Tetide stesso. La collisione della placca adriatica con il continente europeo chiuse la Tetide nella regione centrale del Mediterraneo, dando origine alla catena montuosa delle Alpi.

A New Ocean Began Forming presenta atmosfere oltremodo oscure: è sinistro, è inquietante, è denso di tetraggine. Trasmette un senso di arcano oltre a portarci in una dimensione primordiale. Con Water Level Rose il viaggio continua e ascoltiamo suoni quasi impercettibili.

Tiny Creatures Building Mountains ci offre zampilli sonori penetranti tra tappeti sonori rombanti. Tetide cerca a tutti i costi di stimolare la nostra immaginazione e di portarci in un mondo dove le forze della natura dominavano incontrastate. In The Tethys Ocean in Its Widest Extension si cerca di descrivere, con la musica elettronica, l’Oceano Tetide. Ascoltando questa canzone troviamo sonorità che ci incutono sgomento, troviamo sonorità di grande effetto.

H!U con la sua musica sa come stupire l’ascoltatore: i suoi “effetti speciali” sono stupefacenti, sono proprio mirabili. H!U offre musica tenebrosa e lacerante: si prova anche un senso di vertigine ad ascoltarla.

Con The Alps Where Once Was Water siamo arrivati a metà del viaggio e ormai siamo persi in aurore sonore di rara bellezza e di inusitata potenza. I muri sonori ci travolgono come dei tornado inarrestabili. Verso metà pezzo abbiamo suoni davvero duri e marcati, suoni prettamente industrial. The Alps Where Once Was Water è il miglior pezzo dell’album a nostro giudizio.

The Great Realm of Mammals and Trees è la più breve del disco. Questo disco presenta synthesizers, samplers, machines, strings. Insomma tutta roba per produrre ambientazioni stupefacenti come ascoltiamo in The Great Realm of Mammals and Trees e nelle altre canzoni di questo splendido concept album.

The Ones Who Dwell Within the Sea and the Earth contiene dei suoni abbastanza liquidi mentre An Ancient Presence Lingering Here, So Clear and Yet So Obscure (Sometimes I Think It Looks Like A Giant Fish), ultimo pezzo, offre dei suoni alquanto sci-fi con altri suoni pieni di cupezza.

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