Helmet Project – Quarantine Mood

Dal 1 aprile è disponibile, sulle migliori piattaforme di audio-streaming, l’esordio discografico di Helmet Project, l’Ep Quarantine Mood. Il titolo esprime a perfezione un’idea precisa, un momento tragico della nostra storia.

Helmet Project è un poli-strumentista siciliano, di Modica, nato nel 2007. E’ voce della generazione che più di tutte ha sofferto con il lockdown. Questo giovanissimo musicista vanta già un ottimo curriculum. Studia percussioni classiche presso il liceo Musicale Verga di Modica e attualmente fa parte di diverse orchestre: La civica filarmonica di Modica, l’Orchestra scolastica regionale siciliana, l’ Orchestra sinfonica e orchestra di fiati del liceo Musicale Giovanni Verga, nonché l’ensamble di percussioni dello stesso liceo, Drums Togheter. Poi ha suonato nella International Youth Symphony orchestra, si è esibito in varie località importanti della Sicilia, come Siracusa ed Agrigento, segue ed ha seguito varie masterclass. In sintesi, il giovanissimo artista sembra essere incanalato a tutti gli effetti in una promettente carriera musicale. Nell’Ep suona batteria, marimba, xilofono, glockenspiel, pongos, ecc…

L’Ep è stato preceduto dai due singoli “Walking Alone” e “The Sound of light”, due autentici gioielli. Il primo è il brano di apertura dell’Ep, una vera bomba in termini di sonorità: tra progressive, elettronica, jazz assistiamo ad un crescendo di lunghe frasi affidate alla tromba, scandite da percussioni e synth. C’è qualcosa di sinistro e di minaccioso che incombe…è proprio questo “camminare soli” che costituisce la prerogativa essenziale della quarantena.

“The Sound of light” è più solare, propone ritmi sudamericani ed è affidata al sax di Sergio Battaglia (altro valente musicista di Modica). Sprazzi jazz, splendide armonizzazioni sostengono questa ricerca di luce in un periodo buio. “Sense of freedom” è un duetto di piano e sax (ancora Sergio Battaglia) su un tessuto percussivo anche qui con splendide frasi.

In “Quarantine Mood” ritorna il senso di attesa e tristezza, ed il brano poggia integralmente su percussioni e synth. In “Loss” c’è la consapevolezza di qualcosa che si è perso completamente. Rimangono solo sprazzi pianistici, che riecheggiano vorticosi. Ma nel finale c’è come un grido di libertà, dei synth luminosi marciano verso una nuova luce.

Si tratta sicuramente della voce di una generazione verso la salvezza, per la quale il Covid-19 ha costituito solo una tragica fase, ha acuito tendenze già in atto. Una generazione che spera di risorgere.
Helmet Project realizza un capolavoro, un album che esprime una maturità che non molti non raggiungono dopo anni ed anni di lavoro. Ma l’Ep è solo l’esordio di un musicista che sicuramente ha una strada immensa da percorrere.

a cura di Francesco….

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