>>Sonder: grunge ed alternative metal dallo spazio profondo

I Sonder nascono da un’idea di Alessandro Ricciutelli, Riccardo Melena e Massimo Ciancarelli, rispettivamente chitarrista, bassista e batterista della formazione attuale della band. Il progetto, influenzato fin da subito da istanze post rock, grunge e post hardcore, subisce una svolta artistica con l’ingresso nella formazione del cantante Mauro Aspite, che nel novembre 2015 viene contattato per una prova sui 5 brani che un anno dopo avrebbero composto il primo EP omonimo auto-prodotto della band. L’impatto del nuovo cantante aiuta il gruppo a definire il proprio sound, mitigato rispetto al passato da linee vocali più melodiche e incisive.

Per circa un anno, il quartier generale della band diventa lo Shibby Recording Studio del bassista Riccardo Melena, dove hanno luogo le registrazioni dell’EP e dove i 4 ragazzi abruzzesi si dedicano alla composizione di nuovi brani. Al termine delle riprese di “Sonder”, i 4 decidono di dare un’ulteriore sterzata al progetto, inserendo nella formazione Luca Di Nisio, chitarrista pescarese dalle influenze progressive. Fondamentale per il completamento del loro primo lavoro è sicuramente l’incontro con il geniale Alessandro Chiarappa, giovane artista della provincia di Pescara, ideatore dell’artwork del disco. Dall’11 novembre 2016 “Sonder” è ufficialmente in distribuzione nelle principali piattaforme digitali. I Sonder sono già a lavoro per la produzione di nuovo materiale, che promette sperimentazione e nuove contaminazioni.

System failure ha ascoltato Sonder e queste che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo. Dopo un intro altamente spaziale arriva Flyktig con i suoi tappeti sonori alquanto atmosferici e con il sound caratteristico della band che si presenta come un alternative rock dove si sono fuse istanze grunge ed alternative metal. Flyktig ricorda band come Soundgarden, Alice in Chains e Audioslave. C’è tanta profondità in questo pezzo che sembra volerci portare in un abisso.

Poi arriva Le Navier e anche qui c’è una profondità estrema che sembra volerci lacerare il petto. La canzone è lenta, oscura e tenebrosa e il cantato è proprio appassionante. Solo dopo la metà la canzone sembra aprirsi e lanciare fiammate notevoli. De-Sidus è breve come la precedente e sembra continuarla ed arricchirla. Qui scorgiamo qualcosa dei System of a down. Altre band che ci vengono in mente ascoltando Sonder sono i Deftones, Tool e A Perfect Circle. Infatti come non notare anche delle influenze depressive rock in questa band.

Breaking The Same comincia in modo morbido e delicato. Poi il cantato man mano diventa più intenso ed inebriante. È una sorta di ballad questa canzone. Il disco finisce con The Land Behind The Sun, canzone soave ed ammaliante come la maggior parte di Sonder. In questo pezzo sembra racchiudersi tutta l’energia del disco in questione: questa canzone presenta riff rombanti, scariche metalliche di grande spessore. Non mancano le solite suggestioni in stile Sonder tra depressive rock e grunge.

Con questo disco Sonder ci offre un piccolo capolavoro per gli amanti dei generi su citati. Un lavoro sceso dal cielo o proveniente dallo spazio profondo come vediamo dalla splendida cover del disco. System failure promuove in pieno Sonder e da 1 a 100 il voto che diamo è 88. Questo perché c’è tanta originalità, c’è tanto spessore artistico, c’è tanta gagliardia sonora.

PS. Il disco è in streaming sul canale Youtube della band:

https://www.youtube.com/channel/UCDz3K33_q9Sb5JGbgGNcPYA

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